Il verbo sparire ha assunto un nuovo significato durante la dittatura militare in Latino America. Sparire era infatti diventato un verbo transitivo che indicava quelle persone considerate una minaccia per lo Stato, e che per questa ragione venivano rapite, torturate e uccise dai militari.
La mostra Disappeared (Desaparecidos) riunisce i lavori di una trentina di artisti e di Luis Gonzáles Palma un’altra trentina di loro collaboratori in America Latina che negli ultimi trent’anni hanno lavorato su questo tema e sul problema dei diritti umani. Sono artisti provenienti da diversi paesi (Argentina, Brasile, Cile, Colombia, Guatemala, Uruguay, Venezuela) e molti di loro hanno vissuto in prima persona il dramma delle dittature militari nei loro paesi d’origine, a cavallo della metà del secolo scorso. Alcuni hanno parenti desaparecidos, altri sono stati esiliati. Altri hanno vissuto in paesi tormentati da guerre civili senza fine, dalla droga o dalla guerriglia. Gli artisti partecipanti sono: Marcelo Brodsky (Argentina), Luis Camnitzer (Uruguay, vive a New York), Arturo Dulcos (Chile), Juan Manuel Echavarría (Colombia), Antonio Frasconi (Uruguay, vive a New York), Nicolas Guagnini (Argentina, vive a New York), Sara Maneiro (Venezuela), Cildo Meireles (Brazil), Oscar Muñoz (Colombia), Iván Navarro (Chile, vive a New York), (Guatemala, vive in Argentina), Ana Tiscornia (Uruguay, vive a New York) Fernando Traverso (Argentina).
La mostra si avvale anche della collaborazione dei seguenti artisti argentini: Carlos Alonso, Nora Aslán, Mireya Baglietto, Remo Bianchedi, Diana Dowek, Leòn Ferrari, Rosana Fuertes, Carlos Gorriarena, Adolfo Nigro, Luis Felipe Noé, Daniel Ontiveros, Juan Carlos Romero, and Marcia Schvartz.
Desaparecidos è una mostra itinerante organizzata dal North Dakota Museum of Art e curata dal direttore Laurel Reuter, con un catalogo stampato dall’editrice Charta (Milano e New York), distribuito sia in Europa che negli Stati Uniti. Prima che all’Art Museum of the Americas The Disappeared è stata esposta al Museo del Barrio (New York), e in varie sedi museali dell’America del Sud. L’Art Museum of the Americas ospitando questa mostra tematica sui diritti umani, si pone in stretto contatto con un’altra organizzazione similare: l’OAS che ha sempre lavorato contro le violazioni delle libertà personali nell’emisfero occidentale. Le sue origini datano al 1948, quando fu adottata a Bogotà (Colombia) la Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo, dopo un centinaio di sessioni dell’Inter-American Commission of Human Rights, a Washington e all’estero. Nel 1994 l’Assemblea Generale dell’OAS ha adottato la Convenzione Inter-Americana sulle Sparizioni forzate di persone per motivi politici: tutti i membri dell’OAS nei vari paesi hanno concordato che questo tipo di rapimento e di assassinio non possa essere giustificato, permesso o tollerato per nessun motivo, e che tutti i Paesi membri collaboreranno strettamente per punire i colpevoli di tali crimini. La IACHR continua a tenere sotto stretta osservazione la situazione dei Diritti Umani, organizzando visite ai paesi interessati per investigare caso per caso sulla base delle petizioni individuali, raccomandando misure che consentano la protezione di tali diritti, e presentando infine i vari casi alla Corte Inter-Americana.
Luis Camnitzer ha lasciato l’Uruguay nei primi anni 60. Vent’anni dopo riceveva notizie tragiche e allarmanti di compagni di gioventù rapiti, torturati e scomparsi per sempre. Per protesta ed in segno di solidarietà completò una serie di 35 incisioni sul tema della tortura nel suo paese.
Marcelo Brodsky è ritornato in Argentina dopo anni passati in Spagna. Ha cercato di rintracciare gli amici di un tempo. Questa ricerca è stata testimoniata dal lavoro Good Memory, una fotografia dei suoi compagni di scuola sulla quale ha scritto cosa è successo a molti di loro.
Il Colombiano Juan Manuel Echavarría ha interrotto la sua carriera di romanziere per diventare fotografo. La sua Installazione NN (No Name) rappresenta il processo di distruzione che accompagna inevitabilmente la violenza contro l’individuo o la società nel suo complesso.
L’artista cileno Ivan Navarro una scala con trenta gradini su cui sono riportati 600 nomi di persone sotto giudizio per aver ucciso i propri compatrioti.
L’argentino Fernando Traverso ha dipinto 350 biciclette nella sua città natale (Rosario), poichè spesso la prima traccia di un rapimento politico viene indicata dal ritrovamento della bicicletta abbandonata dello scomparso.
La mostra è stata realizzata anche grazie al generoso contributo della Fondazione Otto Bremer, della Andy Warhol Foundation, e della Lannan Foundation.
