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The Stamp of Fantasy
The Visual Inventiveness of Photographic Postcards
27 ottobre 2007 -10 febbraio 2008
Fotomuseum Winterthur (Collection)
Grüzenstrasse 44+45 Winterthur (Zurich)

Foto per la stampa, libri fotografici, oggetti con riporti fotografici, e soprattutto cartoline: il modo in cui guardiamo a queste varie manifestazioni“minori” della fotografia sta cambiando. Infatti, negli anni recenti un gran numero di mostre e di pubblicazioni su questi temi non ha solo richiamato un vasto pubblico, sollecitando un nuovo interesse per questi aspetti inconsueti del fenomeno fotografico nel suo complesso; ma ha anche contribuito a leggere più in profondità la storia della fotografia, come manifestazione dell’immaginario di massa. In sintonia con questo nuovo orientamento, il Fotomuseum di Winterthur presenta la mostra The Stamp of Fantasy, una mostra che getta uno sguardo sul mondo variegato delle cartoline, che hanno contribuito fin dai primi anni del secolo scorso a familiarizzare il grande pubblico con l’immagine fotografica. In questo senso le cartoline precorrono, in linea di massima, sia la stampa che i libri illustrati con immagini fotografiche. Dall’inizio del Novecento le cartoline fotografiche hanno goduto di vasta popolarità: infatti oltre alle immagini di città, alle vedute di piccoli centri e alle immagini paesaggistiche, i produttori di cartoline pensarono di allargare il loro raggio d’azione con immagini augurali, scenette scherzose per il Primo d’Aprile, proverbi illustrati, e ancora invenzioni di fantasia, immagini comiche o erotiche. Nel progettare queste curiose novità visuali, i fotografi dell’epoca si sbizzarrirono nel trovare il più vasto numero di soluzioni tecniche in vista degli effetti più curiosi.
Montaggi, doppie esposizioni, distorsioni ottiche, close-ups furono usati infatti prima per queste produzioni popolari spesso anonime, che in campo artistico. Benché alcuni di questi trucchi fossero già noti ai fotografi professionisti, essi rimanevano stupefacenti per la maggior parte del pubblico “generalista” dell’epoca. La mostra esamina quindi con grande attenzione questo panorama giocoso e fantasioso creato dall’industria delle cartoline illustrate nei primi decenni del XXmo secolo. L’approccio visuale “imaginifico” è già evidente nel panorama fotografico della fotografia amatoriale, professionale e artistica di quegli anni. Non a caso, molti artisti degli anni ’20 e ’30 svilupparono un acuto quanto naturale interesse per le cartoline illustrate, proprio come esempi di un immaginario di massa comico, curioso, a volte naif, che in alcuni casi rasentava quel gusto dell’assurdo caro ai dadaisti e ai surrealisti. Paul Eluard e André Breton erano collezionisti appassionati di cartoline. Salvator Dali costruì lavori complessi attraverso le sue collezioni di cartoline popolari, come Il mito tragico dell’Angelus di Millet, per non citarne che uno. Ma esse fornirono suggerimenti anche ai dadaisti e costruttivisti tedeschi e russi. Hannah Hoech e Herbert Bayer le usarono per i loro fotomontaggi; e anche Rodchenko vi gettò un occhio non distratto. Tuttavia è soprattutto nell’ambito surrealista che vennero apprezzate in modo particolare. Esse fornirono una fonte d’ispirazione privilegiata ad artisti e poeti come Man Ray e Prévert le impiegarono come modelli o materiali loro lavori. Paul Eluard scrisse ad esempio in quegli anni – e questa mostra lo conferma- che queste cartoline, nonostante non fossero propriamente Arte, giungevano in certi casi piuttosto vicino ad essa.
La mostra presenta più di 500 cartoline, sia in proiezioni, sia in bacheche e cornici, provenienti dalle collezioni di Gérard Lévy e Peter Weiss, insieme a lavori selezionati di Jean Arp, Johannes Theodor Baargeld, Giacomo Balla, Oscar Dominguez, Herbert Bayer, Hans Bellmer, Erwin Blumenfeld, André Breton, Paul Citroën, Salvador Dalí, Robert Desnos, Marcel Duchamp, Paul Éluard, Max Ernst, Hannah Hôch, Georges Hugnet, André Kertész, Gustav Klutsis, El Lissitzky, Dora Maar, René Magritte, Joan Miró, Meret Oppenheim, Roland Penrose, Pablo Picasso, Man Ray, Alexander Rodchenko, Grete Stern, Maurice Tabard, Sophie Taeuber-Arp, Yves Tanguy ed altri.
Il curatore della mostra è lo storico della fotografia Clément Chéroux, curatore delle collezioni fotografiche del Centro Pompidou di Parigi.

Publication: The Stamp of Fantasy – The Visual Inventiveness of Photographic Postcards. Ed. Clément Chéroux and Ute Eskildsen, published by Steidl Verlag. With texts by Clément Chéroux, 216 pages, 350 colour reproductions, format 29,7 x 29,7 cm. Price CHF 59.-.

The exhibition has been organised jointly by the following three institutions: Fotomuseum Winterthur: 27 October 2007 – 10 February 2008 Jeu de Paume/Sully, Paris: 3 March 2008 – 18 May 2008 Museum Folkwang, Essen: 18 July 2008 – 21 September 2008


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