Jürgen Nefzger
Jürgen Nefzger è nato nel 1968 in Germania. Vive e lavora a Parigi. Diplomato all’Ecole Nationale Supérieure de la Photographie d’Arles nel 1994, espone il suo lavoro in Francia e all’estero da una quindicina d’anni. Il suo lavoro si concentra sul paesaggio contemporaneo e alle modificazioni che questo ha sublito grazie all’intervento dell’uomo e alla proliferazione degli im pianti industriali. In questa mostra Jürgen Nefzger presenta una serie recente (2003-2006) intitolata “Ruffy clouds”. Le immagini sono state scattate in vari paesi europei (Francia, Germania, Spagna, Svizzera, Gran Bretagna e Belgio). Ed in ogni immagine è visibile una centrale nucleare. Scattando con una camera fissa Jürgen Nefzger amplifica il tono documentaristico delle sue immagini e sottolinea la presenza pericolosa delle centrali vicino a zone abitate, fra persone apparentemente indifferenti alla loro presenza minacciosa.
Frammento di un’intervista di Hélène Chouteau a Jurgen Netzer
D. Perché ha scelto di presentare la serie Fluffy Clouds (nuvole ovattate) proprio nella cornice del Premio e di questa esposizione?
R. Ho cominciato a lavorare a questa serie nel 2003 ed è l’ultimo lavoro compiuto che ho eseguito. Io lavoro sempre per serie e nuclei tematici. Così l’idea di presentare un solo lavoro completo s’imponeva da sé. In seguito ho aggiunto anche Valdecaballeros che è intimamente legato a Fluffy Clouds. Gli interrogativi sollevati da questa serie mi sembrano del tutto in sintonia con gli avvenimenti attuali, come ha dimostrato il pubblico premiandola. Il rinnovato interesse che si riscontra oggi per il nucleare mi preoccupa seriamente. Per via del riscaldamento planetario, questo tipo di energia è nuovamente riconsiderata da molti politici. In realtà si tratta di una falsa risposta, In nucleare è una forma di energia estremamente costosa, inquinante e pericolosa, In Fluffy Clouds sottolineo l’inquietante onnipresenza delle centrali nucleari nell’ambiente che ci circonda.
Jean-Christian Bourcart
Jean-Christian Bourcart è nato nel 1960 a Colmar. Vive e lavora a New York dal 1997. Diplomato alla Scuola di fotografia e Audiovisivi di Toulouse (1983), segue dei corsi di psicologia per dedicarsi infine, esclusivamente, alla fotografia. Ha vinto numerosi premi fra cui il Prix Gilles Dusein, il World Press Award e il Prix Polaroid, ed ha al suo attivo numerose pubblicazioni. Le sue immagini, percorse da motivi ricorrenti come la trasgressione, l’ossessione, il movimento, cercano di svelare il mondo segreto della gente, le loro attività o le loro impercettibili tracce. In questa occasione presenterà le serie:
Madones infertiles (1992) e
Forbidden City (1998-2001), che contengono immagini colte clandestinamente in case chiuse di Francoforte, NewYork e Parigi; e
Traffic (1999-2003), nella quale il fotografo, con un teleobbiettivo, fotografa automobilisti, passeggeri e gente bloccate dal traffico, fissando le loro reazioni sempre attraverso il diaframma simbolico di un vetro. Anche l’ultima serie, Stardust , scattata in un cinema multiplex a New York (2005-2006) : Bourcart cattura le immagini del film quando attraversano il vetro della cabina di proiezione, ridotte a macchiew di colore sfocato e silhouettes imprecise.