Museo di Fotografia Contemporanea
Villa Ghirlanda - Cinisello Balsamo (Milano)
28 novembre 2004 - 27 febbraio 2005
“La mostra ripropone in sintesi, a vent’anni di distanza, la grande mostra Viaggio in Italia, progettata nel 1984 da Luigi Ghirri e da lui curata, insieme a Gianni Leone ed Enzo Velati.
Si trattò di un grande progetto collettivo dedicato al paesaggio italiano, nel quale furono coinvolti venti fotografi, diciassette italiani, due americane e un francese: Olivo Barbieri, Gabriele Basilico, Giannantonio Battistella, Vincenzo Castella, Andrea Cavazzuti, Giovanni Chiaramonte, Mario Cresci, Vittore Fossati, Carlo Garzia, Luigi Ghirri, Guido Guidi, Shelley Hill, Mimmo Jodice, Gianni Leone, Claude Nori, Umberto Sartorello, Mario Tinelli, Ernesto Tuliozi, Fulvio Ventura, Cuchi White.
Molti di loro sono diventati fotografi molto importanti, ma anche docenti, editori, galleristi, operatori culturali influenti. Altri hanno in seguito scelto strade diverse dalla fotografia. Il loro lavoro non solo ha dato il via al rinnovamento della fotografia italiana contemporanea, ma ha posto la fotografia in dialogo con l’arte in generale, l’architettura, la letteratura, il cinema.
Il ventunesimo viaggiatore era lo scrittore Gianni Celati, che per l’occasione scrisse il racconto "Verso la foce (reportage, per un amico fotografo)".
La mostra ripropone le 86 fotografie che furono pubblicate nel catalogo del 1984, e la stessa divisione in 10 capitoli topografici-poetici individuati da Luigi Ghiri: A perdita d’occhio, Lungomare, Margini, Del Luogo, Capolinea, Centrocittà, Sulla soglia, Nessuno in particolare, Si chiude al tramonto, L’O di Giotto...”
Roberta Valtorta
Testimonianze degli autori:

Una volta chiesi a Luigi quale fosse il fine della sua ricerca e lui prontamente rispose “la verità”, io invece ho voluto rappresentare l’invisibile: che la verità e l’invisibile siano la stessa cosa?
Olivo Barbieri



© Olivo Barbieri - Pegognaga, Mantova
1982
CSAC/Università di Parma
Tra i grandi meriti di Luigi Ghirri, e di chi gli è stato vicino nell’impresa, c’è quello di aver saputo cogliere un passaggio epocale nella società e nella cultura italiane a cavallo fra anni Settanta e Ottanta, e di aver rilanciato il dibattito e la riflessione sulla fotografia, mettendoli in rapporto sia con l’esperienza letteraria che con i linguaggi dell’arte, e facendo convivere linguaggio descrittivo, forma narrativa e valore simbolico.
Gabriele Basilico



© Gabriele Basilico - Milano 1980
Partecipare a Viaggio in Italia era stato come aver trovato un luogo di esistenza (...), la concretezza reale della fotografia realizzata non per mostrare qualcosa, ma per avvicinarsi a quel luogo avendone cura e sfiorandolo appena con lo sguardo per un istante.
Giannantonio Battistella

Ci stiamo occupando di un tipo di luoghi (e non), diversi e distinti da quelli definibili come "artificiali" e "naturali". Questa tipologia di siti è per ora (...) un tessuto connettivo che "segna" quelle che sono le differenze tra i reticoli del costruito e del vissuto delle architetture e degli uomini. E' spesso considerata anonima, ma è veramente importante perché ci aiuta a capire meglio l’insieme.
Vincenzo Castella

Nella mia memoria Viaggio in Italia, più che il racconto di un paese, rimane come la testimonianza di un’ epoca, di un rapporto con la rappresentazione della realtà che avviene appena un attimo prima del digitale, di internet, dei satelliti e tutto il resto.
Andrea Cavazzuti



© Andrea Cavazzuti - Lido degli Scacchi, Ferrara
1982
Viaggio in Italia rappresenta, a mio avviso, l’ultima esperienza di una appartenenza comune a una dimensione della vita e dell’arte prima che la frammentazione e l’atomizzazione rendessero incomunicabili tra loro i percorsi e le opere dei fotografi italiani.
Giovanni Chiaramonte



© Giovanni Chiaramonte - Assisi, Perugia 1981
da Giardini e paesaggi
Viaggio in Italia (...) è stato il punto di eccellenza di un progetto culturale che oltre che rappresentare i contributi di molti fotografi era anche il modo per proporre una lettura dei luoghi non più legata al vedutismo riduttivo e veritiero della tradizione ottocentesca, quanto piuttosto al desiderio di incrociarsi con altre modalità di pensiero di cui la cultura fotografica italiana aveva certamente bisogno.
Mario Cresci



© Mario Cresci - Salandra, Matera 1982 da Basilicata
Quei modelli stereotipati della rappresentazione dell’Italia (...) avevano poi fatto nascere la necessità di suggerire un nuovo racconto dell’esterno.
Vittore Fossati

Luigi Ghirri aveva prodotto l’IDEA ma aveva previsto anche (...) contaminazioni, smarrimento ed ironia, pathos e derisione, connessioni e combinazioni sempre possibili.
Carlo Garzia



© carlo Garzia - Trani, 1982
In quegli anni disprezzavo profondamente, e non ho cambiato idea, la fotografia turistica, i safari fotografici in luoghi esotici. Pensavo, e lo penso ancora, che fare fotografie fosse sinonimo di abitare: volevo abitare i luoghi attraverso la fotografia, e pensavo fosse eticamente riprovevole descrivere un luogo che non fosse all’interno del mio vissuto e della mia esperienza quotidiana.
Guido Guidi

Viaggio in Italia è stato uno dei momenti più significativi di verifica collettiva di un gruppo eterogeneo di autori (...). Questo di per sè non sarebbe stata una novità se noi autori, pur con stili diversi, non avessimo mostrato un nuovo sentimento dello sguardo e una rinnovata attitudine nel pensare il modo di rappresentare le modificazioni del paesaggio italiano.
Mimmo Jodice



© Mimmo Jodice - Napoli 1980
da Vedute di Napoli CSAC/Università di Parma
A Perdita d’Occhio, appunto, al confine col nulla, è questo il primo passo - capitolo ?- del viaggio.
E' l’O di Giotto, l’ultimo, solo in apparenza gli si oppone. A tenerli uniti c’è l’infinito, lo sguardo che si perde lontano nel mistero imprendibile dell’ignoto.
Gianni Leone

Noi fotografi ci siamo messi in rapporto con il “luogo” in cui vivono gli italiani né in maniera apologetica né in maniera critica. Abbiamo cercato piuttosto dei nodi dialettici, diverse strade e stratificazioni, per avviare un processo di conoscenza, non abbiamo dato nulla per scontato e non abbiamo dato identità precostituite e totalizzanti.
Luigi Ghirri
da un’intervista di Mario Belpoliti, Il Manifesto 16 Marzo 1984.



© Luigi Ghirri - Laguna di Orbetello, Grosseto
1974
da Un piede nell’Eden CSAC/Università di Parma
La fotografia italiana scopriva se stessa finalmente come un insieme, come un movimento che sapeva anche abbracciare le altre arti (...). Questa fotografia creativa sviluppatasi grazie all’impulso di Luigi Ghirri aveva scelto come soggetto il cuore palpitante e colorato della penisola (...), ed egli aveva delineato i confini di questa introspezione con la semplicità e lo stupore di un bambino che scopre la gente e le province del suo paese.
Claude Nori

Un giorno mi telefona Luigi Ghirri e mi parla del progetto Viaggio in Italia.
La cosa non è ancora ben definita - dice - ma volevo sapere fin da ora se vuoi partecipare. Dire che ero felice dell’invito è riduttivo!
Umberto Sartorello

Vent’anni. Mi è venuta voglia di prendermi tre giorni e mettermi in viaggio senza un percorso già deciso e senza una meta precisa.
Mario Tinelli

Per Viaggio in Italia gli sembrava non ci fossero abbastanza foto di periferie. “Fanne qualcuna”.
Ernesto Tuliozi

Nel momento in cui mi è stato chiesto uno scritto di commento sulla mia partecipazione a Viaggio in Italia ho provato subito un certo imbarazzo.
Fulvio Ventura

Per me fare parte di questo "gruppo" è stato importante non soltanto per aiutarmi a chiarire le mie idee, ma per il rapporto fraterno e lo straordinario calore che ho sempre sentito insieme a loro.
Cuchi White



© Cuchi White - Farnesina, Roma 1981
Frammenti degli scritti raccolti nel Quaderno di Villa Ghirlanda n. 3, 2004
RACCONTI DAL PAESAGGIO 1984-2004
A vent’anni da Viaggio in Italia
28 novembre 2004 - 27 febbraio 2005
Museo di Fotografia Contemporanea
Villa Ghirlanda - Cinisello Balsamo (Milano)
Giovedì 10-23
Ven-Sab-Dom e festivi 10-19
Ingresso 4 euro ridotto 2 euro