Museo Morandi, Palazzo d'Accursio, piazza
Maggiore 6 Bologna
Josef Albers
Omaggio al Quadrato - Una retrospettiva dal 28 gennaio al 30 aprile 2005
In concomitanza con l'edizione Arte Fiera 2005, il Museo Morandi inaugura
la prima grande mostra italiana
dedicata al maestro del Bauhaus tedesco Josef Albers. La retrospettiva,
curata da Peter Weiermair in collaborazione con Giusi Vecchi, è
organizzata con la collaborazione del museo Josef Albers Quadrat di Bottrop
in Germania e con la Anni and Josef Albers Foundation di Bethany nel Connecticut.
Del pittore e designer tedesco saranno esposte circa 65 opere fra dipinti,
opere su carta, fotografie e oggetti. Saranno numerosi soprattutto i famosi
Omaggi al quadrato (Homage to the square) e le Varianti (Variants) della
fine degli anni ´50 e '60, ma anche i tanti studi su carta e i Fotocollage.
Non mancheranno le bellissime fotografie (B/N) realizzate da Albers durante
i ripetuti viaggi in Messico (fra il '30 e il '50) e fra queste i soggetti
architettonici che hanno lasciato tante tracce nel suo lavoro.
Ritratto di Josef Albers al Black Mountain, nell’estate 1944
BOLOGNA
Galleria d'Arte Moderna
Istituzione del Comune di Bologna
Piazza Costituzione 3, 40128 Bologna
Günter Brus
Viaggio intorno all¹opera- Una retrospettiva dal 1960 al 1996 fino al 27 febbraio 2005
Günter Brus (nato nel 1938) è uno di quei grandi artisti
europei, attivi intorno agli anni ’60, che attraverso il superamento
dei confini fra i generi e la disinvoltura nell’uso di mezzi espressivi
diversi tra loro, giunge a creare soluzioni estetiche innovative. La retrospettiva
include numerosi lavori su carta, studi per le azioni, documentazioni
e film a partire dagli anni ‘50 prestate da numerose collezioni
sia pubbliche che private.
Il Nudo fra Ideale e Realtà
Fotografie di Lorenzo Capellini
A cura di Peter Weiermair fino al 30 aprile 2005
Le immagini esposte sono state concepite dal fotografo come "dialogo"
con le opere presenti nella grande mostra che la GAM ha dedicato al tema
del nudo all'inizio del 2004. L'incontro di una modella, nuda tra i nudi,
con sculture, dipinti e disegni, avvenuto a porte chiuse e senza il pubblico
ha portato alla realizzazione di un racconto carico di intimità
e di leggerezza.
La seducente messa in scena lascia libertà di interpretazione:
non è possibile capire fino a che punto sia arrivata la regia del
fotografo nel guidare i movimenti della modella o dove cominci invece
l'entrata in scena spontanea della stessa, la quale si muove tra le opere
attirando l'attenzione su alcune peculiarità, sottolineandone degli
aspetti o censurando ironicamente dettagli anatomici.
La giocosità di Capellini non nasconde in ogni caso la tematica
concettuale alla base dell'intera serie che si esprime a partire dall'interazione
stessa, nell'espressione delle diverse interpretazioni del corpo e nell'evidenza
di uno sguardo che rivela la differenza elementare fra “naked”
e “nude”.
BOLOGNA
Galleria Forni
Via Farini, 26 - Bologna
Aron Demetz, Carlo Orsi, Mauro Reggio fino al 24 febbraio 2005
Tre mostre personali allestite separatamente nello stesso spazio di via
Farini 26 danno origine ad un unico evento. Protagonista è il realismo,
interpretato attraverso tre differenti espressioni artistiche: scultura,
fotografia e pittura.
Carlo Orsi, fotografo, nasce a Milano nel 1941. Esordisce nel mondo della
fotografia come assistente di Ugo Mulas. All’inizio degli anni ‘60
realizza reportages dall’Italia e dall’Estero per riviste
come Panorama, Settimo Giorno, Il Mondo e Oggi. Sul finire di quegli anni
inizia il suo rapporto con la moda collaborando con le più qualificate
testate italiane e estere. Non si sottrae alle lusinghe della pubblicità:
sue sono alcune campagne per La Perla, Omsa, Swatch, American System,
Marlboro e Ducati e nel campo dell’arredamento: Alias, Baleri, Nemo
e Cassina. Pubblica diversi libri tra cui “Milano” nel 1965
con Dino Buzzati, “Exstasi” nel 1999 sulla caduta del muro
di Berlino, “Faithful- People around the world” nel 2004 e
alcuni libri su Arnaldo Pomodoro di cui cura l’immagine dal 1984.
La prima mostra personale è del 1984 e viene curata nell’allestimento
da Mario Botta.
Claudio Serrapica (1940-1994) Viasanpetroniovecchiotredici
mostra personale a cura di Paolo Frascaroli, Giovanni Mundula, Stefano
Stagni e Stefano Pasquini fino al 6 febbraio 2005
"Claudio Serrapica (1940-1994) arriva a Bologna da Napoli nei primi
anni Sessanta con in tasca un pezzo di carta che attestava la sua capacità
di fare fotografie, una macchina fotografica TTL, e poco altro. Lavora
qua e là per fotografi, tra cui l’illustre Studio Villani,
per poi fondare, nei primi anni Settanta, il suo studio fotografico. Assieme
al collega Paolo Frascaroli apre lo Studio Serrapica in via San Petronio
Vecchio, una piccola strada nascosta dietro la facoltà del DAMS.
Bologna in quel periodo era un posto piuttosto interessante. Nel 1975
la prima fiera d’arte italiana, Arte Fiera, viene fondata, e l’anno
successivo diventa un evento internazionale. Nel 1976 Claudio incontra
Marina Abramovic e Ulay e documenta molti dei loro happening, Urs Luthi,
che fa anche una performance nello studio fotografico, Hermann Nitsch,
le cui due sole performance a Bologna del 1976 e 1977 sono documentate
da Claudio. A lui piaceva la compagnia degli artisti, e capiva che la
body art era molto vicina alla sua idea di vita: pensi a qualcosa, lo
fai, e sarà vero, perché l’hai fatto tu. Così
Serrapica prende anche parte ad azioni performative, collaborando con
Pier Paolo Calzolari e Giovanni Mundula, che sarà accompagnato
da Claudio in molte delle sue performance.
Questa mostra retrospettiva del lavoro di Claudio Serrapica prende come
spunto il suo amore per l’arte per illustrare, attraverso un lavoro
documentativo e di passione verso la fotografia, quasi trent’anni
di attività di un uomo che aveva fatto della fotografia non solo
un mezzo per avvicinarsi alla gente, ma anche per avvicinarsene in maniera
più profonda e diretta. (....) Queste sono fotografie che Claudio
non avrebbe mostrato in pubblico, il suo diario di eventi, dettato puramente
dalla sua ricerca personale del vero. Oltre a questo piccolo tributo personale
ed alla sua ricerca artistica, la mostra al Baraccano vedrà esposti
ritratti di altri personaggi della cultura bolognese ed alcuni esempi
significativi del suo fare professionale.. "
Il ritmo del cuore eroico”, azione di Giovanni Mundula, 1976, Ph.
Serrapica.
BOLOGNA
Galleria d’Arte Moderna
Piazza Costituzione, 3
40128 Bologna
Sorprendimi. Una scelta della Collezione Gam
A cura di Claudio Poppi e Peter Weiermair fino al 25 settembre 2005
La Galleria d'Arte Moderna di Bologna, in concomitanza con Arte Fiera
2005, presenta una sorprendente antologia delle opere della sua collezione
in un allestimento che propone un dialogo tra alcune importanti opere
della sezione storica e quelle della sezione contemporanea, accostate
per differenza o vicinanza, per contenuto o forma, per dimensione o tecnica
e ordinate per raggruppamenti tematici introdotti da brevi commenti poetici
di Gregorio Scalise.
Fra le altre sono esposte opere di Valerio Adami, Luigi Bertelli, Carlo
Corsi, Pirro Cuniberti, Gilbert & George, Virgilio Guidi, Renato Guttuso,
Pompilio Mandelli, Giovanni Manfredini, Piero Manai, Mattia Moreni, Ennio
Morlotti, Luigi Ontani, Concetto Pozzati, Alfredo Protti, Bruno Saetti,
Antoni Tapies, Sergio Vacchi, Erwin Wurm.
BOLOGNA
Galleria d’Arte Moderna
Piazza Costituzione, 3
40128 Bologna
Luigi Ghirri_Still Life
a cura di Paola Ghirri
allestimento di Pierluigi Cerri fino al 13 marzo 2005
La mostra - che comprende un nucleo di 120 fotografie dalla serie «Still-Life»,
di cui almeno un terzo inedite, realizzate da Luigi Ghirri negli anni
compresi tra il 1975 e il 1981 – ripropone la storia espositiva
di «questo lavoro», come Ghirri stesso amava definirlo. Una
storia iniziata nel 1979 allo Studio Fossati di Alessandria, approdata
nel 1980 alla Light Gallery di New York per chiudersi nel 1984 presso
la Galleria Optica di Montreal.
Luigi Ghirri (1943-1992), ha fotografato per più di vent’anni,
dal 1970 al 1992. Nel 1982 ed è stato segnalato alla Photokina
di Colonia come uno dei venti autori più significativi della storia
della fotografia del XX secolo. I suoi lavori sono conservati presso:
Stedelijk Museum (Amsterdam), Polaroid Collection (Cambridge, Mass.),
Canadian Centre for Architecture (Montreal), Museum of Modern Art (New
York), Cabinets des estampes – Bibliothéque Nationale (Paris),
Centro Studi e Archivio della Comunicazione – Università
di Parma, Fototeca della Biblioteca Panizzi (Reggio Emilia).
«La fotografia diventa, così, linguaggio che opera per accumulazione
istantanea sul significare del cambiamento di senso quando il mondo dei
segni si integra con il mondo fisico, e insieme ulteriormente su di una
terza visione.» (Luigi Ghirri, Still-Life, 1979)
dalla serie: “Still Life”
1975-1981
BOLOGNA
Galleria d’Arte Moderna
Piazza Costituzione, 3
40128 Bologna
Will McBride. Viaggio in Italia IV
a cura di Peter Weiermair fino al 13 marzo 2005
"La rassegna si inserisce nel ciclo “Viaggio in Italia”,
finalizzato a presentare i ritratti che hanno dato dell’Italia alcuni
importanti fotografi internazionali. Will McBride, nato nel 1931 a Saint
Louis, Missouri, è fotografo, pittore e scultore. Dal 1953 vive
in Europa ed ha svolto il lavoro di fotografo indipendente a Berlino e
Monaco di Baviera. Le sue fotografie e i suoi saggi fotografici sono stati
pubblicati in numerose riviste, tra le altre in Twen, Geo, Life, Paris
Match e Stern. Il libro dedicato all'Italia e le fotografie selezionate
per la mostra – che comprende più di quaranta opere degli
anni '70 e '80, alcune delle quali di grande formato – combinano
segmenti di immagini che oggi appaiono diverse da quelle realizzate per
i loro committenti originari, come le famose riviste Stern o Twen. McBride
sfiora i margini dell’Italia metropolitana, ma il suo amore resta
la campagna, la molteplicità plasmata dalla storia fin nell’ultimo
centimetro del suo terreno."
Fabioparisartgallery
Via Alessandro Monti, 13
25121 Brescia
Nike Ground Experience
0100101110101101.ORG fino al 19 febbraio 2005
In mostra, per la prima volta in Italia, la documentazione fotografica
sul falso monumento a Roma e il video che documenta le reazioni dei cittadini,
del Comune e ovviamente della Nike. 0100101110101101.ORG è una
coppia di artisti europei che utilizza strategie comunicative non convenzionali
per ottenere la massima visibilità con il minimo sforzo. Pionieri
del movimento artistico della net.art, negli ultimi anni hanno presentato
ed esposto le loro opere in tutto il mondo. Il loro controverso lavoro,
spesso a cavallo con l’illegalià, include apprppriazioni
e remix di famose opere di arte digitale, l’invenzione di un artista
inesistente e la creazione e diffusione di un virus informatico per la
Biennale di Venezia nel 2001.
FIRENZE
Galleria dell’Accademia
Via Ricasoli, 58/60
50122
Firenze
Forme per il David
Georg Baselitz, Luciano Fabro, Jannis Kounellis, Robert Morris, Thomas
Struth
fino al 4 settembre 2005
Per celebrare i cinquecento anni del David di Michelangelo (1504-2004),
la Galleria dell’Accademia di Firenze ospita opere d’arte
contemporanea che sono esposte nello spazio intorno alla tribuna del David
(a cura di Bruno Corà). L’allestimento è un confronto
esplicito tra il capolavoro cinquecentesco e le opere concepite per l’occasione
da grandi artisti contemporanei: Georg Baselitz, Luciano Fabro, Jannis
Kounellis, Robert Morris e Thomas Struth.
Cinque opere inedite in dialogo con il David per testimoniare i processi
di crisi della forma che dall’epoca stessa di Michelangelo hanno
investito le arti plastiche, rendendosi particolarmente evidenti nel corso
del XX secolo. Thomas Struth (Golden, 1954) presenta in mostra le opere
fotografiche Audience 1 (2994), Audience 2 (2004) e Audience 3 (2004),
tutte di grandi dimensioni, che ritraggono il pubblico di visitatori che
durante tutto l’anno frequenta le gallerie del Museo dell’Accademia
e che, giunto nella tribuna del David, sostando di fronte alla scultura
di Michelangelo, si abbandona a una contemplazione dai comportamenti incontrollati.
Daniele-Manuel Dallerba
Caleidoscopio fino al 12 febbraio 2005
Mostra personale di Daniele Manuel Dallerba vincitore dell’Oscar
della fotografia,sezione under 30 di Benevento e vincitore nella prima
edizione del Premio Internazionale di Fotografia Basilicata ”Viaggio
in Basilicata”.
Vchutemas: Le Origini dell’Avanguardia Russa fino al 22 febbraio 2005
Le Origini dell'Avanguardia Russa. La mostra illustra una raccolta di
40 progetti architettonici e foto, oltre che una rassegna di filmati,
modelli e installazioni virtuali risalenti agli anni Venti. Insieme al
razionalismo francese e al funzionalismo tedesco e olandese, l'architettura
Sovietica rappresenta un punto di svolta nell'evoluzione dell'architettura
mondiale.
GENOVA
Galleria
Joyce & Co.
Vico del Fieno 13 rosso – Genova Genova
Gian Luca Groppi
Identita’, incomunicabilita’, inquietudine fino al 20 febbraio 2005
Curatore: Fabrizio Boggiano
Fabrizio Boggiano così scrive a proposito del lavoro di Gian Luca
Groppi: "Scivolare fra le pieghe dell’esistenza assumendo il
compito di reporter emozionale è uno dei più grandi sogni
degli artisti che sentono inarrestabile l’indagine interiore.. Gian
Luca Groppi non solo assolve questo compito magistralmente, ma supera
ogni aspettativa fermando, in ogni sua foto, stati d’animo differenti
che, tuttavia, posseggono una completezza emozionale per tutte e tre le
linee di ricerca che si è posto come base di questo lavoro.L’artista,
sicuro della sua capacità tecnica e narrativa, assume come punti
di partenza le tre caratteristiche fondamentali della società contemporanea:
l’identità, l’incomunicabilità e l’inquietudine....
Le fotografie di Groppi parlano a gran voce di questo nostro problema
esistenziale, conducono a riflessioni su quello che siamo e mostrano come
tutto ciò che appariva surreale in verità appartenga profondamente
al nostro quotidiano."
Luca Rovero
Parigi in scena fino al 18 febbraio 2005
Drammatica, dotta, scanzonata, avveniristica, comunque affascinante,
Parigi è una creatura, teatro delle più grandi ambizioni
decorative di architetti e scultori, che nel tempo inseguendosi hanno
dato vita a un crescendo di soluzioni geometriche spettacolari, astratte
e anche giocose."Luca Rovero
Galleria Fotografica Fnac
via XX settembre 46/R
16121
Genova
Ozymandias Fotografie di Martino Marangoni Fino al 7 marzo 2005
Scattate fra il 1988 e il 2003, le fotografie di Marangoni mettono i paesaggi
dei siti archeologici monumentali delle civiltà antiche a confronto
con gli scenari contemporanei delle metropoli occidentali. Nell'alternarsi
di presente e passato, i percorsi del fotografo formano una spirale che
ripete all'infinito lo stesso cerchio, quasi ad indicare la ricerca di
una matrice comune, di un unico luogo d'origine. Accanto ai siti dell'antichità,
le capitali degli imperi di oggi compaiono anch'esse quali vestigia di
luoghi monumentali assediati dall'incertezza, simboli di un occidente
divenuto vulnerabile. Particolarmente significative in questo senso sono
le immagini scattate agli impiegati in pausa attorno alle torri gemelle
di New York prima dell'11 settembre 2001.
Daniela Perego
a cura di Dores Sacquegna Dal 5 al 28 di marzo 2005
L'artista presenterà una ricca produzione di opere fotografiche
e installazioni. Recentemente l'artista ha sviluppato la sua ricerca inserendo
tra i suoi media espressivi il video. Il nuovo mezzo permette alla Perego
di donare alle figure un leggero movimento che, spesso ripetuto in fase
di montaggio nel loop, lascia percepire solo alcuni, frazionati movimenti
da cui poter trarre nuovi dati relativi alla personalità dei corpi
rappresentati, di nuovo sottoposti all'incidenza della luce. Nel video
dal titolo "Loro " l'artista torna ad essere protagonista. Il
video è in anteprima nazionale.
Palazzo Mediceo Via XXIV maggio 22 Seravezza 55047 Lucca
Walter Rosenblum Fino al 27 febbraio 2005
L'Assessorato alla Cultura del Comune di Seravezza (Lucca) per la seconda
edizione di "Seravezza Fotografia", propone una personale del
grande fotografo americano Walter Rosenblum.
Nato e cresciuto nel Lower East Side di Manhattan durante gli anni della
Depressione, Rosenblum si avvicinò alla fotografia da adolescente
e nel 1937 si unì all'organizzazione Photo League. Lì incontrò
due personaggi straordinari, che furono suoi insegnanti e amici: Lewis
Hine (1874-1940) sociologo che si era dedicato alla fotografia documentando
le vite degli immigrati e degli operai fin dal 1905, e Paul Strand (1890-1976)
la cui fotografia, spiccatamente sperimentale, gli fornì molti
suggerimenti e lo convinse del formidabile potenziale espressivo di questo
mezzo di comunicazione.
Rosenblum, ancora giovanissimo, produsse un lavoro di grande spessore
tecnico e umano: la serie "Pitt Street", realizzata sotto la
supervisione di Sid Grossman direttore di Photo League, che documentava
la vita quotidiana del vicinato all'ombra di Williamsburg Bridge. Immagini
che rivelavano le difficoltà e gli stenti vissuti dai neri, dagli
ebrei e dagli zingari europei.
In Europa, come fotografo dell'esercito degli Stati Uniti durante la seconda
guerra mondiale, Rosenblum documentò lo sbarco in Normandia e per
primo, tra i fotografi delle forze alleate, entrò nel campo di
concentramento di Dachau, subito dopo la liberazione.
Nel dopoguerra ha lavorato nel sud della Francia, nel Quebec, ad Haiti
e poi ancora a New York dove realizzava importanti serie di fotografie
dedicate all'East Harlem (1952) e al South Bronx (1980).Con quest'ultima
serie ha ottenuto il Guggenheim Felloship.
Le sue fotografie sono esposte in più di quaranta collezioni internazionali
tra cui il J. Paul Getty Museum a Los Angeles, la Library of Congress
a Washington D.C., la Bibliothéque Nationale a Parigi, il Museo
di Arte Moderna a New York.
Galleria Fotografia Italiana
Corso Venezia 22
20100 Milano
Leonardo Genovese
Asparizione dal 4 febbraio al 10 marzo2005
"Da molti anni Leonardo Genovese lavora con la fotografia al di
là di movimenti, gruppi, situazioni convenzionali e preordinate.
la sua è una ricerca solitaria fatta di sguardi, riflessioni, letture,
soprattutto poetiche. In mostra saranno solo lavori a colori, totalmente
inediti. Sinora le sue opere mostrate in rare e meditate occasioni erano
in bianco e nero. In realtà Genovese da oltre dieci anni fa ricerca
sul colore, una ricerca lenta, paziente, puntuale".Angela Madesani
Galleria Carla Sozzani
Corso Como 10, 20154 Milano
Kenro Izu
Blue: nude and still life
Fino al 20 febbraio 2005
"La Galleria Carla Sozzani presenta Kenro Izu, autore di Blue, collezione
di fotografie di formato speciale virate al blu su stampa platino/palladio.
Izu vanta una lunga esperienza quale maestro non solo della fotografia,
ma anche dell' arte della stampa, culminata nello sviluppo di una tecnica
interessante ed inedita. Forme astratte di cianotipo blu emergono da ombre
di un intenso color platino, accompagnando il visitatore attraverso una
esperienza visiva su diversi livelli."
Centro Sociale Leoncavallo
via Watteau 7
20125 Milano
La città che verrà
Trent'anni a Milano - La metropoli dei movimenti.
Per celebrare i trent'anni del Centro Sociale Leoncavallo sono stati
organizzati una serie di eventi, culturali, cinematografici, musicali
e una vastissima mostra fotografica permanente che ripercorre cronologicamente
gli episodi più rilevanti dei conflitti e delle lotte a Milano
dal 1968 a oggi.
"A Milano va stretta l’immagine di città industriosa,
chiusa ed egoista, laboratorio politico e sociale dei peggiori fenomeni
del Novecento, dal fascismo al berlusconismo. È anche storia di
movimenti di lotta e di ribellione di lavoratori, studenti, donne, della
cultura. È una storia fatta di frammenti: alcuni custoditi solo
nella memoria; altri fissati nelle immagini dei fotografi, dei registi,
da pochi anni dei mediattivisti; altri ancora descritti o richiamati nei
testi letterari o giornalistici.Ma molti ancora semplicemente ignorati,
sconosciuti, sepolti in qualche archivio o nei ricordi privati dei protagonisti.
La nostra ambizione è quella di ricomporre in una sorta di laboratorio
questi frammenti, di ricostruire uno sguardo d’assieme sulla metropoli
e le sue trasformazioni, oltre la storia ufficiale." CSLeoncavallo
MILANO
Palazzo dell’Arengario
Piazza Duomo
Milano
René Burri
Fotografie 1950 - 2000
dal 2 febbraio al 2 aprile
René Burri Fotografie 1950-2000 è una mostra di circa 200
immagini, alcune celebri, compresi molti “vintage print” (stampe
originali dell’epoca) provenienti dall’archivio personale
di Burri, con alcune fotografie inedite. Si divide in diverse sezioni:
dalle prime fotografie, scattate tra il 1950 e il 1953, ai ritratti di
artisti famosi come Giacometti, Man Ray, Chagall, Henri Cartier-Bresson
e di uomini politici; dai suoi innumerevoli viaggi (Argentina, Brasile,
Cuba, Giappone, Cina, Vietnam, Corea, Indonesia, Pakistan etc…),
fino ai suoi lavori più recenti come rovine del futuro, sui luoghi
del programma spaziale americano, pubblicati su Life e Stern.
"René Burri è un uomo “sul campo”, un giornalista-fotografo.
Passando in rivista un’opera di oltre quarant’anni, vi si
intravedono tutti i generi possibili di fotografia documentaria. La sua
mano si distingue nei reportage classici, nei saggi generali in forma
di libro, nelle immagini fotografiche che fanno epoca, a colori e in bianco
e nero, nelle serie, nelle sequenze, nelle fotografie d’attualità
e nelle creazioni fotografiche autonome. Burri ha realizzato innumerevoli
ritratti, ha tramutato ambienti in composizioni grafiche e ha sintetizzato
gli sviluppi del mondo in formule iconografiche di fascino parabolico.
Eppure un Burri “tipico” esiste: un Burri che non ha niente
a che fare con lo stile, con la maschera o con la pura estetica. Si tratta
piuttosto di curiosità, dell’irreprensibile ebbrezza del
vivere, ma anche di un atteggiamento, di una coscienza acuta del tipo
che si ritrova di fronte agli uomini, alle culture e agli avvenimenti."
Hans-Michael Koetzle-Curatore della mostra
La mostra è organizzata dal Comune di Milano, Assessorato alla
Cultura e Musei – Palazzo Reale in collaborazione con Contrasto
e Centro Culturale Svizzero, è curata da Hans-Michael Koetzle e
prodotta dalla Maison Européenne de la Photographie e dai Musée
de l'Elyséé in collaborazione con Magnum Photos.
Forma, luce, colore
Esposizione di dipinti, grafica, oggettistica, fotografia fino al 28 febbraio 2005
Mostra collettiva, di arte varia, dal titolo Forma, luce, colore, che
comprende un’esposizione di quadri, incisioni, complementi d’arredo,
fotografie…
Il contributo a pittura e fotografia verrà offerto da Stefano
Simoni, art director, fotografo e pittore che presenterà alcuni
dipinti sul tema degli “Orologi Solari” che, fino a metà
del XIX° secolo abbellivano l’esterno di campanili, municipi,
palazzi signorili.
Sempre sullo stesso tema, Simoni ha effettuato anche una ricerca fotografica
in alcune città italiane, che sarà presentata alla mostra
in abbinamento ai quadri.
MILANO
FNAC Milano
Via Torino, ang via della Palla, 20123 Milano
Attenzione Talento fotografico Fnac 2004 Dal 7 gennaio al 21 febbraio 2005
La seconda edizione di Attenzione Talento Fotografico Fnac – il
progetto ideato da Fnac per “censire” il panorama della fotografia
emergente e promuoverne le migliori espressioni - si è conclusa
con grande successo: sono stati più di 350 i dossier consegnati,
provenienti da tutta Italia, segno di un fermento e di una forte richiesta
di affermazione dei giovani talenti italiani.
La giuria italiana – composta dal fotografo Gianni Berengo Gardin,
il direttore dei Toscana Photographic Workshop Carlo Roberti, Domitilla
Sartogo di Fabrica, Roberto Koch di Contrasto, Manila Camarini di D di
Repubblica e la direttrice delle Gallerie fotografiche Fnac Laura Serani
- ha assegnato il premio di vincitore a Marco Calò con il lavoro
“Single”, provocatorio e a tratti ironico sguardo sui trentenni
di oggi. Il vincitore, inoltre, ha avuto la possibilità di partecipare
al Premio Europeo Fnac per la Fotografia, assegnato da una giuria internazionale
a Parigi alla francese Adeline Keil con un reportage su Sarajevo.
Prima mostra italiana dell’artista cileno Alfredo Jaar, nato nel
1956 a Santiago del Cile, formatosi come architetto,regista e fotografo,
trasferitosi a New York nel 1982, Jaar non ha mai temuto di affrontare,
con la propria opera, questioni tra le più cruciali, urgenti e
drammatiche dell’attualità.
In occasione di questa prima mostra italiana Jaar approccia la figura
di Antonio Gramsci, uno degli intellettuali e pensatori politici la cui
eredità ha più profondamente innervato la cultura del Novecento,
non soltanto in Italia; gli scritti gramsciani, principalmente quelli
dal carcere, hanno infatti conosciuto un’ampia diffusione, in Sud
America. Il suo progetto prevede la ricostruzione della cella di Antonio
Gramsci e una serie di lightbox con fotografie scattate a Roma. Tutte
le fotografie rappresentano situazioni di scissione. In modo meno metaforico
e più diretto anche la cella fa riferimento a una situazione di
profonda separazione e di allontanamento. Opposte pareti specchianti riflettono
all’infinito le sbarre dando l’impressione di un loro moltiplicarsi
e proliferare. Le inferriate delle finestre della galleria retrostanti
la cella contribuiscono ulteriormente a questa impressione.
Captivi. I giovani e il disagio fino al 12 febbraio 2005
La mostra "Captivi. I giovani e il disagio" è promossa
dalla Galleria San Fedele, dalla Seconda Casa di Reclusione di Bollate,
dalla Sesta Opera San Fedele, con il contributo della Provincia di Milano
e del Comune di Bollate.
Captivi è un progetto che tiene conto dell¹attività
di un laboratorio fotografico svolta nella Seconda Casa di Reclusione
di Bollate (promossa dall'Acof), con giovani dai 18 ai 25 anni italiani
e stranieri e condotto da Gigliola Foschi, da Sergio Lovati e da Andrea
dall'Asta S. I.
Autori in mostra: Corsisti (laboratorio fotografico, dalla Seconda Casa
di Reclusione di Bollate)e fotografi professionisti Gin Angri, Fabio Boni,
Marco Bulgarelli, Donatella di Cicco, Cristina Omenetto, Francesco Raffaelli,
Patrizia Riviera, Filippo Romano, Massimo Sciacca.
Libreria Internazionale Ulrico Hoepli
Reparto Arti Visive - Spazio Espositivo secondo piano
Via Hoepli 5 – 20121 Milano
Metamorfosi della natura
foto di Roberto Uslenghi
Dal 7 al 12 Febbraio 2005
In mostra fotografie di Roberto Uslenghi in bianco e nero stampate su
carta al 100% in cotone, priva di acidi, a getto di inchiostro, con pigmenti
di nuova generazione resistenti ai raggi UV e all’umidità.
Libreria MiCamera Bookstore,
Via Cola Montano (angolo piazza Fidia),1
Milano
Alberto Mileti
Immagini in costa
Il nuovo paesaggio costiero pugliese fino al 5 febbraio 2005
Il lavoro sul nuovo paesaggio costiero racconta le alterità ignorate
nel confronto tra l’immagine del ricordo e la realtà dei
luoghi dove l’artista ha trascorso buona parte della sua vita: la
Puglia. Per lui, tornarci dopo essere mancati per anni è stato
un po’ come svegliarsi dopo un lungo sonno e non riconoscere l’immagine
di sé nello specchio. Emerge dalle immagini la sua sensazione di
essere stato tradito dal ricordo, oppure dall’immagine nello specchio.
Così, questo è il nuovo paesaggio.
Non si tratta di meravigliosi panorami, sebbene molto facilmente individuabili
nella meravigliosa terra di Puglia, sulla costa come nell’entroterra.
Allo stesso modo sono state tralasciate le grandi opere di abusivismo
edilizio del lungomare barese, abbandonate al decorso giuridico e alle
cronache dell’informazione (dis)interessata. Mileti ha ripreso nel
piccolo, nel quotidiano, le tracce di Svevi, Normanni, Turchi e Saraceni
sovrapposte a quelle dei nuovi barbari. Il paesaggio si trasforma lentamente
sotto i nostri occhi ormai dappertutto, come affetto da una lenta ma implacabile
malattia terminale. Queste immagini ne registrano i simboli dell’abbandono,
i segni della storia e della stratificazione delle varie civiltà
che si sono incrociate in quest’angolo di Mediterraneo.
NOWHERE GALLERY
via della Moscova 15, 20121 Milano
Riccardo Boldorini
Milano - Parigi - Tokyo dal 3 febbraio al 19 marzo 2005
A distanza di qualche hanno dal suo debutto la ricerca artistica di Riccardo
Boldorini, dopo la serie di lavori dedicata ai fiori ed alla interpretazione
dell’estetica pornografica, si è dedicata alla analisi dell’universo
città.
La maniera di procedere dell’autore non è cambiata, la tecnica
di sviluppo e stampa è rimasta la stessa ( e6 in c 41 o cross processing
), cosa che rende così incredibili le enfatizzazioni del colore,
e , come nel caso degli scatti sulla pornografia, su tutti i soggetti
è stato usato il “filtro” televisivo ( l’artista
ha prima filmato le città poi, con tutta tranquillità, nel
suo studio ha fotografato ciò che lo interessava inquadrando con
una reflex lo schermo della tv ); in nessun caso è stato usato
un qualunque passaggio digitale.
Tutto questo crea un lavoro dall’altissima forza visionaria che
racconta un universo parallelo fatto di immagini che noi tutti conosciamo
a livello inconscio: la grande, affollata ma solitaria città globale……una
città “fantasma” che non viviamo completamente.
Spazio: C/O Careof, Fabbrica del Vapore – via Luigi Nono 7 - Milano
Play 04
Opere video dalle accademie di belle arti di Bologna, Carrara, L’Aquila,
Milano, Napoli, Roma, Torino, Urbino e Venezia. fino al 3 febbraio 2005
In un panorama socio/culturale affidato soprattutto all’uso della
tecnologia, dove televisione, cinema, fotografia e computer dominano il
patrimonio visivo contemporaneo, l’uso del video, ormai alla portata
di tutti, è diventato strumento di appropriazione dell’immagine
che per agilitá di spostamento e immediatezza affascina sempre
di piu gli artisti.
La rassegna video play, a cadenza annuale, si colloca nel progetto work
in che è specificatamente dedicato alla ricerca degli artisti giovani
ed emergenti. È una ricognizione effettuata nelle scuole di Alta
Formazione Artistica, nelle quali l’interesse per questo mezzo riscuote
sempre maggior interesse. La cura della rassegna è stata affidata
quest’anno a Lelio Aiello, Cecilia Casorati, Donatella Landi e Luca
Valerio. Per la scelta delle opere sono stati coinvolti Critici/Curatori
e artisti che già da tempo lavorano all’interno delle Accademie
di Belle Arti Italiane, mettendo a disposizione la loro competenza e segnalando
uno o due giovani, fra i piú interessanti, che non abbiano terminato
gli studi da piú di due anni.
MILANO
Biblioteca Dergano-Bovisa
Via Baldinucci 60.1 - Milano
Il Delta del Po: un viaggio lungo trent'anni
M ostra fotografica e videoproiezione di Andrea Padovan dal 29 gennaio fino al 19 febbraio 2005
"Il Parco del Delta del Po è stato costituito nel 1988 per
regolare il rapporto tra economia e conservazione della natura, a difesa
della zona umida più grande e bella d'Italia. Questo racconto fotografico
è frutto di due grandi passioni: la fotografia e l'amore verso
questo territorio che mi ha affascinato sin dal 1971. La mostra sintetizza
tale percorso in circa cento fotografie. La videoproiezione propone oltre
200 immagini divise in 9 capitoli: il fiume; le golene; gli argini; le
valli; le sacche; il Delta qua e là; Comacchio; Goro e Gorino;
Mesola e il suo territorio". (Andrea Padovan)
MILANO
Spazio Symphonia
corso G. Matteotti, 5
Lamberto Teotino
omicidioumano fino al 19 febbraio 2005
Teotino lavora sulla fotografia con il supporto del computer e del digitale.
La mostra di Spazio Symphonia, omicidioumano, parte dal filo conduttore
dei lavori precedenti soprattutto nella riproduzione di ambienti freddi,
asettici, chirurgici. L’uso del bianco, del verde acido, di una
maniglia metallica sporcata da una macchia rossa, pura simulazione di
sangue umano, ci trascinano in un’atmosfera adrenalinica che ricalca
comunque il senso di pericolo, transitorietà, sospetto, instabilità
e precarietà. ..Ambienti, materiali ed oggetti di gusto tipicamente
retrò si macchiano di sangue digitale che, sotto forma grafica
di texture, inscenano un dramma artificioso.”
Pino Tovaglia, la regola che corregge l´emozione fino al 2 aprile 2005
La mostra nasce dalla condivisione di una passione: Massimo Pitis - graphic
designer, curatore della mostra e professore al Politecnico di Milano
- e la signora Tovaglia, hanno saputo scegliere dall´archivio inedito
del designer i pezzi più rappresentativi di un percorso professionale
e di vita, ripercorrendo gli eventi pubblici che hanno fatto la storia
della pubblicità e della grafica di Milano. La produzione di Pino
Tovaglia si accompagna alla crescita dell'impresa e della classe dirigente
industriale italiana, da Pirelli a Fini a Flos, dalla RAI a Alitalia.
Fondatore e presidente dell'Art Directors’ Club di Milano, è
nel gruppo fondativo dell'AIAP (Associazione Italiana Progettazione per
la Comunicazione Visiva) nel 1955, membro dell´ADI (Associazione
per il Disegno Industriale) dal 1964 e dell´AGI (Alliance Graphique
Int.). Ottiene vari premi e riconoscimenti sia nel campo del graphic design
che nell'advertising.
Vedremo Tovaglia grafico e pubblicitario, product designer (per Nava,
Alessi e Ghianda), illustratore, progettista degli spazi (con i Castiglioni),
ricercatore (con Munari, Grignani), fotografo (con Ballo, Mulas, Becker),
poeta concreto (con riconoscimenti illustri, da Accame a Spatola), type
designer (alla Nebiolo, con Novarese).
MILANO
Palazzo Reale
Piazza Duomo
Milano
Anni Cinquanta
La nascita della creatività italiana dal 3 marzo fino al 3 luglio 2005
Oltre settecento opere uniche fra oggetti di design, dipinti, sculture,
fotografie, progetti di architettura, abiti, immagini di cinema e di televisione
testimonieranno il grande sviluppo dell’ingegno che si è
verificato negli anni fra il 1948 e il 1960 in Italia e che ha cambiato
radicalmente usi e costumi di un intero Paese: una mostra pensata per
rintracciare il carattere di questa creatività, eccezionale espressione
del pensiero critico e delle soluzioni originali elaborate dai protagonisti
dell’Italia dell’epoca.
La sezione fotografica, curata da Cesare Colombo, presenterà una
lunga serie di autori: ci saranno i nomi dei più importanti fotografi
che hanno interpretato il volto del Paese, rinnovando il proprio linguaggio
visivo secondo quello spirito realista che informava di sé gran
parte della produzione artistico-culturale degli anni Cinquanta. Anzitutto
vengono messe a confronto le creazioni dei grandi maestri di origine fotoamatoriale
(come Giuseppe Cavalli, Pietro Donzelli, Mario Giacomelli) con quelle
dei loro amici impegnati nella professione (Paolo Monti, Mario De Biasi,
Fulvio Roiter) e anche con quelle di alcuni grandi fotografi stranieri
attivi in Italia: da David Lees a Herbert List, da Henri Cartier-Bresson
a Paul Strand, che seppero diffondere con la “verità”
dei loro reportage il volto di una Italia lontana ma in rapida trasformazione.
MILANO
Galleria Artra
via settala 6
20124
Milano
Wilma Kun fino al 28 febbraio 2005
L’artista presenta una serie di fotografie a colori, primi piani,
busti, ritratti in interni domestici. Sebbene l’ambientazione sia
contemporanea, ognuna di queste immagini evoca, nelle sue componenti strutturali
essenziali, un caposaldo della storia dell’arte occidentale: Velasquez,
Holbein, El Greco, Raffaello, Reynold; ma si tratta di citazioni libere,
che si rivelano solo a un occhio attento. I soggetti ritratti sono persone
che hanno un ruolo nella vita di Wilma Kun: ognuna di loro ha contribuito
in
qualche modo al suo sviluppo artistico. Il volto dei personaggi è
coperto da una maschera sempre uguale, un calco del viso dell’artista.
Con questo suo primo lavoro fotografico Kun riprende il tema dell’identità
su cui da anni la sua poetica si concentra
Cristiano Belloni
La processione di San Lazzaro - Cuba dal 7 al 19 febbraio
Una Cuba lontana da quella proposta ad un cieco turismo di massa. Un'indagine
antropologica alla ricerca delle radici di una religiosità in cui
convivono sacro e profano.
Ogni anno il 17 dicembre, San Lazzaro, è per i cubani un giorno
speciale. San Lazzaro è il protettore degli ammalati, dei sofferenti.
In migliaia si recano al santuario del Rincòn a lui dedicato a
mostrare la loro devozione, nonostante nessuna guarigione miracolosa si
sia mai verificata in questo luogo. Sotto lo sguardo severo di un esercito
di poliziotti e funzionari del governo, ininterrottamente per due giorni
i pellegrini affluiscono in un crescendo emozionante, che vede il suo
apice alla mezzanotte del 16 dicembre, quando si saluta il giorno di San
Lazzaro.
ClicArt di Via Foscolo 4 Milano
(presso Zucchi Duomo sede del Museo Zucchi Collection)
Maurizio Sapia
Nature non morte
Mostra fotografica a cura di Enrica Viganò dal 22 febbraio al 9 aprile 2005
Sono 30 le immagini selezionate, che si dispongono in un originale ed
ironico percorso espositivo, in un susseguirsi di suggestive ed inedite
aggregazioni: si va dall’improbabile legame fra l’acqua e
il metallo in Piercing, in cui due gocce d’acqua sono tenute insieme
da una spilla da balia all’altrettanto azzardata stretta di mano
fra polli spennati in Pleased to meet you, fino a La danza, divertente
trasposizione animale del celebre quadro di Matisse, in cui aggraziate
rane volteggiano con leggiadra destrezza.E’ lo stesso Sapia a spiegare
le ragioni di tali associazioni: “Io mi diverto! Questo è
lo stato d’animo che ho quando, chiuso nel mio studio, cerco di
mettere insieme i soggetti più strani per comporre foto che in
qualche modo cercano di stimolare riflessioni su temi ed inquietudini
contemporanee”.
Marcello Mortarotti
Ghiacci argentini fino all'1 marzo 2005
La galleria ab.Origena apre la programmazione del nuovo anno con la prima
personale in Italia del fotografo argentino Marcello Mortarotti ‘’Ghiacci
argentini’’. L’artista nato a Mendoza nel 1967, attualmente
vive e lavora tra il proprio paese, gli Stati Uniti e l’Europa.
Il suo lavoro e’ presente in importanti musei, come quello di Arte
Moderna di Buenos Aires, ed è esposto nei maggiori centri di arte
contemporanea tra New York , Miami e Madrid.
La serie ‘’Ghiacci argentini’’, è dedicata
ai fantastici riflessi che accendono i ghiacciai della Patagonia, dove
molteplici buchi lasciano filtrare la luce che descrive un mondo minerale
di suggestiva bellezza. Con questo lavoro Mortarotti prosegue il proprio
studio sulla luce in determinate zone geografiche, offrendoci superfici
visuali dense, dove sembrano raccogliersi gli atomi essenziali di un ambiente.
Per questa serie il fotografo ha brevettato una particolare tecnica di
stampa, la “foto lumina”, che permette di aggiungere campi
di luce per mezzo di particelle di riflessione diversamente orientate.
Helmut Newton
Newtoniana dal 5 febbraio 2005 al 9 aprile 2005
In occasione del primo anniversario dalla scomparsa di Helmut Newton,
Photology ricorda il grande artista tedesco con Newtoniana: una mostra
esclusiva presenta una selezione di rarissime vintage e early prints degli
anni 70.
"Helmut Newton è certamante l'artista cui devo la nascita
di Photology. Era il 1991 quando durante un servizio fotografico per l'amica
Cristina Buccellati proprio Newton mi convinse ad aprire una galleria
in Italia per l'arte fotografica. Vi furono successivi incontri e nacque
una certa amicizia. Helmut ripose in me talmente tanta fiducia da garantirmi
con le sue opere la prima mostra di Photology nell'agosto 1992: Very Important
Portraits. Dopo di allora, altre furono le occasioni per lavorare insieme:
nel 1995
Private Property, nel 1997 Big Nudes, nel 2000 Sumo. Credo di dovere a
Newton quest’ulteriore tributo che, per tutto lo staff di Photology,
rappresenta più che una mostra, un'analisi, un momento di riflessione.
Newtoniana non è solo un approfondimento sul lavoro dell'artista
tedesco, ma una vera e propria ricerca sullo "stile Newton",
uno dei più riconoscibili segni nella comunicazione e nell'arte
contemporanea". Davide Faccioli
MILANO
Galleria Officina Fotografica
via Farini 6
20154
Milano
Simone Durante
Bellezza in Movimento fino al 10 febbraio 2005
Bellezza in Movimento - un lavoro fotografico di circa venti immagini
in bianco e nero sulla danza ovvero sulla bellezza in movimento.
Tramite la fotografia (suo ideale strumento di indagine sul mondo e sull'uomo)
cerca l'essenza profonda delle persone, dei luoghi, delle cose per rivelare
"bellezza". 'Quattro anni fa, dice Simone Durante, casualmente
mi sono avvicinato alla danza, un vortice emozionale fatto di gesti, movimenti,
corpi, anime- il mio compito è stato quello di riuscire a rivelare
in un solo istante tutto questo e renderlo universale'.
Studio Giangaleazzo Visconti
corso
monforte 23
20122
Milano
Michela Formenti.
Il sole diventa blu fino al 3 marzo 2005
"Artista eclettica e completa, Michela Formenti ha un curriculum
denso di impegni ed esperienze. Accanto alla fotografia, suo primo amore,
si dedica per vari anni alla regia. Ed è con lo stesso approccio
del regista infatti, che l’artista ha sempre raccontato storie attraverso
le sue immagini. Non importa che siano scatti rubati o documentazioni
dei suoi momenti più personali ed intimi. Le sue sequenze fotografiche
raccontano sempre e comunque delle storie, delle favole surreali. Dopo
varie mostre collettive- tra cui: Warm Up alla Galleria Neon di Bologna,
Riverrun, a cura di Giovanni Castagnoli e Elena Volpato, ai chiostri San
Domenico di Reggio Emilia e l’ultima Tell me why, a cura di Filippo
Maggia alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Guarene- lo Studio Visconti
presenta la sua prima personale.Contrariamente al passato, in questa occasione
l’artista ha scelto di mostrare solo alcuni episodi delle sue favole.
Scatti singoli che evocano un mondo remoto e silenzioso. Istantanee del
suo universo personale da mettere a confronto con il nostro. L’artista
vuole ridestare in noi sensazioni vissute ma dimenticate."
Pemio Nazionale di Fotografia Riccardo Pezza
“Il racconto di un luogo” - X edizione fino al 6 febbraio 2005
Il Premio, istituito nel 1995 in memoria di Riccardo Pezza, giovane fotografo
che compì i propri studi presso il CFP Riccardo Bauer, è
aperto a studenti ed ex studenti italiani e stranieri di scuole e di corsi
post diploma con qualifica specifica in fotografia, a studenti ed ex studenti
delle Accademie di Belle Arti e delle Facoltà di Architettura e
Design di tutta Italia, che abbiano sostenuto un esame specifico di fotografia.Il
tema del Premio, Il racconto di un luogo, intende stimolare nel tempo
la riflessione sul concetto di luogo nei suoi attuali mutamenti, dal paesaggio,
al corpo, all’identità, ad indicare come nella fotografia
contemporanea coesistano tematiche, ambiti e linguaggi trasversali che
interessano le molte discipline della comunicazione.
Sono presenti in mostra i lavori di Eleonora Bisagno, Sara Capatti, Maurizio
Cavazzoni, Stefano Ciannella, Alberto Crisetti, Laura Fantacuzzi, Francesco
M. Ferri, Antonio Gatti, Linda Fregni Nagler, Lorenzo Jucker, Marcello
Mariana, Annalisa Sonzogni.
La giuria che li ha selezionati era composta da Mara Campana, coordinatore
corsi di fotografia CFP Bauer e docente, Angelo Cappellini, Assessorato
alla Cultura, Culture e Integrazione Provincia di Milano, Donatella Di
Cicco, fotografa, Cristina De Vecchi, direttore agenzia Azibul, Andrea
Lissoni, critico d’arte contemporanea e docente, Roberto Marossi,
fotografo e docente, Marco Palloni, Assessorato alla Formazione Professionale
Provincia di Milano, Ivan Taborri, fotografo, Roberta Valtorta, storico
e critico della fotografia e docente.
Un altro elemento di novità di quest’anno è dato
dal fatto che oltre ai tre premiati, due degli autori in mostra riceveranno
il “Premio Photochallenge Electrolux – sguardi sulla globalizzazione”
grazie al quale verranno invitati in India e in Cina per realizzare un
progetto fotografico su alcune realtà produttive e sociali.
Fabbrica Eos
Galleria d’arte contemporanea
P.za Baiamonti 2
Milano
Di forma e di luce
Dario Goldaniga (scultura) Bruno Cattani (fotografia)
Fino al 21 febbraio 2005
Se è vero che è la luce a disegnare le forme, è
altrettanto vero che è la luce a disegnare la fotografia. "Di
forma e di luce"è l' occasione per dare sostanza a questa
affermazione. Dario Goldaniga ha realizzato per questa mostra 20 sculture
in bronzo di figure che giocano con strutture geometriche in apparente
stato di disequilibrio; Bruno Cattani, invece, espone 20 grandi polaroid
oggetto in bianco e nero: un'accurata selezione del suo lavoro poetico
attraverso la raffigurazione della scultura classica, in un percorso articolato
nei musei di tutto il mondo.
Paul Caponigro A retrospective 1953 - 2002
fino al 26 febbraio 2005
"Il lungo cammino di Paul Caponigro attraversa una delle stagioni
più feconde della fotografia americana, dall’incontro negli
Anni Cinquanta con Minor White alle borse di studio Guggenheim del 1966
e 1975, spese nella ricerca in Inghilterra e Irlanda prima, in Giappone
poi. Una vita trascorsa coltivando con grande fervore un’idea di
fotografia che nelle forme della natura e nei manufatti dell’uomo
ritrova messaggi interiori, spinte quasi mistiche ad andar oltre all’apparenza
sensibile, con un profondo e spesso severo gioco di rimandi e associazioni
tra il visibile e l’invisibile del mondo. I grandi paesaggi come
le piccole nature morte, i semplici frammenti del quotidiano o gli importanti
resti preistorici, partecipano tutti alla rappresentazione di un mondo
che sta oltre la semplice percezione, tracce di intuizioni lentamente
conquistate. E proprio perché possibili porte della percezione,
queste immagini devono anche possedere straordinarie qualità tecnico/formali:
la rivelazione -e non la semplice sorpresa- passa anche attraverso l’estrema,
definitiva, assoluta sicurezza del gesto."
Giacomo Spazio, Marco Anselmi e Paolo Traverso
«Vedute e visioni» Fino al 3 marzo 2005
"Vedute e visioni”: legata alla rassegna “Parole Urbane”
la mostra fotografica accoglie una personale ricerca sul territorio tra
vedute e sopralluoghi.
MILANO
Galleria Raffaella Cortese Via Stradella 7 20129
Milano
Ocean 11212-W
Roni Horn, Maria Marshall e Fiona Tan Dal 4 febbraio fino al 30 aprile 2005
Mostra collettiva di Roni Horn, Maria Marshall e Fiona Tan. Come sempre
per le collettive della galleria, ad ispirarne il titolo è un lavoro
letterario: Ocean 1212-W è infatti il titolo di un racconto di
Sylvia Plath sul mare, sulla sua imprevedibilità e sull’amore
per tutto ciò che è mutevole e selvaggio.
Roni Horn espone per la prima volta in Italia “Pooling – You”,
una installazione fotografica di sette grandi immagini in sequenza, in
cui lo sguardo del visitatore viene progressivamente attratto e catturato
in un gorgo di fredde e violente acque islandesi, fino alla immersione
e dissoluzione finale.
Maria Marshall presenta un lavoro inedito. Le sue intense opere video,
realizzate con criteri e riferimenti cinematografici e i cui protagonisti
sono spesso i suoi bambini, analizzano temi in cui personali esperienze
biografiche sul mondo dell’infanzia e sul suo linguaggio si uniscono
a stereotipi socio-culturali imperanti.
Fiona Tan è in mostra con il video “News from the Near Future”,
presentato durante la scorsa edizione della Biennale di Istanbul, nella
Yerebatan Cistern.
Questo video è un collage di immagini storiche che documentano,
attraverso navi che affondano e città allagate, l’infinita
battaglia dell’uomo contro l’acqua;tema di estrema attualità,
purtroppo.
MILANO
B&D Studio, via Calvi 18/1, 20129 Milano
Milano
Point Break (The Presidents)
Fino al 14 febbraio 2005
A poco più di un mese di distanza dalla vittoria di George Bush
alle elezioni americane, la B&D Studio è lieta di presentare
una mostra frutto di un’indagine sulla società contemporanea
e sui suoi leaders. Attraverso il lavoro di artisti provenienti da diverse
parti del mondo viene delineandosi una visione disillusa, a volte lirica
a volte dissacrante ed ironica, del sistema politico e dei suoi artefici.
L’artista cinese Wang Du presenta l’opera We’re smoking
them out (2002) composta da una serie di sculture di differenti dimensioni
raffiguranti George Bush durante un allenamento col suo personal trainer.
Il titolo si riferisce alla frase pronunciata dallo stesso presidente
americano subito dopo l’attentato dell’11 Settembre 2001(...)
No compassion è il titolo della serie di opere dell’artista
cecoslovacco Jiri David realizzate sovrapponendo digitalmente lacrime
a fotografie d’agenzia dei più importanti leaders mondiali.Il
gruppo russo The Blue noses presenta Mask show (2001), sarcastica serie
composta da quattro immagini raffiguranti Putin, Bush e Bin Laden. In
mostra il video dell’artista e attivista d’origine peruviana
Jota Castro" 2 Luglio 2003", data del dibattito avvenuto a Strasburgo
nel giorno della presentazione del programma italiano per il semestre
di presidenza europea tra il premier italiano e l'eurodeputato tedesco
Martin Schulz . Ennio Bertrand presenta Subliminale (2004), minuscolo
schermo di 9x12 mm che mostra un susseguirsi di immagini di "presidenti
planetari".
The blue noses Mask show
colour and b/w photographs
cm.60x90 2001 Courtesy B&D Studio, Milano
MILANO
Carcere di San Vittore
Stazione Centrale di Milano, al binario 21
Milano
Roby Schirer
San Vittore, Custodiscili
dal 7 al 28 febbraio 2004 e dal 2 al 24 marzo 2004
Per la prima volta una mostra fotografica sarà allestita nel carcere
di San Vittore: una selezione di settanta fotografie in bianco e nero
del noto fotoreporter Roby Schirer, scattate nell’arco di 12 anni,
presentate con il titolo “San Vittore, Custodiscili”, testimoniano
avvenimenti significativi di San Vittore ma ancor più situazioni
psicologiche e ambientazioni particolari e saranno esposte alle pareti
del primo raggio. La mostra è stata organizzata dalla Casa circondariale
con il contributo del Comune di Milano, Assessorato alle Politiche Sociali,
ha il patrocinio del Consiglio regionale dell’Ordine dei Giornalisti.
Si inaugurerà il 7 febbraio alle 16:30 e potrà poi essere
vista , fino alla fine del mese, da chi percorre abitualmente il lungo
corridoio che porta alla Rotonda: detenuti che dai raggi si recano ai
colloqui, agenti della polizia penitenziaria, educatori, assistenti sociali
e volontari che ogni giorno svolgono i loro compiti nell’ambito
del carcere. La mostra uscirà poi dal carcere e dal 2 al 24 marzo
potrà essere vista alla Stazione Centrale di Milano, al binario
21, per iniziativa di Grandi Stazioni. Saranno così i passeggeri,
soprattutto i pendolari, a potersi avvicinare a un mondo lontano, che
ha come condizione primaria l’immobilità.
Villa Marazzi Sala delle Carrozze
Via Dante 47 – Cesano Boscone
Milano
Immagini di Immagini
di Roberto Rognoni Dal 6 al 20 febbraio 2005
La mostra fotografica “Immagini di Immagini” di Roberto Rognoni
è organizzata dall’ Assessorato alla Cultura del Comune di
Cesano Boscone, in collaborazione con il Circolo Fotografico “Cizanum”
di Cesano Boscone.
In questa mostra viene presentata una selezione della sua ricerca fotografica
sul teatro, iniziata nel 1977, e tuttora in corso, dopo aver raggiunto
obiettivi parziali verificati periodicamente con esposizioni e pubblicazioni.
La ricerca, presentata per la prima volta nel 1994 con il titolo “teatro&immagine”
, è realizzata con gli spettacoli di compagnie che hanno scritto
la storia del teatro, quali il Living Theatre, Tadeusz Kantor, i Sankai
Juko, Lindsay Kemp, aggiornata fino ad oggi con la presentazione delle
“performances” di gruppi emergenti nel panorama del teatro
di ricerca contemporaneo, quali la Compagnia Quelli di Grock, i Motus,
il Teatro Valdoca, il Teatro delle Moire e tanti altri gruppi presenti
ai Festival milanesi.
Cascina Roma Piazza delle Arti 20097
San Donato Milanese
Milano
Il realismo lirico di Alfredo Camisa
Fotografie 1953 – 1962 Dal 29 gennaio al 20 febbraio 2005
" Dopo essere stata ospitata presso l’Archivio Fotografico
Toscano, la mostra Il realismo lirico di Alfredo Camisa approda a Cascina
Roma. Si tratta di un’ampia antologica che, attraverso l’esposizione
di circa 70 immagini, offre l’occasione di esplorare i diversi temi
affrontati da Camisa nel corso della sua attività di fotografo.
Un’attività che si è svolta in un periodo breve (1953
– 1962) ma molto importante per la storia italiana di questa arte.
Erano infatti gli anni successivi alla seconda guerra mondiale, gli anni
della ricostruzione e del Neorealismo, gli anni in cui in arte si cercavano
nuove espressioni e nuove identità.
In questo quadro, il lavoro di Camisa si è collocato secondo modalità
e caratteristiche del tutto peculiari. Alfredo Camisa appartiene infatti
all’ampia categoria di autori che hanno lasciato una traccia fondamentale
nella storia della fotografia italiana."
Raccolte Fotografiche Modenesi Giuseppe Panini Via Giardini 160
Modena
Come era Modena
A cura di: Pino Ligabue e Raccolte Fotografiche Modenesi fino al 12 marzo 2005
Prima mostra della serie "Quando i nonni erano piccini". Le
sei mostre e le relative pubblicazioni, che fino a marzo 2005 si alterneranno
presso la sala espositiva permanente delle Raccolte Fotografiche Modenesi,
cercheranno di mostrare i cambiamenti avvenuti nel corso di due generazioni,
attraverso un percorso espositivo "a misura di bambino". Tra
i primi argomenti che si affronteranno vi è l'immagine urbanistica
di Modena: raccontare ai bambini le vicende di una città che negli
ultimi centocinquant'anni ha conosciuto continue trasformazioni, evidenziando
un percorso che dalla città di ieri ci accompagna alla città
di domani (Come era Modena).
Le prossime mostre saranno :
dal 13 novembre al 2 dicembre 2004 "Scopriamo la città"
dal 4 dicembre 2004 al 5 gennaio 2005 "Come cambiano i mestieri"
dall' 8 al 27 gennaio 2005 "Viaggiando qua e là"
dal 29 gennaio al 17 febbraio 2005 "I loro giochi"
dal 19 febbraio al 12 marzo 2005 "Andando a scuola".
MODENA
Modena, Galleria Civica
Palazzo Santa Margherita, Sale nuove
TRILOGIA
Disegni di Mimmo Paladino, fotografie di Olivier Richon,grafiche e multipli
di Richard Artschwager fino al 28 marzo 2005
Nata dalla collaborazione tra Galleria Civica e Fondazione Cassa di Risparmio
di Modena, la mostra presenta le opere di tre protagonisti dell’arte
contemporanea internazionale, Mimmo Paladino, Richard Artschwager e Olivier
Richon, tre modi diversi di intendere tre diverse discipline, il disegno,
la grafica e la fotografia. Questi tre ambiti disciplinari costituiscono
la natura stessa delle Raccolte della Galleria Civica che, dopo l’evento
inaugurale, troveranno il loro luogo espositivo permanente proprio nelle
Sale Nuove di Palazzo Santa Margherita
Mostra Personale di Stefano Pasquini
A cura di Daniele Astrologo e Marco Mango fino al 5 febbraio 2005
Per tutto il 2004 Stefano Pasquini si è posto l’obiettivo
di produrre almeno un’opera d’arte al giorno; le opere vanno
da semplici disegnini, a scatti fotografici digitali, qualche video, un
buon numero di acquarelli, alcune sculture/assemblage, tre bandiere e
due installazioni/mostre. Un totale di 581 opere esposte: la mostra è
quasi un diario (in inglese, con i sottotitoli per i non udenti) divertito
e profanatorio del concetto di qualità, un’indagine atipica
sul concetto di quantità, non come riproducibilità dell’arte,
ma come numero di opere.
ex chiesa delle Concezioniste
Via Concezione Napol
Born-Out, specificità e globalità delle periferie del
mondo
fino al 13 febbraio 2005
La mostra è un evento che pone l’attenzione su tutta l’operazione
Born-Out: un progetto nato nel 2003 che puntava fortemente sull’uso
dell’arte e dell’opera artistica come mezzo attraverso cui
reinterpretare e intervenire su tutte le dimensioni periferiche del vivere.
Nell’idea originaria di work in progress, il progetto Born-Out riteneva
necessario coinvolgere e allargare sempre più i propri confini,
inserendo con successive operazioni altre personalità creative
e curatoriali provenienti dall’Italia e dall’estero.
Tutti giovanissimi, questi artisti hanno in comune un particolare interesse
per la ricaduta sociale del gesto artistico concentrandosi sull'analisi
di fenomenologie "rituali" del nostro tempo, su aspetti che
condizionano il nostro vivere contemporaneo e che spesso sfuggono ad un
serio controllo, ad una profonda presa di coscienza del loro essere limitanti.
In qualche modo il loro è un lavoro che ci costringe a leggere
la realtà sotto altri aspetti, costringendoci ad uno sguardo "born-out"
che non si limiti solo ad annotare certe deformazioni della nostra società,
certe anomalie che per abitudine o superficialità possono apparire
normali, ma si insinuano nella nostra consapevolezza fino a stravolgerci.
L'opera d'arte quando incontra il pubblico può diventare "stimolo
sociale". Pone in essere un'esperienza che sarà diversa quanto
diversi saranno i suoi fruitori.
La mostra è parte di un progetto, fortemente voluto da Umberto
Di Marino, destinato a coinvolgere critici e artisti italiani e stranieri,
ispirato all'analisi della reattività collettiva di fronte al gesto
artistico e al suo perdurare nel tempo sotto forma di ripercussione, denuncia
o sedimentazione interiore.
NAPOLI
Fnac Napoli
Via Luca Giordano 59
Napoli
Paolo Woods
Le strade del petrolio fino al 28 febbraio 2005
"..A
bbiamo attraversato luoghi improbabili, le piattaforme del mar
Caspio con gli uffici climatizzati degli strateghi di Houston, siamo andati
incontro ai signori e ai miseri dell’oro nero, per dare più
di quanto spetti a questo «terreno» e rendere intelligibile
quest’argomento, spesso confinato sulle pubblicazioni specializzate.
Perché il petrolio è vittima di un terribile malinteso.
Viene trattato sulle pagine economiche o finanziarie dei giornali, per
le variazioni del prezzo al barile o le fusioni delle grandi compagnie.
Ma è anche uno degli argomenti più romanzeschi, costellato
di personaggi straordinari.Abbiamo iniziato questo viaggio in Texas, per
sondare il motore della straordinaria macchina che stava per mettersi
in moto.Sulla carta, il nostro «Asse del Greggio» traccia
pressappoco una diagonale nord-est/sud-ovest, dalla Siberia al Golfo di
Guinea, passando per l’Asia centrale, il Mar Caspio e il Golfo Persico.
Eppure era impossibile percorrerlo senza fermarsi e da un capo all’altro,
a causa delle incognite per l’ottenimento dei visti e delle incertezze
legate alla guerra in Iraq. Sarebbe scoppiata? E, in caso affermativo,
quanto tempo sarebbe durata? Bisognava andare in Iraq il più tardi
possibile per non parlare dei combattimenti, bensì dell’argomento
petrolio. Di fatto, la guerra è iniziata mentre noi ci trovavamo
in Georgia, sulla pista dell’oleodotto caucasico, ed è terminata
tre settimane dopo, quando siamo arrivati a Mourmansk, un porto russo
dell’oceano Artico."
Estratto dalla prefazione del libro di accompagnamento alla mostra «Pianeta
petrolio. Sulle rotte dell’oro nero». Testi di Serge Enderlin
e Serge Michel, fotografie di Paolo Woods.
Galleria Changing Role
Via Chiatamone 26-34, 80121 Napoli
Luis Gispert
Everything you ever loved in one place 2001-2004 Fino al 22 febbraio 2005
Prima mostra personale in Europa di Luis Gispert che espone una selezione
di fotografie dalle serie Cheerleader (2001- 2002) e Urban Myth (2003-2004)
ed un video, Foxy Xerox (2003). Nella Cheerleader Series, l’artista
ritrae delle giovani ragazze pon-pon di origini non americane, che nell’
atteggiamento come nel look richiamano lo stereotipo delle teen-ager americane
di periferia, elemento questo che stride con le pose bloccate e con lo
sfondo verde intenso che unifica tutta la serie, che fa assumere a queste
immagini un aspetto decisamente plastico. Urban Myth è un ironico
racconto per immagini del life-style degli immigrati di origine latino-americana
per il quale Gispert ha utilizzato come modelli i membri stessi della
sua famiglia. Make-up marcato, unghie lunghissime e prepotentemente laccate,
un tripudio di monili dorati rubati alle icone dello street-style adornano
i personaggi protagonisti di queste immagini, spesso inseriti in set elaborati
a metà strada tra la fiction publicitaria e la soap-opera.
Foxy Xerox è una doppia proiezione video dove l’immagine
rimbalza da uno schermo all’altro velocemente e mostra l’artista
Kristin Baker ed un suo alter-ego con la pelle tinta di nero intenta a
cantare in play-back delle canzoni hip-hop e ad emulare parossisticamente
le movenze delle rapper di colore.
Galleria Changing Role
Via Chiatamone 26-34, 80121 Napoli
Nunzio De Martino Fino al 22 febbraio 2005
Stasis, dal greco , io sto, è un titolo che già contiene
in sé il fine ultimo del gesto artistico di De Martino, un’affermazione
di esistenza guadagnata faticosamente nell’appropriazione di una
coscienza dello spazio che ci separa dagli oggetti del quotidiano, e al
tempo stesso una gestione del tempo che inesorabilmente scorre ponendo
l’uomo e la cosa sullo stesso piano.
Stasis è in ultima analisi un’intima metafora del tempo e
dello spazio.
Lo spettatore viene accolto in un’atmosfera algida e rarefatta in
cui il bianco predominante sovrasta e abbaglia l’occhio. La ricerca
sullo spazio è perseguita infatti attraverso impercettibili sfumature
monocromatiche che dotano i soggetti rappresentati, desunti dalla quotidianità,
di una purezza tale da divenire icone del suo personale “environment”.
Una sfera, forma pura per eccellenza, simbolo di circolarità, un
imbuto che metaforicamente mette in comunicazione due distinte dimensioni,
i posatoi, curiosi oggetti metallici, allegoria dell’attesa e un
semplice elastico, investite di un rigoroso minimalismo, assumo un significato
simbolico per il loro valore estetico.
Cleaning the mirror. Performance e fotografi‹
Marina Abramovic Fino al 25 febbraio 2005
Marina Abramovic, protagonista indiscussa da più di trent'anni
della scena artistica internazionale, è nata in Montenegro nel
1946.
Sin dagli esordi, a Belgrado negli anni Settanta, il suo corpo è
stato il soggetto, l'oggetto e lo strumento di un lavoro teso ad affrontare
tematiche di ampia portata; il confronto con lo scorrere del tempo e con
la morte vista come momento fondamentale di trasformazione spirituale
e emozionale sono stati tra le istanze portanti delle sue coinvolgenti
performance. A più riprese Abramovic ha utilizzato lo scheletro
come simbolo universalmente riconosciuto, realizzando opere e azioni che
rappresentano un memento mori capace di evocare le danze macabre medievali,
le vanitas seicentesche e, più in generale, i riti riguardanti
il rapporto tra la vita e la morte diffusi in ogni tempo e in ogni cultura.
In occasione dell'attuale mostra, che riprende il titolo Cleaning the
mirror Verranno esposte inoltre, una serie di fotografie realizzate in
occasione del ritorno di Marina Abramovic a Belgrado nel 2003 dopo più
di vent’anni. Alcune di queste fanno riferimento alla figura leggendaria
di Tesla, scienziato balcanico del XIX secolo al quale si attribuisce
la frase “la scienza non è nient'altro che una perversione
se non ha come fine ultimo il miglioramento delle condizioni dell'umanità"
e a cui la città di Belgrado ha dedicato un museo.
Marina Abramovic, Selfportrait with Skull, 2004. Black and white photograph.
Cm 50x60. Edition of 7. Courtesy Lia Rumma
PALERMO
Palazzo Ziino
Via Dante 53
Palermo
Bruce Weber: my own story in Vogue fino al 2 febbraio 2005
250 fotografie e gigantografie raccontano il rapporto più che
ventennale fra Bruce Weber, il grande fotografo americano, e la rivista
Vogue. La selezione, curata da Franca Sozzani e Vogue Italia, offre uno
sguardo d'insieme del lavoro di Weber: soprattutto ritratti di personaggi
famosi, dai quali traspaiono anime e vicende personali, e interni di case
originali e prestigiose.
Bruce Weber: My own story in Vogue racconta il percorso di un artista
che, come pochi altri, ha saputo essere fedele al corpo e immortalarlo
senza effetti artificiosi o alterazioni cromatiche. Un percorso che è
oggi parte integrante della storia della fotografia. La selezione comprende
immagini di differenti misure e gigantografie alte fino a quattro metri.
Sin salida - Senza uscita
Metka Kavcic Takac & Branimir Ritonja: una scultrice ed un fotografo.
fino al 17 febbraio 2005
"Senza uscita” è fondata sull' evento reale, sull’esperienza
della corrida spagnola, antica e crudele lotta tra i tori e gli uomini,
segnalata con tante metafore. L'intera installazione funziona infatti
come una specie di rappresentazione teatrale museificata, presso la quale
ci muoviamo e osserviamo l'evento, prima d'entrare nella stessa arena...
se desideriamo! Ma possiamo restare anche fuori. Camminando intorno all'arena,
osservando l'evento dentro essa, gli artisti ci lasciano totalmente libera
la scelta di seguire la loro storia della corrida spagnola entrando o
restando fuori. Letteralmente: abbiamo il coraggio, almeno come spettatori
e osservatori, di entrare nell’evento “senza uscita”,
siamo in grado di varcare la soglia, possiamo guardare, avvenire, vivere?
Siete invitati! "
Tratto dal testo di Stanka Gacnik, curatrice della Miheliceva Galerija
del Museo Regionale di Ptuj
Immagine:
Metka Kavcic Takac
REGGIO EMILIA
Palazzo Magnani
Corso
Garibaldi 29
42100
Reggio Emilia
Vilma Ricci e Giovanni Grilli
America: i luoghi della realtà e dell'immaginario Fino al 6 febbraio
L'esposizione accompagna un percorso interdisciplinare alla scoperta
dell'America, costituito da tre incontri e una proiezione.
Il primo appuntamento si terrà sabato 15 gennaio, alle ore 17.30,
con la conferenza di Alessandro Portelli, docente di Storia della Letteratura
americana all’Università “La Sapienza” di Roma,
dal titolo Musica d'America e impegno civile.
Sabato 22 gennaio, alle ore 17.30, Bruno Cartosio, docente di Storia dell’America
del Nord all’Università degli Studi di Bergamo, parlerà
de Il sogno d'America: storia, letteratura, mito.
Venerdì 28 gennaio, alle ore 18.30, si terrà la proiezione
del film documentario di Francesco Coversano Strade Blu.
Il programma si conclude sabato 5 febbraio, alle ore 17.30, con la conferenza
di Franco Minganti, docente di Letteratura anglo-americana all’Università
di Bologna, su Dashiell Hammett.
Le fotografie di Ricci e Grilli, il documentario di Conversano, le riflessioni
di Portelli, Cartosio e Minganti, indagheranno i molti volti di un paese
come gli Stati Uniti d’America e di una cultura, tanto straordinaria
e contraddittoria, dopo le suggestioni introdotte da alcune mostre a Palazzo
Magnani, come Route 66 di Franco Fontana, il retaggio degli Indiani d'America
nelle fotografie di Edward Curtis, la sezione Delitto e castigo nell'esposizione
di James Nachtwey, in corso fino al 23 gennaio.
ROMA
Museo di Roma in Trastevere
Piazza S. Egidio, 1 b
00153 Roma
La Roma del Luce
curata da Nicola Caracciolo Fino al 13 febbraio
L’archivio dell’Istituto Luce conserva un vastissimo patrimonio
filmico e fotografico composto da documenti di propria produzione (a partire
dal 1924, anno della sua nascita) e da collezioni private e fondi audiovisivi
acquisiti nel tempo da fonti diverse. In occasione degli ottant’anni
della sua fondazione presenta una vasta mostra il cui percorso espositivo
pone l’accento sulla vita di Roma tra il 1926 ed il 1943 attraverso
una galleria di circa ottanta fotografie, diversi filmati e la visione
in loop di tre antologie di cinegiornali e documentari dell’Istituto
Luce, tra cui molto materiale inedito.
Debora Hirsch Americanlifetime
fino al 5 febbraio 2005
Americanlifetime è il titolo della prima personale a Roma dell’artista
brasiliana (milanese d’adozione) Debora Hirsch. Una riflessione
sul significato di temi affrontati tanto dall’arte che dalla scienza:
vita, tempo, linguaggio, identità, memoria, nella società
statunitense contemporanea. Un’indagine profonda in cui l’artista
utilizza tutti i mezzi a sua disposizione, dalla pittura a olio, alla
fotografia digitale, al video. Nel dittico fotografico “US (Unknown
Soldier)” è restituita un’identità al soldato
senza nome simbolo dei tanti caduti in guerra, un soldatino di plastica
prodotto industrialmente, è ancora “vivo” ma l’espressione
denuncia orrore.
Museo di Roma in Trastevere
Piazza S. Egidio, 1 b - 00153 Roma
Roma
Giacomo Matteotti
fino al 13 febbraio 2005
Giacomo Matteotti nasce a Fratta Polesine, a pochi chilometri da Rovigo,
da Gerolamo e Isabella Garzarolo il 22 maggio 1885. Giacomo è il
sesto di sette figli e unico sopravvissuto.
All’età di tredici anni si iscrive al Partito socialista.
Fonda leghe contadine, cooperative, circoli socialisti e Camere del Lavoro.
Giovanissimo esordisce come amministratore comunale e diventa poi assessore
e sindaco in diversi comuni della provincia di Rovigo. Nel 1910 viene
eletto al consiglio provinciale della stessa città. Nel 1919 è
eletto deputato al Parlamento nel collegio Ferrara-Rovigo. Viene rieletto
nel 1921 nel collegio Padova-Rovigo e nel 1924 nel Veneto e nel Lazio.
Giacomo Matteotti fu un personaggio singolare. Ricco proprietario agricolo
polesano rinunciò ad un’esistenza facile e piacevole e sposò
la causa dei contadini mettendosi contro la sua classe. Fu decisamente
contro la prima guerra mondiale e invocò l’insurrezione per
fermarla. Avversario intransigente del fascismo, ne vide subito lucidamente
la natura intrinsecamente illiberale e totalitaria. Fu tra i pochi. E
fu un predestinato. Mussolini non tollerava la sua opposizione: fu minacciato
di morte e aggredito più volte dalle squadre fasciste, prima del
10 giugno 1924: quel giorno alcuni sicari del regime lo sequestrarono
all’uscita di casa, per spegnere brutalmente una forte voce di opposizione.
Fu ucciso perché ebbe la temerarietà, all'indomani delle
elezioni-farsa del 6 Aprile 1924, di chiedere l'annullamento delle votazioni
che avevano regalato alle camicie nere la guida del Paese con brogli e
violenze diffuse. Il 30 Maggio 1924 Matteotti pronunciò alla Camera
dei Deputati un discorso denso di accuse schiaccianti al regime. Suscitò
le ire e le minacce dei parlamentari fascisti che in ogni modo cercarono
di impedirgli di parlare. Il discorso gli valse la condanna a morte. Alla
conclusione Mussolini disse al suo capo ufficio stampa Cesare Rossi: “Quest’uomo
non deve più circolare”. Matteotti ai compagni che si complimentavano
con lui rispose: “E ora preparate la mia commemorazione”.
Tra tutte le vittime della violenza fascista Matteotti è assurto
a simbolo. Ma la sua tragica morte ha messo in ombra la sua vita che è
invece una pagina straordinaria, breve e intensa, ricca di grandi idealità
tradotte nell’impegno quotidiano. Tratta dall’ombra essa dà
maggiore luce al suo sacrificio.
La battaglia di Roma
9-14 settembre 1943
Le foto dei giorni dell’armistizio fino al 13 febbraio 2005
La mostra “La Battaglia di Roma. 9-14 settembre 1943”, organizzata
presso il Museo di Roma in Trastevere dall’Assessorato alle Politiche
Culturali del Comune di Roma, comprende 63 immagini, alcune delle quali
assolutamente inedite, scattate da ignoti fotografi nei giorni successivi
all’annuncio dell’armistizio, quando Roma restò in
balia dei tedeschi, combattendo per le strade un’eroica battaglia
per l’indipendenza della città.
ROMA
Geroa
Via Sinuessa 30 Roma
RASSEGNA FOTOGRAFICA
a cura di Eleonora Blanco, Alessandro Mundo, Marie Isabelle Collignon fino al 15 febbraio 2005
L’incontro tra tre giovani fotografi, ognuno con un proprio stile
personale nell’idea comune di cogliere l’emozione del momento
irripetibile. Foto in bianco e nero e a colori in una rassegna che vuole
trasmettere l’eccezionalità dello scatto rubato, carpito
in contesti disparati e quotidiani, raccontando luoghi e non-luoghi, attraverso
dinamismi e stasi, geometrie e fluidità.
Il Geroa ha dato l’opportunità dei suoi locali, una sala
per l’esposizione delle fotografie e un’altra per una performance
di proiezioni e musica che si terrà solo per il giorno dell’inaugurazione.
LOL - Spazio in Metamorfosi
Piazza degli Zingari, 11
Roma
Olivia Gay
Guardare ma non toccare
a cura di Ilaria Marotta fino al 20 febbraio 2005
“ Per la prima volta in mostra in Italia le fotografie della giovane
fotografa francese Olivia Gay. Le fotografie ritraggono soggetti femminili
rappresentati da Olivia durante i suoi viaggi per il mondo. Ogni foto
è un piccolo film di storie mai dette, di pensieri mai svelati,
di segreti e di piccoli gesti. Olivia diviene cronista delle esistenze
sciagurate delle prostitute, di quelle impietose della semplice quotidianità,
delle imperfezioni dei corpi, dei momenti di abbandono. Così le
sue donne, nascoste o svelate, coscienti o no della presenza della macchina
fotografica hanno sguardi intensi, vite dense, gesti pieni di storie da
dire. Olivia attraversa percorsi, scorre immagini e ferma vibrazioni.
Sceglie un soggetto. Le donne. Osserva le loro vite e ne condivide stati
d’animo e atmosfere. Diventa loro alter ego e cronista delle loro
esistenze. Quelle sciagurate delle prostitute, delle streepteuses e quelle
impietose della semplice quotidianità, dei silenzi, delle imperfezioni
dei corpi, dei momenti di abbandono o dei piccoli gesti. Il suo occhio
documenta scene di vita quotidiana, si ferma sul particolare che colpisce
il suo sguardo e che imprigiona la sua mente. L’obiettivo condivide
con il mondo che scruta la realtà delle cose e, senza finta pietà
o morale, documenta ciò che semplicemente vede. Entra nell’intimità
di una stanza, di una vita, di un momento. Osserva lo squallore e l’anonimato
di esistenze che sarebbe altrimenti difficile raccontare. Sente gli odori,
annusa i respiri di gente reale e ne percepisce il movimento dei corpi.
(..)Olivia ci rende partecipi di queste vite. Entra nella loro esistenza,
la condivide con noi, sottovoce, e con una sorta di improvviso pudore
ci dice: Per favore, guardare e non toccare. “
Associazione Culturale Fre.Gio
Via Garibaldi, 30 Marino
Roma
LIGHT-COLORS
di Guido Allegrezza fino al 28 febbraio 2005
“ Ho scelto l'inglese per il titolo perché è più
facile per giocare con le parole. Light, in inglese vuol dire luce, ma
anche leggero, chiaro. "Light-colors" sta quindi per colori
chiari, ma anche luce giustapposta ai colori. Il punto di arrivo è
semplicemente la voglia di giocare con la luce ed il colore. Dall'oscurità
della macchina saltano fuori luci danzanti, paesaggi siderali, geometrie
urbane, suggestioni surreali, a volte inquietanti, a volte semplicemente
piacevoli, perché si confrontano con i concetti ormai quasi arcani
di bellezza e armonia.
Una ricerca che è fotografica e foto-grafica, dove la tecnica del
fotografo serve solo ad assecondare il folletto che disegna con la luce,
che crea lastre immateriali per tirare infinite copie delle sue pennellate
di luce. In alcune occasioni ho definito questi lavori "deliri di
luce", forse nella parola delirio c'è un senso di trascendenza
che non mi è del tutto congeniale, però se accetti "delirio"
con sufficiente leggerezza, senza il dramma che lo può connotare,
benvenuto in questo mondo in cui puoi soltanto osservare ed inseguire
i tuoi pensieri. “ Guido Allegrezza
OF - Galleria Officine Fotografiche
Via Casale de Merode 17a
Roma
JAZZ...IT
Foto di Emilio D'Itri Dal 12 al 26 Febbraio 2005
1995-2005 : 10 anni di immagini legate al Festival jazz di Tivoli ,Along
Came Jazz, uno dei festival più accreditati dalla critica musicale
un viaggio composto da 30 immagini in Bianco e Nero, i più grandi
nomi del Jazz Italiano ripresi durante i loro concerti da Trovesi,Fresu,
Salis, Rea,Servillo, insieme a un nutrito numero di artisti Stranieri
come Steve Lacy, D. Ware,Headless Toros,S. Coleman, D. Byron,immagini
che danno respiro all'interpretazione fotografica dell'autore e non solo
all'aspetto conoscitivo del singolo musicista,particolari e geometrie
dettate dalle luci sul palco. Immagini che in parte hanno trovato spazio
anche sulle maggiori riviste del settore.Una retrospettiva per festeggiare
i 10 anni di collaborazione con il Festival.
Sam Taylor-Wood
Sex and Death and a Few Trees fino al 12 marzo 2005
La mostra include una serie di grandi fotografie: Self Portrait Suspended;
una serie di piccoli lightboxes: The Passion Cycle; e nuove immagini scattate
in Russia e Africa.
"Negli ultimi quindici anni Sam Taylor-Wood ha lavorato con diversi
media - film, video e fotografia - indagando condizioni fisiche e psicologiche
estreme, come la gioia e la disperazione, l'estasi religiosa e l'amore
terreno, la vita e la morte. L'artista ha guardato alle barriere esistenti
tra gli uomini e le strutture proprie delle relazioni umane. Negli ultimi
anni, in seguito al contatto diretto con una grave malattia, il suo lavoro
si è rivolto alla riflessione sull'esile confine tra la vita e
la morte.
La serie Self Portrait Suspended presenta immagini suggestive dell'artista
sospesa nello spazio del suo studio, il suo corpo appare delicatamente
sostenuto, come un angelo in assenza di gravità. Le otto pose suggeriscono
una dimensione atemporale e priva di costrizioni fisiche dove il corpo
dell'artista è custodito inviolato e incorruttibile in un “momento
di assoluto abbandono e libertà” (secondo le parole dell'artista).
La figura umana è qui sottile espressione di una condizione emotiva
di isolamento e purezza, una dimensione che conduce al cielo, già
lontana da ogni legame con la terra.
Le sorprendenti immagini dell'artista sospesa sono state realizzate usando,
con l'aiuto di un esperto giapponese in nodi, corde legate per sostenere
il corpo in maniera tale da farlo comparire completamente libero e disinvolto.
Le corde sono state poi rimosse digitalmente per creare l'illusione della
sospensione che diviene metafora della precarietà della condizione
umana, della sua vulnerabilità e inevitabile destino."
Il piano nobile ospita Sottovoce di Elisa Sighicelli. I soggetti delle
sue foto divengono presenze pittoriche nelle quali anche il piu' naturale
dei paesaggi risulta surreale; esposta anche la nuova serie, commissionata
dal Palazzo, dedicata alla pittura senese e il suo primo video: Baudelaire.
Al secondo piano Anya Gallaccio propone the look of things: una vasta
selezione di opere storiche e tre nuove site specific. L'artista fa largo
uso di elementi deperibili quali frutta, fiori, ghiaccio e cioccolata,
la sua attenzione si focalizza sull'irreversibilita' dei processi percependo
la vita come momento di passaggio. Sergio Prego, per la IX edizione del
progetto Caveau, presenta un'opera liberamente ispirata a Manipulating
a Fluorescent Tube di Bruce Nauman
Museo valtellinese di storia e arte. Via M. Quadrio, 27 Sondrio
Alberto Giacometti fino al 22 aprile 2005
Percorsi lombardi. 90 di opere fra sculture, dipinti, disegni, incisioni,
fotografie, lettere e filmati.
La sezione dedicata alla documentazione fotografica dei "percorsi
lombardi" di Giacometti comprende le storiche fotografie di Henri
Cartier-Bresson che ritraggono l'artista in Bregaglia con il professor
Corbetta, gli scatti suggestivi di Giorgio Soavi, di Alberto Martini e
di Lamberto Vitali, e altre immagini insieme a Mario Negri e a Serafino
Corbetta. Fu infatti tramite questi ultimi che Giacometti poté
estendere le proprie conoscenze e le proprie amicizie nell'ambiente artistico
lombardo, da cui sarebbero poi nate anche due iniziative editoriali, il
volume di Luigi Carluccio Alberto Giacometti. Le copie del passato e quello,
oggi molto raro, dei Quarantacinque disegni curato da Lamberto Vitali
per Einaudi: due libri che Giacometti seguì personalmente, purtroppo
usciti postumi, dopo il '66.
Henri Cartier-Bresson Alberto Giacometti, 1961Image Size: 11 x 14 /
16 x 20 in Gelatin Silver Print
Signed on recto in ink
TORINO
GAM - Galleria Civica d'Arte Moderna e Contemporane
Palazzo Madama - Borgo Medievale
Via Magenta, 31 10128 Torino
La fotografia: vedere è rivedere
Cento immagini dai workshop con Mario Cresci alla GAM fino al 28 febbraio 2005
Il Servizio Educativo presenta un campione di fotografie realizzate dai
partecipanti ai workshop svolti in occasione della mostra di Mario Cresci
alla GAM.
La selezione, curata dal noto fotografo con tre professionisti, vuole
documentare gli esiti dell’attività che ha coinvolto più
di duecento giovani sperimentatori ed ha stimolato un interessante lavoro
di ricerca visiva ed espressiva, che il museo intende valorizzare.
L’insieme delle immagini – allestite nella Sala didattica
- compone una piccola mostra collettiva che offre allo sguardo dei visitatori
un caleidoscopio di segni e di indici particolarmente interessante, si
tratta di una raccolta di fotogrammi realizzati durante alcune esplorazioni
programmate della GAM, una “revisione” della complessità
museale “smontata” in innumerevoli affascinanti frammenti.
I lavori esposti, selezionati (in due tempi) tra più di 7000 scatti
effettuati, sono stati scelti con lo scopo di rendere manifesto come si
è mosso lo sguardo dei partecipanti e presentare una serie di indizi
di cosa essi hanno cercato nella realtà del museo.
Sull'iniziativa è online un' intervista di informatissimafotografia
a Mario Cresci
TORINO
Associazione Culturale Machè Via della Consolata 9/g 10122 Torino
Trancity - geografie della città
Rita Casdia, Belen Cerezo, Elena Perlino
A cura di Karin Gavassa, Elena Ragusa, Lorena Tadorni finio al 5 febbraio 2005
Trancity allude a un attraversamento, un passaggio geografico-urbano.
Una città magmatica, intesa come insieme di confini e periferie
labili, in continuo movimento. La mostra presenta tre giovani artiste
che riflettono sul contesto urbano e i suoi abitanti.
Da questi lavori, estremamente diversi per sensibilità e approccio,
emergono nuove geografie che determinano una diversa fruizione degli spazi
pubblici e privati.
Yann Mingrad e Alban Kakulya
East of a new Eden - Viaggio lungo i confini della nuova Europa
A cura di Maria Cristina Didero e Susanna Legrenzi dal 4 al 27 febbraio 2005
Con perizia cartografica Yann Mingrad e Alban Kakulya hanno percorso
le frontiere dei nuovi stati entrati a far parte della Ue, fotografando
esattamente ciò che si trovava davanti ai loro occhi, vuoi una
landa desolata, un lago e una stazione di frontiera. Lontano da ciò
che concettualmente ci riporta all'idea di confine, i due giovani fotografi
svizzeri, analizzano luoghi, personaggi di frontiera, guardie di confine,
clandestini.
In home page l'intervista a Yann Mingrad e Alban Kakulya
ARTèVISION fotografia
Via Boucheron 15, Torino Torino
Marco Citron - Urban Vision fino al 4 febbraio 2005
Nell’ottica di una rinnovata attività espositiva ARTèVISION
fotografia, settore dell’Associazione Koine, presenta la rassegna
“Artèvision Contact Photos”.
I fotografi invitati ad esporre hanno tutti meno di 35 anni e per alcuni
di loro questa è la prima esperienza espositiva in uno spazio dedicato.La
rassegna, incentrata per quest’anno sull’architettura e sottotitolata
‘Urban Vision’, inizierà il 14 gennaio con una mostra
di Marco Citron. A seguire altre due personali di giovani fotografi anch’essi
ispirati dalle forme architettoniche e dal fascino delle vedute metropolitane:
Luca Cesco, Alessandra Dosselli.
"Marco Citron attraverso un sapiente uso del banco ottico nobilita
le forme abitative ed industriali di un’architettura contemporanea
anonima e massificante decontestualizzandole e trasformando il grigiore
e la rigidità del cemento in una fluttuante dimensione fiabesca."
Tratto da un testo di Uma Franchini
Anna Fabroni
Costole Dal 3 febbario al 19 marzo 2005
"Non potevo non usare la fotografia per ripercorrere la mia malattia:
uno specchio, il mio corpo, la mia f2, così è nato “Costole”,
una raccolta di autoscatti sofferta, partorita dalla mia necessità
di guardarmi, di piacermi, Con l’anoressia ho cercato di annullare
il mio corpo, con la fotografia ho cercato di vederlo. Alla ricerca di
un piacermi, oltre l’effimero significato estetico, di piacermi
profondamente nell’anima, passando attraverso la ricerca di una
sensualità che non è data dalle proporzioni fisiche, ma
da forme che se pur imperfette, la luce decide comunque di baciare. "
Anna Fabroni
Diego Perrone
Totò nudo e la fusione della campana
A cura di: Francesco Bonami Fino al 10 marzo 2005
"Il suo lavoro non racconta storie, crea suggestioni con immagini
che trasmettono al pubblico il senso incombente della storia. I suoi esercizi
di pensiero si traducono in fotografie, sculture e video virtuali in cui
unisce la leggerezza dell'ironia alla pesantezza di riflessioni immanenti,
come il passare del tempo e la precarietà della vita umana. I suoi
personaggi non sono mai spettacolari, ma svelati nella loro umanità
più profonda, come Totò visto in tutta la sua fragilità.
Perrone si confronta con l'inafferrabilità dello spazio e del tempo
e si sofferma su imprese ciclopiche, come scavare buchi e catturarne il
vuoto, costruire una campana con catrame fuso, perché il suo interesse
ricade su tematiche ingombranti come la vita, la vecchiaia e la morte
o la piccolezza dell'uomo di fronte al cosmo. "
Mart, Museo d'Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto
Corso Bettini, 43 38068 Rovereto
Mimmo Jodice dalla Collezione Cotroneo
A cura di Giorgio Verzotti fino al 13 febbraio 2005
Mimmo Jodice è oggi considerato uno dei più prestigiosi
maestri italiani della fotografia, capace di esprimere valori estetici
ben al di là di quelli meramente documentari, tradizionalmente
assegnati al mezzo fotografico. In mostra due gruppi di lavori fotografici
ascrivibili alla sua piena "maturità", capaci di esprimere
al meglio la sua personale estetica: "Eden" (1994 -1998) e "Isolario
Mediterraneo" (1998 - 2004), quest'ultimo presentato al pubblico
per la prima volta, entrambi provenienti dalla collezione d'arte di Anna
Rosa e Giovanni Cotroneo attualmente in deposito al Museo d'Arte Moderna
e Contemporanea di Trento e Rovereto.
Mart, Museo d'Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto
Corso Bettini, 43 38068 Rovereto
Il Bello e le bestie.
Metamorfosi, artifici e ibridi, dal mito all’immaginario scientifico fino all'8 maggio 2005
Una mostra-evento - curata da Lea Vergine e Giorgio Verzotti con la direzione
progettuale di Gabriella Belli - che partendo dalla seconda metà
dell’Ottocento attraversa diverse correnti artistiche e giunge fino
alle tendenze più recenti, allargando il suo sguardo indagatore
– negli eventi collaterali e nei tanti saggi del catalogo Skira
– anche ai territori della letteratura, del cinema, dello spettacolo
e a quelli, attualissimi, della scienza e della genetica. Una scelta di
quasi centoottanta opere per abbracciare, in uno sguardo sintetico, due
secoli di arte visiva - dal Simbolismo all’estrema contemporaneità
- in un affascinante percorso tematico che confronta epoche, stili e contributi
concettuali, mettendo a fuoco problematiche secolari: da Arnold Böcklin
a Gustave Moreau; da Auguste Rodin a Franz Von Stuck, Matthew Barney,
Max Klinger, Odilon Redon, Giorgio De Chirico, René Magritte, George
Grosz, Pablo Picasso, Marc Chagall, Arturo Martini, Alberto Savinio, Paul
Delvaux, Francis Bacon, Frida Kahlo, Francis Picabia, Ana Mendieta, Francesco
Clemente, Sandro Chia, Mimmo Paladino, Maurizio Cattelan, Louise Bourgeois,
Cindy Sherman, Kiki Smith fino ai recentissimi lavori di Aspassio Haronitaki,
Giuseppe Maraniello, Luigi Ontani.
Opere straordinarie che provengono da musei e collezioni di tutto il mondo,
come il Musèe du Louvre e il Centre George Pompidou di Parigi,
il Victoria and Albert Museum di Londra, l’Israel Museum di Gerusalemme,
il KunstMuseum di Berna; e ancora il Collection Museum of Contemporary
Art di Chicago, la Neue Pinakothek di Monaco, l’Alte Nationalgalerie
di Berlino, gli Uffizi di Firenze, le Gallerie d’Arte Moderna di
Torino e Roma.
Courtesy
MART di rovereto
.
TREVISO
Spazio Antonino Paraggi
Via Pescatori 23, Treviso
Paolo Monti
Col cuore, con l’anima, con la ragione. Ritratti 1947 - 1955 fino al 6 febbraio
L'esposizione, composta da 42 immagini, molte delle quali inedite, costituisce
la più importante rassegna sulla ritrattisca di Paolo Monti presentata
in Italia dopo la sua scomparsa, avvenuta nel 1982.
Fra i tanti percorsi espressivi intrapresi negli anni cruciali del dopoguerra
da Paolo Monti - personalità inquieta e autore significativo della
fotografia italiana - è nel ritratto che l’artista introdusse
gli elementi più innovativi. Esemplari gli ultimi ritratti di Meme
o Mariel, la nipote prediletta seguita per molte stagioni dal passaggio
adolescenziale alla maturità, colta in atteggiamento enigmatico
e irraggiungibile, vero prototipo della donna moderna ed anticipatrice
dell’inquietudine e dell’incomunicabilità che più
tardi, ad esempio, avrebbero costituito la poetica del cinema di Antonioni.
VILLA MANIN CENTRO
ARTE CONTEMPORANEA
Piazzale Manin, 10 Passariano
Codroipo (ud)
INSTANT EUROPE
Fotografia e video dalla nuova Europa
a cura di Francesco Bonami e Sarah Cosulich Canarutt fino al 1° maggio 2005
Mostra di fotografia e video di artisti provenienti dai dieci nuovi paesi
membri della Comunità Europea.
Cipro, Estonia, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Repubblica Ceca, Repubblica
Slovacca, Slovenia, Ungheria, questi sono i dieci paesi che dal primo
maggio 2004 fanno parte dell’Unione Europea.
Con la mostra INSTANT EUROPE il Centro d’Arte Contemporanea di Villa
Manin vuole offrire una panoramica sui nuovi paesi membri attraverso la
fotografia e il video. Queste espressioni vengono utilizzate sempre più
dagli artisti oggi poiché, oltre a riflettere l’onnipresenza
dell’immagine mediatica nella società, sono in grado di stabilire
una relazione diretta con lo spettatore. Il lavoro dei trenta artisti
in mostra affronta aspetti diversi, che toccano questioni sociali e politiche
ma anche il tema dell’identità o il significato stesso di
arte.
Dalle fotografie di Kaspars Goba, che documentano la vita isolata di una
comunità di lavoratori in un villaggio della Lettonia, alle poetiche
immagini in bianco e nero di Jasansky e Polak che ritraggono paesaggi
urbani e rurali della Repubblica Ceca, gli artisti in mostra sottolineano
sia l’eterogeneità che l’unicità di questi paesi.
Se, da un lato, le opere presentano situazioni e contesti diversi, dall’altro,
rivelano spesso posizioni condivise: Artur Zmijewski e Jaan Toomik, per
esempio, affrontano le costrizioni del corpo, della natura e dell’identità,
nel tentativo di reagire ai sistemi precostituiti nella società
e nel quotidiano.
VENEZIA
Peggy Guggenheim Collection
Palazzo Venier dei Leoni
701 Dorsoduro
30123 Venezia
Brancusi. L’opera al bianco dal 19 febbraio al 22 maggio 2005
Sono circa 90 le fotografie di Constantin Brancusi (1876-1957) che la
Collezione Peggy Guggenheim presenta in Brancusi. "L’opera
al bianco" prima mostra in l’Italia sull’artista rumeno
curata da Paola Mola, studiosa dello scultore, e specialista dell’opera
di Adolfo Wildt e di Medardo Rosso, e da Marielle Tabart conservatrice
dell’Atelier Brancusi del Centre Georges Pompidou di Parigi. La
mostra è dedicata all’opera fotografica di Brancusi, che
oltre a scultore fu fotografo di straordinaria capacità immaginativa
e tecnica, e in rapporto con fotografi del calibro di Man Ray o Charles
Sheeler. L’esposizione è realizzata in collaborazione con
il Musée national d’art moderne e con il Centre Georges Pompidou.
Constantin
Brancusi, Self-Portrait, c.1933-34.
Collection of the Centre Georges Pompidou, Paris.
VENEZIA
club malvasia vecchia
San Marco 2586
Venezia
Anna Toscano
Fotografie
a cura di Elisa Capitanio fino al 27 febbraio 2005
"In questa mostra poesia e fotografia si omaggiano vicendevolmente
nella doppia ispirazione dell’autrice, Anna Toscano. La serie delle
“finestre” ricorda lo spirito girovago di Wim Wenders nei
panni di fotografo paesaggista. Tutti i suoi scatti potrebbero intitolarsi
‘c’era una volta, in qualche parte del mondo…’,
illuminando un pensiero che vaga senza meta nella lontananza. Nelle “finestre”
di Anna Toscano, c’è, in più, un tentativo di fermare
il tempo, incorniciandolo nella finestra, il che induce a pensare: ‘in
qualche parte del mondo…sta succedendo ancora’, come farebbe
chiunque guardi il mondo da un punto fisso attorno al quale tutto ruoti
a ritmo continuo. Alcune fotografie riprendono le finestre dall’esterno,
ispirando quel moto di curiosità e malinconia per vite e luoghi
possibili che non sono i nostri ma avrebbero potuto esserlo. Le altre,
le più recenti, rappresentano finestrini, vetri, aperture, passaggi
attraverso cui un occhio che è all’interno osserva un mondo
in movimento, ripreso nel corso di viaggi a Londra, Roma, New York, con
emozioni che vagano tra sicurezza e promesse di vita. Esso coglie scene
di vita cittadina ma anche minimi dettagli, di tempi vissuti ma poi lasciati,
in un allontanamento anticipato metaforicamente dall’atto di mettersi
in un luogo chiuso..."
Fondazione Bevilacqua La Masa
Piazza San Marco 71/c, 30124
Venezia
Marta Allegri dal 30 gennaio al 14 febbraio 2005
La mostra è un omaggio che la Fondazione dedica al lavoro di Marta
Allegri, artista nata a Bologna nel 1961 e che attualmente insegna Arti
Plastiche Contemporanee all’Accademia di Belle Arti di Venezia .
L’esposizione è stata pensata appositamente per i tre livelli
della sede di Palazzetto Tito. In questi spazi, undici opere dell’artista
sono allestite secondo un percorso che intende riassumere i temi più
importanti del suo lavoro. Dal tema del parto, proposto nell’opera
Eva (2002), ovvero l’evento irripetibile della nascita, si sale
ripercorrendo i momenti in cui la vita si dipana nella pratica del ricamare,
del cucinare, dell’igiene.
Fondazione Bevilacqua La Masa
Piazza San Marco 71/c, 30124
Venezia
Philip-Lorca diCorcia
A Storybook Life fino al 4 aprile 2005
Mostra personale dell'artista americano Philip-Lorca diCorcia, a cura
di Filippo Maggia, prodotta in collaborazione con Whitechapel Gallery,
Londra, con la partecipazione del Centre Nationale de la Photographie
di Parigi (ora assorbito dal nuovo Jeu de Paume); Folkwang Museum di Essen;
Magasin 3, Stokholm Konsthall e Centro de Artes Visuais di Salamanca.
Questa rassegnas i propone come la prima vera retrospettiva mai realizzata
sul lavoro di Philip Lorca di Corcia (1953, Hartford, Connecticut), uno
dei più rappresentativi artisti-fotografi del nostro tempo prepotentemente
emerso negli anni ottanta e novanta.
A Storybook Life, capitolo fondante di questa mostra, è il racconto
di venticinque anni di vita privata dell'artista, dove per privato si
intende anche tutto ciò che ha a che fare indirettamente con l'ambito
professionale che tanto ha dato -quanto a esperienza e maturazione stilistica-
al fotografo americano. Nelle settantasei fotografie che datano dal 1975
al 1999 ci sono gli amici, la famiglia, i viaggi e le città, ma
specialmente il bello e il brutto della vita, la felicità e il
dolore, la sorpresa e l'incantamento che alle volte sembra astrarre chi
ci sta accanto.
“Why?"
di Nino Migliori curata da Filippo Lezoli fino al 12 marzo 2005
“All’interno del labirinto delle gallerie d’arte che
si dipanano sul territorio nazionale, la nascita di un nuovo piccolo spazio
potrebbe sembrare di poca rilevanza se non addirittura pleonastico. Ma
Heart Gallery ha grandi ambizioni… Gia' il nome vuole essere una
indicazione precisa e connotante: una galleria che lavora col cuore, che
dà spazio all’incidenza emozionale, alle scelte di vita,
alle proposte non omologate, a tutto ciò che non e' scontato. Per
questo la mostra inaugurale, che vuole essere anche il manifesto d’intenti
della galleria e del suo promotore, Riccardo Fai, ospita alcuni lavori
del famoso fotografo Nino Migliori. Nino Migliori, da piu' di cinquant’anni
sulla scena italiana ed internazionale, sempre pronto a porre e porsi
domande utilizzando il mezzo fotografico con grande creativita' ed innovazione,
si e' reso disponibile a fare da apripista per questa nuova avventura.
“
Echi, visioni private, frammenti di un anno
Fotografie di Chris Steele-Perkins/Magnum Photos
Fino al 28 febbraio 2005
“ È il diario di un anno da guardare. No, il ramo di ciliegio
in fiore non è in Giappone bensì nel parcheggio di Dulwich.
No, questo cane errante che si stira in diagonale non si aggira per il
Medio Oriente o per il Sudafrica, bensì per la campagna inglese.
Raggruppate in una semplice sequenza cronologica, le foto sconfinano ben
presto l’una nell’altra, cambiano la loro qualità sotto
il nostro sguardo. È un privilegio dell’età matura
giocare con i luoghi, con il tempo: è ieri e domani, e persino
oggi, un oggi in cui il tempo ordinario talvolta si quieta: pioggia, neve,
sole, ombre, riflessi. Volti: volti amati al chiarore delle candeline
dei compleanni, in passeggiata, assenza, lutto, pietra tombale aperta
come un altro libro “.
Light sculpture Scultura leggera fino al 20 marzo 2005
La mostra, a cura di Simone Menegoi in collaborazione con Dainese e il
Goethe-Institut di Milano, è una rassegna di scultura contemporanea
che esplora l’idea di “leggerezza” nelle sue possibili
accezioni.
Tra le opere esposte vi sono anche fotografie e video, grazie ai quali
gli artisti catturano situazioni plastiche effimere e instabili (gli oggetti
quotidiani di Gabriel Orozco, lo chalet che scompare di Michael Sailstorfer,
i palazzi che crollano di Rachel Whiteread, le pose precarie di Erwin
Wurm, il raggio di luce “modellato” da Simone Berti).
l hans schabus Zero 2003 575 x 300 cm Neon lights, alluminium structure
Photo Roberto Marossi Courtesy ZERO Milano 1.jpg