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BOLOGNA

Museo Morandi, Palazzo d'Accursio, piazza
Maggiore 6 Bologna

Josef Albers
Omaggio al Quadrato - Una retrospettiva
dal 28 gennaio al 30 aprile 2005

 

In concomitanza con l'edizione Arte Fiera 2005, il Museo Morandi inaugura la prima grande mostra italiana
dedicata al maestro del Bauhaus tedesco Josef Albers. La retrospettiva, curata da Peter Weiermair in collaborazione con Giusi Vecchi, è organizzata con la collaborazione del museo Josef Albers Quadrat di Bottrop in Germania e con la Anni and Josef Albers Foundation di Bethany nel Connecticut.

Del pittore e designer tedesco saranno esposte circa 65 opere fra dipinti, opere su carta, fotografie e oggetti. Saranno numerosi soprattutto i famosi Omaggi al quadrato (Homage to the square) e le Varianti (Variants) della fine degli anni ´50 e '60, ma anche i tanti studi su carta e i Fotocollage. Non mancheranno le bellissime fotografie (B/N) realizzate da Albers durante i ripetuti viaggi in Messico (fra il '30 e il '50) e fra queste i soggetti architettonici che hanno lasciato tante tracce nel suo lavoro.


Ritratto di Josef Albers al Black Mountain, nell’estate 1944

BOLOGNA

Galleria d'Arte Moderna
Istituzione del Comune di Bologna
Piazza Costituzione 3, 40128 Bologna

Günter Brus
Viaggio intorno all¹opera- Una retrospettiva dal 1960 al 1996
fino al 27 febbraio 2005

Günter Brus (nato nel 1938) è uno di quei grandi artisti europei, attivi intorno agli anni ’60, che attraverso il superamento dei confini fra i generi e la disinvoltura nell’uso di mezzi espressivi diversi tra loro, giunge a creare soluzioni estetiche innovative. La retrospettiva include numerosi lavori su carta, studi per le azioni, documentazioni e film a partire dagli anni ‘50 prestate da numerose collezioni sia pubbliche che private.

Aktion „Selbstbemalung II“, 1965
© Günter Brus

BOLOGNA

Museo Morandi
Piazza Maggiore 6Bologna


Il Nudo fra Ideale e Realtà
Fotografie di Lorenzo Capellini
A cura di Peter Weiermair
fino al 30 aprile 2005

 

Le immagini esposte sono state concepite dal fotografo come "dialogo" con le opere presenti nella grande mostra che la GAM ha dedicato al tema del nudo all'inizio del 2004. L'incontro di una modella, nuda tra i nudi, con sculture, dipinti e disegni, avvenuto a porte chiuse e senza il pubblico ha portato alla realizzazione di un racconto carico di intimità e di leggerezza.
La seducente messa in scena lascia libertà di interpretazione: non è possibile capire fino a che punto sia arrivata la regia del fotografo nel guidare i movimenti della modella o dove cominci invece l'entrata in scena spontanea della stessa, la quale si muove tra le opere attirando l'attenzione su alcune peculiarità, sottolineandone degli aspetti o censurando ironicamente dettagli anatomici.
La giocosità di Capellini non nasconde in ogni caso la tematica concettuale alla base dell'intera serie che si esprime a partire dall'interazione stessa, nell'espressione delle diverse interpretazioni del corpo e nell'evidenza di uno sguardo che rivela la differenza elementare fra “naked” e “nude”.




BOLOGNA

Galleria Forni
Via Farini, 26 - Bologna


Aron Demetz, Carlo Orsi, Mauro Reggio
fino al 24 febbraio 2005


Tre mostre personali allestite separatamente nello stesso spazio di via Farini 26 danno origine ad un unico evento. Protagonista è il realismo, interpretato attraverso tre differenti espressioni artistiche: scultura, fotografia e pittura.
Carlo Orsi, fotografo, nasce a Milano nel 1941. Esordisce nel mondo della fotografia come assistente di Ugo Mulas. All’inizio degli anni ‘60 realizza reportages dall’Italia e dall’Estero per riviste come Panorama, Settimo Giorno, Il Mondo e Oggi. Sul finire di quegli anni inizia il suo rapporto con la moda collaborando con le più qualificate testate italiane e estere. Non si sottrae alle lusinghe della pubblicità: sue sono alcune campagne per La Perla, Omsa, Swatch, American System, Marlboro e Ducati e nel campo dell’arredamento: Alias, Baleri, Nemo e Cassina. Pubblica diversi libri tra cui “Milano” nel 1965 con Dino Buzzati, “Exstasi” nel 1999 sulla caduta del muro di Berlino, “Faithful- People around the world” nel 2004 e alcuni libri su Arnaldo Pomodoro di cui cura l’immagine dal 1984. La prima mostra personale è del 1984 e viene curata nell’allestimento da Mario Botta.


© Carlo Orsi

BOLOGNA

Centro Civico Baraccano
Via Santo Stefano 119

Claudio Serrapica (1940-1994)
Viasanpetroniovecchiotredici
mostra personale a cura di Paolo Frascaroli, Giovanni Mundula, Stefano Stagni e Stefano Pasquini
fino al 6 febbraio 2005

"Claudio Serrapica (1940-1994) arriva a Bologna da Napoli nei primi anni Sessanta con in tasca un pezzo di carta che attestava la sua capacità di fare fotografie, una macchina fotografica TTL, e poco altro. Lavora qua e là per fotografi, tra cui l’illustre Studio Villani, per poi fondare, nei primi anni Settanta, il suo studio fotografico. Assieme al collega Paolo Frascaroli apre lo Studio Serrapica in via San Petronio Vecchio, una piccola strada nascosta dietro la facoltà del DAMS. Bologna in quel periodo era un posto piuttosto interessante. Nel 1975 la prima fiera d’arte italiana, Arte Fiera, viene fondata, e l’anno successivo diventa un evento internazionale. Nel 1976 Claudio incontra Marina Abramovic e Ulay e documenta molti dei loro happening, Urs Luthi, che fa anche una performance nello studio fotografico, Hermann Nitsch, le cui due sole performance a Bologna del 1976 e 1977 sono documentate da Claudio. A lui piaceva la compagnia degli artisti, e capiva che la body art era molto vicina alla sua idea di vita: pensi a qualcosa, lo fai, e sarà vero, perché l’hai fatto tu. Così Serrapica prende anche parte ad azioni performative, collaborando con Pier Paolo Calzolari e Giovanni Mundula, che sarà accompagnato da Claudio in molte delle sue performance.

Questa mostra retrospettiva del lavoro di Claudio Serrapica prende come spunto il suo amore per l’arte per illustrare, attraverso un lavoro documentativo e di passione verso la fotografia, quasi trent’anni di attività di un uomo che aveva fatto della fotografia non solo un mezzo per avvicinarsi alla gente, ma anche per avvicinarsene in maniera più profonda e diretta. (....) Queste sono fotografie che Claudio non avrebbe mostrato in pubblico, il suo diario di eventi, dettato puramente dalla sua ricerca personale del vero. Oltre a questo piccolo tributo personale ed alla sua ricerca artistica, la mostra al Baraccano vedrà esposti ritratti di altri personaggi della cultura bolognese ed alcuni esempi significativi del suo fare professionale.. "

Il ritmo del cuore eroico”, azione di Giovanni Mundula, 1976, Ph. Serrapica.

BOLOGNA
Galleria d’Arte Moderna
Piazza Costituzione, 3
40128 Bologna

Sorprendimi. Una scelta della Collezione Gam
A cura di Claudio Poppi e Peter Weiermair
fino al 25 settembre 2005

 

La Galleria d'Arte Moderna di Bologna, in concomitanza con Arte Fiera 2005, presenta una sorprendente antologia delle opere della sua collezione in un allestimento che propone un dialogo tra alcune importanti opere della sezione storica e quelle della sezione contemporanea, accostate per differenza o vicinanza, per contenuto o forma, per dimensione o tecnica e ordinate per raggruppamenti tematici introdotti da brevi commenti poetici di Gregorio Scalise.
Fra le altre sono esposte opere di Valerio Adami, Luigi Bertelli, Carlo Corsi, Pirro Cuniberti, Gilbert & George, Virgilio Guidi, Renato Guttuso, Pompilio Mandelli, Giovanni Manfredini, Piero Manai, Mattia Moreni, Ennio Morlotti, Luigi Ontani, Concetto Pozzati, Alfredo Protti, Bruno Saetti, Antoni Tapies, Sergio Vacchi, Erwin Wurm.

© Erwin Wurm, Mädchen mit gabeln (Taipei series)
Ragazza con forchette, 2000

BOLOGNA
Galleria d’Arte Moderna
Piazza Costituzione, 3
40128 Bologna

Luigi Ghirri_Still Life
a cura di Paola Ghirri
allestimento di Pierluigi Cerri
fino al 13 marzo 2005

 

La mostra - che comprende un nucleo di 120 fotografie dalla serie «Still-Life», di cui almeno un terzo inedite, realizzate da Luigi Ghirri negli anni compresi tra il 1975 e il 1981 – ripropone la storia espositiva di «questo lavoro», come Ghirri stesso amava definirlo. Una storia iniziata nel 1979 allo Studio Fossati di Alessandria, approdata nel 1980 alla Light Gallery di New York per chiudersi nel 1984 presso la Galleria Optica di Montreal.
Luigi Ghirri (1943-1992), ha fotografato per più di vent’anni, dal 1970 al 1992. Nel 1982 ed è stato segnalato alla Photokina di Colonia come uno dei venti autori più significativi della storia della fotografia del XX secolo. I suoi lavori sono conservati presso: Stedelijk Museum (Amsterdam), Polaroid Collection (Cambridge, Mass.), Canadian Centre for Architecture (Montreal), Museum of Modern Art (New York), Cabinets des estampes – Bibliothéque Nationale (Paris), Centro Studi e Archivio della Comunicazione – Università di Parma, Fototeca della Biblioteca Panizzi (Reggio Emilia).

«La fotografia diventa, così, linguaggio che opera per accumulazione istantanea sul significare del cambiamento di senso quando il mondo dei segni si integra con il mondo fisico, e insieme ulteriormente su di una terza visione.» (Luigi Ghirri, Still-Life, 1979)

dalla serie: “Still Life”
1975-1981

BOLOGNA
Galleria d’Arte Moderna
Piazza Costituzione, 3
40128 Bologna

Will McBride. Viaggio in Italia IV
a cura di Peter Weiermair
fino al 13 marzo 2005

 

"La rassegna si inserisce nel ciclo “Viaggio in Italia”, finalizzato a presentare i ritratti che hanno dato dell’Italia alcuni importanti fotografi internazionali. Will McBride, nato nel 1931 a Saint Louis, Missouri, è fotografo, pittore e scultore. Dal 1953 vive in Europa ed ha svolto il lavoro di fotografo indipendente a Berlino e Monaco di Baviera. Le sue fotografie e i suoi saggi fotografici sono stati pubblicati in numerose riviste, tra le altre in Twen, Geo, Life, Paris Match e Stern. Il libro dedicato all'Italia e le fotografie selezionate per la mostra – che comprende più di quaranta opere degli anni '70 e '80, alcune delle quali di grande formato – combinano segmenti di immagini che oggi appaiono diverse da quelle realizzate per i loro committenti originari, come le famose riviste Stern o Twen. McBride sfiora i margini dell’Italia metropolitana, ma il suo amore resta la campagna, la molteplicità plasmata dalla storia fin nell’ultimo centimetro del suo terreno."

© Will McBride

BRESCIA

Fabioparisartgallery
Via Alessandro Monti, 13
25121 Brescia

Nike Ground Experience
0100101110101101.ORG
fino al 19 febbraio 2005

 

In mostra, per la prima volta in Italia, la documentazione fotografica sul falso monumento a Roma e il video che documenta le reazioni dei cittadini, del Comune e ovviamente della Nike. 0100101110101101.ORG è una coppia di artisti europei che utilizza strategie comunicative non convenzionali per ottenere la massima visibilità con il minimo sforzo. Pionieri del movimento artistico della net.art, negli ultimi anni hanno presentato ed esposto le loro opere in tutto il mondo. Il loro controverso lavoro, spesso a cavallo con l’illegalià, include apprppriazioni e remix di famose opere di arte digitale, l’invenzione di un artista inesistente e la creazione e diffusione di un virus informatico per la Biennale di Venezia nel 2001.

FIRENZE


Galleria dell’Accademia
Via Ricasoli, 58/60
50122


Firenze

Forme per il David
Georg Baselitz, Luciano Fabro, Jannis Kounellis, Robert Morris, Thomas Struth
fino al 4 settembre 2005

 

Per celebrare i cinquecento anni del David di Michelangelo (1504-2004), la Galleria dell’Accademia di Firenze ospita opere d’arte contemporanea che sono esposte nello spazio intorno alla tribuna del David (a cura di Bruno Corà). L’allestimento è un confronto esplicito tra il capolavoro cinquecentesco e le opere concepite per l’occasione da grandi artisti contemporanei: Georg Baselitz, Luciano Fabro, Jannis Kounellis, Robert Morris e Thomas Struth.
Cinque opere inedite in dialogo con il David per testimoniare i processi di crisi della forma che dall’epoca stessa di Michelangelo hanno investito le arti plastiche, rendendosi particolarmente evidenti nel corso del XX secolo. Thomas Struth (Golden, 1954) presenta in mostra le opere fotografiche Audience 1 (2994), Audience 2 (2004) e Audience 3 (2004), tutte di grandi dimensioni, che ritraggono il pubblico di visitatori che durante tutto l’anno frequenta le gallerie del Museo dell’Accademia e che, giunto nella tribuna del David, sostando di fronte alla scultura di Michelangelo, si abbandona a una contemplazione dai comportamenti incontrollati.

©Thomas Struth

FIRENZE

Galleria Printservice
Via Alfani 15r Firenze

Daniele-Manuel Dallerba
Caleidoscopio
fino al 12 febbraio 2005

 

Mostra personale di Daniele Manuel Dallerba vincitore dell’Oscar della fotografia,sezione under 30 di Benevento e vincitore nella prima edizione del Premio Internazionale di Fotografia Basilicata ”Viaggio in Basilicata”.

 


© Daniele-Manuel Dallerba

FIRENZE

Archivio di Stato
Viale Giovine Italia 6

Firenze

 

Vchutemas: Le Origini dell’Avanguardia Russa
fino al 22 febbraio 2005

 

Le Origini dell'Avanguardia Russa. La mostra illustra una raccolta di 40 progetti architettonici e foto, oltre che una rassegna di filmati, modelli e installazioni virtuali risalenti agli anni Venti. Insieme al razionalismo francese e al funzionalismo tedesco e olandese, l'architettura Sovietica rappresenta un punto di svolta nell'evoluzione dell'architettura mondiale.

GENOVA

Galleria
Joyce & Co.
Vico del Fieno 13 rosso – Genova Genova

Gian Luca Groppi
Identita’, incomunicabilita’, inquietudine
fino al 20 febbraio 2005
Curatore: Fabrizio Boggiano

 

Fabrizio Boggiano così scrive a proposito del lavoro di Gian Luca Groppi: "Scivolare fra le pieghe dell’esistenza assumendo il compito di reporter emozionale è uno dei più grandi sogni degli artisti che sentono inarrestabile l’indagine interiore.. Gian Luca Groppi non solo assolve questo compito magistralmente, ma supera ogni aspettativa fermando, in ogni sua foto, stati d’animo differenti che, tuttavia, posseggono una completezza emozionale per tutte e tre le linee di ricerca che si è posto come base di questo lavoro.L’artista, sicuro della sua capacità tecnica e narrativa, assume come punti di partenza le tre caratteristiche fondamentali della società contemporanea: l’identità, l’incomunicabilità e l’inquietudine.... Le fotografie di Groppi parlano a gran voce di questo nostro problema esistenziale, conducono a riflessioni su quello che siamo e mostrano come tutto ciò che appariva surreale in verità appartenga profondamente al nostro quotidiano."

© Gian Luca Groppi

GENOVA


Palazzo Ducale
Piazza Matteotti
9 - 16123 Genova

Luca Rovero
Parigi in scena
fino al 18 febbraio 2005

 

Drammatica, dotta, scanzonata, avveniristica, comunque affascinante, Parigi è una creatura, teatro delle più grandi ambizioni decorative di architetti e scultori, che nel tempo inseguendosi hanno dato vita a un crescendo di soluzioni geometriche spettacolari, astratte e anche giocose."Luca Rovero


© Luca Rovero

GENOVA


Galleria Fotografica Fnac
via XX settembre 46/R
16121
Genova

Ozymandias
Fotografie di Martino Marangoni
Fino al 7 marzo 2005

 

Scattate fra il 1988 e il 2003, le fotografie di Marangoni mettono i paesaggi dei siti archeologici monumentali delle civiltà antiche a confronto con gli scenari contemporanei delle metropoli occidentali. Nell'alternarsi di presente e passato, i percorsi del fotografo formano una spirale che ripete all'infinito lo stesso cerchio, quasi ad indicare la ricerca di una matrice comune, di un unico luogo d'origine. Accanto ai siti dell'antichità, le capitali degli imperi di oggi compaiono anch'esse quali vestigia di luoghi monumentali assediati dall'incertezza, simboli di un occidente divenuto vulnerabile. Particolarmente significative in questo senso sono le immagini scattate agli impiegati in pausa attorno alle torri gemelle di New York prima dell'11 settembre 2001.


© Martino Marangoni

GENOVA


Primo Piano LivinGallery Viale G. Marconi 4 Lecce

Daniela Perego
a cura di Dores Sacquegna
Dal 5 al 28 di marzo 2005

 

L'artista presenterà una ricca produzione di opere fotografiche e installazioni. Recentemente l'artista ha sviluppato la sua ricerca inserendo tra i suoi media espressivi il video. Il nuovo mezzo permette alla Perego di donare alle figure un leggero movimento che, spesso ripetuto in fase di montaggio nel loop, lascia percepire solo alcuni, frazionati movimenti da cui poter trarre nuovi dati relativi alla personalità dei corpi rappresentati, di nuovo sottoposti all'incidenza della luce. Nel video dal titolo "Loro " l'artista torna ad essere protagonista. Il video è in anteprima nazionale.

© Daniela Perego - video Loro 2005

LUCCA


Palazzo Mediceo Via XXIV maggio 22 Seravezza 55047 Lucca

Walter Rosenblum
Fino al 27 febbraio 2005

 

L'Assessorato alla Cultura del Comune di Seravezza (Lucca) per la seconda edizione di "Seravezza Fotografia", propone una personale del grande fotografo americano Walter Rosenblum.
Nato e cresciuto nel Lower East Side di Manhattan durante gli anni della Depressione, Rosenblum si avvicinò alla fotografia da adolescente e nel 1937 si unì all'organizzazione Photo League. Lì incontrò due personaggi straordinari, che furono suoi insegnanti e amici: Lewis Hine (1874-1940) sociologo che si era dedicato alla fotografia documentando le vite degli immigrati e degli operai fin dal 1905, e Paul Strand (1890-1976) la cui fotografia, spiccatamente sperimentale, gli fornì molti suggerimenti e lo convinse del formidabile potenziale espressivo di questo mezzo di comunicazione.
Rosenblum, ancora giovanissimo, produsse un lavoro di grande spessore tecnico e umano: la serie "Pitt Street", realizzata sotto la supervisione di Sid Grossman direttore di Photo League, che documentava la vita quotidiana del vicinato all'ombra di Williamsburg Bridge. Immagini che rivelavano le difficoltà e gli stenti vissuti dai neri, dagli ebrei e dagli zingari europei.
In Europa, come fotografo dell'esercito degli Stati Uniti durante la seconda guerra mondiale, Rosenblum documentò lo sbarco in Normandia e per primo, tra i fotografi delle forze alleate, entrò nel campo di concentramento di Dachau, subito dopo la liberazione.
Nel dopoguerra ha lavorato nel sud della Francia, nel Quebec, ad Haiti e poi ancora a New York dove realizzava importanti serie di fotografie dedicate all'East Harlem (1952) e al South Bronx (1980).Con quest'ultima serie ha ottenuto il Guggenheim Felloship.
Le sue fotografie sono esposte in più di quaranta collezioni internazionali tra cui il J. Paul Getty Museum a Los Angeles, la Library of Congress a Washington D.C., la Bibliothéque Nationale a Parigi, il Museo di Arte Moderna a New York.

© Walter Rosenblum

MILANO

Galleria Fotografia Italiana
Corso Venezia 22
20100 Milano

 

Leonardo Genovese
Asparizione
dal 4 febbraio al 10 marzo 2005

 

"Da molti anni Leonardo Genovese lavora con la fotografia al di là di movimenti, gruppi, situazioni convenzionali e preordinate. la sua è una ricerca solitaria fatta di sguardi, riflessioni, letture, soprattutto poetiche. In mostra saranno solo lavori a colori, totalmente inediti. Sinora le sue opere mostrate in rare e meditate occasioni erano in bianco e nero. In realtà Genovese da oltre dieci anni fa ricerca sul colore, una ricerca lenta, paziente, puntuale".Angela Madesani

 

www.fotografiaitaliana.com

© Leonardo Genovese


MILANO

Galleria Carla Sozzani
Corso Como 10, 20154 Milano

 

Kenro Izu
Blue: nude and still life
Fino al 20 febbraio 2005



 

"La Galleria Carla Sozzani presenta Kenro Izu, autore di Blue, collezione di fotografie di formato speciale virate al blu su stampa platino/palladio. Izu vanta una lunga esperienza quale maestro non solo della fotografia, ma anche dell' arte della stampa, culminata nello sviluppo di una tecnica interessante ed inedita. Forme astratte di cianotipo blu emergono da ombre di un intenso color platino, accompagnando il visitatore attraverso una esperienza visiva su diversi livelli."

© Kenro Izu

MILANO

Centro Sociale Leoncavallo
via Watteau 7
20125 Milano

La città che verrà
Trent'anni a Milano - La metropoli dei movimenti.

 

Per celebrare i trent'anni del Centro Sociale Leoncavallo sono stati organizzati una serie di eventi, culturali, cinematografici, musicali e una vastissima mostra fotografica permanente che ripercorre cronologicamente gli episodi più rilevanti dei conflitti e delle lotte a Milano dal 1968 a oggi.

"A Milano va stretta l’immagine di città industriosa, chiusa ed egoista, laboratorio politico e sociale dei peggiori fenomeni del Novecento, dal fascismo al berlusconismo. È anche storia di movimenti di lotta e di ribellione di lavoratori, studenti, donne, della cultura. È una storia fatta di frammenti: alcuni custoditi solo nella memoria; altri fissati nelle immagini dei fotografi, dei registi, da pochi anni dei mediattivisti; altri ancora descritti o richiamati nei testi letterari o giornalistici.Ma molti ancora semplicemente ignorati, sconosciuti, sepolti in qualche archivio o nei ricordi privati dei protagonisti. La nostra ambizione è quella di ricomporre in una sorta di laboratorio questi frammenti, di ricostruire uno sguardo d’assieme sulla metropoli e le sue trasformazioni, oltre la storia ufficiale." CSLeoncavallo


MILANO

Palazzo dell’Arengario
Piazza Duomo
Milano


René Burri
Fotografie 1950 - 2000
dal 2 febbraio al 2 aprile

 

René Burri Fotografie 1950-2000 è una mostra di circa 200 immagini, alcune celebri, compresi molti “vintage print” (stampe originali dell’epoca) provenienti dall’archivio personale di Burri, con alcune fotografie inedite. Si divide in diverse sezioni: dalle prime fotografie, scattate tra il 1950 e il 1953, ai ritratti di artisti famosi come Giacometti, Man Ray, Chagall, Henri Cartier-Bresson e di uomini politici; dai suoi innumerevoli viaggi (Argentina, Brasile, Cuba, Giappone, Cina, Vietnam, Corea, Indonesia, Pakistan etc…), fino ai suoi lavori più recenti come rovine del futuro, sui luoghi del programma spaziale americano, pubblicati su Life e Stern.
"René Burri è un uomo “sul campo”, un giornalista-fotografo. Passando in rivista un’opera di oltre quarant’anni, vi si intravedono tutti i generi possibili di fotografia documentaria. La sua mano si distingue nei reportage classici, nei saggi generali in forma di libro, nelle immagini fotografiche che fanno epoca, a colori e in bianco e nero, nelle serie, nelle sequenze, nelle fotografie d’attualità e nelle creazioni fotografiche autonome. Burri ha realizzato innumerevoli ritratti, ha tramutato ambienti in composizioni grafiche e ha sintetizzato gli sviluppi del mondo in formule iconografiche di fascino parabolico. Eppure un Burri “tipico” esiste: un Burri che non ha niente a che fare con lo stile, con la maschera o con la pura estetica. Si tratta piuttosto di curiosità, dell’irreprensibile ebbrezza del vivere, ma anche di un atteggiamento, di una coscienza acuta del tipo che si ritrova di fronte agli uomini, alle culture e agli avvenimenti." Hans-Michael Koetzle-Curatore della mostra

La mostra è organizzata dal Comune di Milano, Assessorato alla Cultura e Musei – Palazzo Reale in collaborazione con Contrasto e Centro Culturale Svizzero, è curata da Hans-Michael Koetzle e prodotta dalla Maison Européenne de la Photographie e dai Musée de l'Elyséé in collaborazione con Magnum Photos.

su informatissima vedi intervista a René Burri


© René Burri

MILANO


Galleria Agfa
Via Grosio
10/4
Milano


Forma, luce, colore
Esposizione di dipinti, grafica, oggettistica, fotografia
fino al 28 febbraio 2005

 

Mostra collettiva, di arte varia, dal titolo Forma, luce, colore, che comprende un’esposizione di quadri, incisioni, complementi d’arredo, fotografie…

Il contributo a pittura e fotografia verrà offerto da Stefano Simoni, art director, fotografo e pittore che presenterà alcuni dipinti sul tema degli “Orologi Solari” che, fino a metà del XIX° secolo abbellivano l’esterno di campanili, municipi, palazzi signorili.
Sempre sullo stesso tema, Simoni ha effettuato anche una ricerca fotografica in alcune città italiane, che sarà presentata alla mostra in abbinamento ai quadri.


MILANO

FNAC Milano
Via Torino, ang via della Palla, 20123 Milano

Attenzione Talento fotografico Fnac 2004
Dal 7 gennaio al 21 febbraio 2005

 

La seconda edizione di Attenzione Talento Fotografico Fnac – il progetto ideato da Fnac per “censire” il panorama della fotografia emergente e promuoverne le migliori espressioni - si è conclusa con grande successo: sono stati più di 350 i dossier consegnati, provenienti da tutta Italia, segno di un fermento e di una forte richiesta di affermazione dei giovani talenti italiani.
La giuria italiana – composta dal fotografo Gianni Berengo Gardin, il direttore dei Toscana Photographic Workshop Carlo Roberti, Domitilla Sartogo di Fabrica, Roberto Koch di Contrasto, Manila Camarini di D di Repubblica e la direttrice delle Gallerie fotografiche Fnac Laura Serani - ha assegnato il premio di vincitore a Marco Calò con il lavoro “Single”, provocatorio e a tratti ironico sguardo sui trentenni di oggi. Il vincitore, inoltre, ha avuto la possibilità di partecipare al Premio Europeo Fnac per la Fotografia, assegnato da una giuria internazionale a Parigi alla francese Adeline Keil con un reportage su Sarajevo.

©

Marco Calò - Single

MILANO

Lia Rumma
Via Solferino 44 Milano

Alfredo Jaar
fino al 1° febbraio 2005

 

Prima mostra italiana dell’artista cileno Alfredo Jaar, nato nel 1956 a Santiago del Cile, formatosi come architetto,regista e fotografo, trasferitosi a New York nel 1982, Jaar non ha mai temuto di affrontare, con la propria opera, questioni tra le più cruciali, urgenti e drammatiche dell’attualità.
In occasione di questa prima mostra italiana Jaar approccia la figura di Antonio Gramsci, uno degli intellettuali e pensatori politici la cui eredità ha più profondamente innervato la cultura del Novecento, non soltanto in Italia; gli scritti gramsciani, principalmente quelli dal carcere, hanno infatti conosciuto un’ampia diffusione, in Sud America. Il suo progetto prevede la ricostruzione della cella di Antonio Gramsci e una serie di lightbox con fotografie scattate a Roma. Tutte le fotografie rappresentano situazioni di scissione. In modo meno metaforico e più diretto anche la cella fa riferimento a una situazione di profonda separazione e di allontanamento. Opposte pareti specchianti riflettono all’infinito le sbarre dando l’impressione di un loro moltiplicarsi e proliferare. Le inferriate delle finestre della galleria retrostanti la cella contribuiscono ulteriormente a questa impressione.

ALFREDO JAAR, Infinite Cell
Iron bars, painted wood, mirrors. (Front view).
2004

MILANO


Galleria San Fedele
via hoepli 3a-b
20121
M ilano

Captivi. I giovani e il disagio
fino al 12 febbraio 2005

 

La mostra "Captivi. I giovani e il disagio" è promossa dalla Galleria San Fedele, dalla Seconda Casa di Reclusione di Bollate, dalla Sesta Opera San Fedele, con il contributo della Provincia di Milano e del Comune di Bollate.
Captivi è un progetto che tiene conto dell¹attività di un laboratorio fotografico svolta nella Seconda Casa di Reclusione di Bollate (promossa dall'Acof), con giovani dai 18 ai 25 anni italiani e stranieri e condotto da Gigliola Foschi, da Sergio Lovati e da Andrea dall'Asta S. I.

Autori in mostra: Corsisti (laboratorio fotografico, dalla Seconda Casa di Reclusione di Bollate)e fotografi professionisti Gin Angri, Fabio Boni, Marco Bulgarelli, Donatella di Cicco, Cristina Omenetto, Francesco Raffaelli, Patrizia Riviera, Filippo Romano, Massimo Sciacca.


© Mehdi Zaafrani

MILANO


Libreria Internazionale Ulrico Hoepli
Reparto Arti Visive - Spazio Espositivo secondo piano
Via Hoepli 5 – 20121 Milano

Metamorfosi della natura
foto di Roberto Uslenghi
Dal 7 al 12 Febbraio 2005

 

In mostra fotografie di Roberto Uslenghi in bianco e nero stampate su carta al 100% in cotone, priva di acidi, a getto di inchiostro, con pigmenti di nuova generazione resistenti ai raggi UV e all’umidità.

© Roberto Uslenghi

MILANO


Libreria MiCamera Bookstore,
Via Cola Montano (angolo piazza Fidia),1
Milano

Alberto Mileti
Immagini in costa
Il nuovo paesaggio costiero pugliese
fino al 5 febbraio 2005

 

Il lavoro sul nuovo paesaggio costiero racconta le alterità ignorate nel confronto tra l’immagine del ricordo e la realtà dei luoghi dove l’artista ha trascorso buona parte della sua vita: la Puglia. Per lui, tornarci dopo essere mancati per anni è stato un po’ come svegliarsi dopo un lungo sonno e non riconoscere l’immagine di sé nello specchio. Emerge dalle immagini la sua sensazione di essere stato tradito dal ricordo, oppure dall’immagine nello specchio.
Così, questo è il nuovo paesaggio.
Non si tratta di meravigliosi panorami, sebbene molto facilmente individuabili nella meravigliosa terra di Puglia, sulla costa come nell’entroterra. Allo stesso modo sono state tralasciate le grandi opere di abusivismo edilizio del lungomare barese, abbandonate al decorso giuridico e alle cronache dell’informazione (dis)interessata. Mileti ha ripreso nel piccolo, nel quotidiano, le tracce di Svevi, Normanni, Turchi e Saraceni sovrapposte a quelle dei nuovi barbari. Il paesaggio si trasforma lentamente sotto i nostri occhi ormai dappertutto, come affetto da una lenta ma implacabile malattia terminale. Queste immagini ne registrano i simboli dell’abbandono, i segni della storia e della stratificazione delle varie civiltà che si sono incrociate in quest’angolo di Mediterraneo.

© Alberto Mileti - Monopoli II, 2004

MILANO


NOWHERE GALLERY
via della Moscova 15, 20121 Milano

Riccardo Boldorini
Milano - Parigi - Tokyo
dal 3 febbraio al 19 marzo 2005

 

A distanza di qualche hanno dal suo debutto la ricerca artistica di Riccardo Boldorini, dopo la serie di lavori dedicata ai fiori ed alla interpretazione dell’estetica pornografica, si è dedicata alla analisi dell’universo città.
La maniera di procedere dell’autore non è cambiata, la tecnica di sviluppo e stampa è rimasta la stessa ( e6 in c 41 o cross processing ), cosa che rende così incredibili le enfatizzazioni del colore, e , come nel caso degli scatti sulla pornografia, su tutti i soggetti è stato usato il “filtro” televisivo ( l’artista ha prima filmato le città poi, con tutta tranquillità, nel suo studio ha fotografato ciò che lo interessava inquadrando con una reflex lo schermo della tv ); in nessun caso è stato usato un qualunque passaggio digitale.
Tutto questo crea un lavoro dall’altissima forza visionaria che racconta un universo parallelo fatto di immagini che noi tutti conosciamo a livello inconscio: la grande, affollata ma solitaria città globale……una città “fantasma” che non viviamo completamente.

© Riccardo Boldorini - Tokyo

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Spazio: C/O Careof, Fabbrica del Vapore – via Luigi Nono 7 - Milano

Play 04
Opere video dalle accademie di belle arti di Bologna, Carrara, L’Aquila, Milano, Napoli, Roma, Torino, Urbino e Venezia.
fino al 3 febbraio 2005

 

In un panorama socio/culturale affidato soprattutto all’uso della tecnologia, dove televisione, cinema, fotografia e computer dominano il patrimonio visivo contemporaneo, l’uso del video, ormai alla portata di tutti, è diventato strumento di appropriazione dell’immagine che per agilitá di spostamento e immediatezza affascina sempre di piu gli artisti.
La rassegna video play, a cadenza annuale, si colloca nel progetto work in che è specificatamente dedicato alla ricerca degli artisti giovani ed emergenti. È una ricognizione effettuata nelle scuole di Alta Formazione Artistica, nelle quali l’interesse per questo mezzo riscuote sempre maggior interesse. La cura della rassegna è stata affidata quest’anno a Lelio Aiello, Cecilia Casorati, Donatella Landi e Luca Valerio. Per la scelta delle opere sono stati coinvolti Critici/Curatori e artisti che già da tempo lavorano all’interno delle Accademie di Belle Arti Italiane, mettendo a disposizione la loro competenza e segnalando uno o due giovani, fra i piú interessanti, che non abbiano terminato gli studi da piú di due anni.

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Biblioteca Dergano-Bovisa
Via Baldinucci 60.1 - Milano

Il Delta del Po: un viaggio lungo trent'anni
M ostra fotografica e videoproiezione di Andrea Padovan
dal 29 gennaio fino al 19 febbraio 2005

 

"Il Parco del Delta del Po è stato costituito nel 1988 per regolare il rapporto tra economia e conservazione della natura, a difesa della zona umida più grande e bella d'Italia. Questo racconto fotografico è frutto di due grandi passioni: la fotografia e l'amore verso questo territorio che mi ha affascinato sin dal 1971. La mostra sintetizza tale percorso in circa cento fotografie. La videoproiezione propone oltre 200 immagini divise in 9 capitoli: il fiume; le golene; gli argini; le valli; le sacche; il Delta qua e là; Comacchio; Goro e Gorino;
Mesola e il suo territorio". (Andrea Padovan)


 

 

 

 

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Spazio Symphonia
corso G. Matteotti, 5

Lamberto Teotino
omicidioumano
fino al 19 febbraio 2005

 

Teotino lavora sulla fotografia con il supporto del computer e del digitale. La mostra di Spazio Symphonia, omicidioumano, parte dal filo conduttore dei lavori precedenti soprattutto nella riproduzione di ambienti freddi, asettici, chirurgici. L’uso del bianco, del verde acido, di una maniglia metallica sporcata da una macchia rossa, pura simulazione di sangue umano, ci trascinano in un’atmosfera adrenalinica che ricalca comunque il senso di pericolo, transitorietà, sospetto, instabilità e precarietà. ..Ambienti, materiali ed oggetti di gusto tipicamente retrò si macchiano di sangue digitale che, sotto forma grafica di texture, inscenano un dramma artificioso.”

© Lamberto Teotino

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Art Book Milano
via Ventura 5
Milano

Pino Tovaglia, la regola che corregge l´emozione
fino al 2 aprile 2005

 

La mostra nasce dalla condivisione di una passione: Massimo Pitis - graphic designer, curatore della mostra e professore al Politecnico di Milano - e la signora Tovaglia, hanno saputo scegliere dall´archivio inedito del designer i pezzi più rappresentativi di un percorso professionale e di vita, ripercorrendo gli eventi pubblici che hanno fatto la storia della pubblicità e della grafica di Milano. La produzione di Pino Tovaglia si accompagna alla crescita dell'impresa e della classe dirigente industriale italiana, da Pirelli a Fini a Flos, dalla RAI a Alitalia. Fondatore e presidente dell'Art Directors’ Club di Milano, è nel gruppo fondativo dell'AIAP (Associazione Italiana Progettazione per la Comunicazione Visiva) nel 1955, membro dell´ADI (Associazione per il Disegno Industriale) dal 1964 e dell´AGI (Alliance Graphique Int.). Ottiene vari premi e riconoscimenti sia nel campo del graphic design che nell'advertising.
Vedremo Tovaglia grafico e pubblicitario, product designer (per Nava, Alessi e Ghianda), illustratore, progettista degli spazi (con i Castiglioni), ricercatore (con Munari, Grignani), fotografo (con Ballo, Mulas, Becker), poeta concreto (con riconoscimenti illustri, da Accame a Spatola), type designer (alla Nebiolo, con Novarese).

 

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Palazzo Reale
Piazza Duomo
Milano

Anni Cinquanta
La nascita della creatività italiana
dal 3 marzo fino al 3 luglio 2005

 

Oltre settecento opere uniche fra oggetti di design, dipinti, sculture, fotografie, progetti di architettura, abiti, immagini di cinema e di televisione testimonieranno il grande sviluppo dell’ingegno che si è verificato negli anni fra il 1948 e il 1960 in Italia e che ha cambiato radicalmente usi e costumi di un intero Paese: una mostra pensata per rintracciare il carattere di questa creatività, eccezionale espressione del pensiero critico e delle soluzioni originali elaborate dai protagonisti dell’Italia dell’epoca.
La sezione fotografica, curata da Cesare Colombo, presenterà una lunga serie di autori: ci saranno i nomi dei più importanti fotografi che hanno interpretato il volto del Paese, rinnovando il proprio linguaggio visivo secondo quello spirito realista che informava di sé gran parte della produzione artistico-culturale degli anni Cinquanta. Anzitutto vengono messe a confronto le creazioni dei grandi maestri di origine fotoamatoriale (come Giuseppe Cavalli, Pietro Donzelli, Mario Giacomelli) con quelle dei loro amici impegnati nella professione (Paolo Monti, Mario De Biasi, Fulvio Roiter) e anche con quelle di alcuni grandi fotografi stranieri attivi in Italia: da David Lees a Herbert List, da Henri Cartier-Bresson a Paul Strand, che seppero diffondere con la “verità” dei loro reportage il volto di una Italia lontana ma in rapida trasformazione.

 

MILANO


Galleria Artra
via settala 6
20124
Milano

Wilma Kun
fino al 28 febbraio 2005

 

L’artista presenta una serie di fotografie a colori, primi piani, busti, ritratti in interni domestici. Sebbene l’ambientazione sia contemporanea, ognuna di queste immagini evoca, nelle sue componenti strutturali essenziali, un caposaldo della storia dell’arte occidentale: Velasquez, Holbein, El Greco, Raffaello, Reynold; ma si tratta di citazioni libere, che si rivelano solo a un occhio attento. I soggetti ritratti sono persone che hanno un ruolo nella vita di Wilma Kun: ognuna di loro ha contribuito in
qualche modo al suo sviluppo artistico. Il volto dei personaggi è coperto da una maschera sempre uguale, un calco del viso dell’artista. Con questo suo primo lavoro fotografico Kun riprende il tema dell’identità su cui da anni la sua poetica si concentra

©Wilma Kun

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Fabbrica del Vapore
Via Luigi Nono 7 Milano

Cristiano Belloni
La processione di San Lazzaro - Cuba
dal 7 al 19 febbraio

 

Una Cuba lontana da quella proposta ad un cieco turismo di massa. Un'indagine antropologica alla ricerca delle radici di una religiosità in cui convivono sacro e profano.
Ogni anno il 17 dicembre, San Lazzaro, è per i cubani un giorno speciale. San Lazzaro è il protettore degli ammalati, dei sofferenti. In migliaia si recano al santuario del Rincòn a lui dedicato a mostrare la loro devozione, nonostante nessuna guarigione miracolosa si sia mai verificata in questo luogo. Sotto lo sguardo severo di un esercito di poliziotti e funzionari del governo, ininterrottamente per due giorni i pellegrini affluiscono in un crescendo emozionante, che vede il suo apice alla mezzanotte del 16 dicembre, quando si saluta il giorno di San Lazzaro.

© La processione di S. Lazzaro,
Rincòn, La Habana, Cuba
ph.Cristiano Belloni

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ClicArt di Via Foscolo 4 Milano
(presso Zucchi Duomo sede del Museo Zucchi Collection)

Maurizio Sapia
Nature non morte
Mostra fotografica a cura di Enrica Viganò
dal 22 febbraio al 9 aprile 2005

 

Sono 30 le immagini selezionate, che si dispongono in un originale ed ironico percorso espositivo, in un susseguirsi di suggestive ed inedite aggregazioni: si va dall’improbabile legame fra l’acqua e il metallo in Piercing, in cui due gocce d’acqua sono tenute insieme da una spilla da balia all’altrettanto azzardata stretta di mano fra polli spennati in Pleased to meet you, fino a La danza, divertente trasposizione animale del celebre quadro di Matisse, in cui aggraziate rane volteggiano con leggiadra destrezza.E’ lo stesso Sapia a spiegare le ragioni di tali associazioni: “Io mi diverto! Questo è lo stato d’animo che ho quando, chiuso nel mio studio, cerco di mettere insieme i soggetti più strani per comporre foto che in qualche modo cercano di stimolare riflessioni su temi ed inquietudini contemporanee”.

© Maurizio Sapia, Piercing, 2003

MILANO


Galleria Aborignea
corso Monforte 39
20122
Milano


Marcello Mortarotti
Ghiacci argentini
fino all'1 marzo 2005

 

La galleria ab.Origena apre la programmazione del nuovo anno con la prima personale in Italia del fotografo argentino Marcello Mortarotti ‘’Ghiacci argentini’’. L’artista nato a Mendoza nel 1967, attualmente vive e lavora tra il proprio paese, gli Stati Uniti e l’Europa. Il suo lavoro e’ presente in importanti musei, come quello di Arte Moderna di Buenos Aires, ed è esposto nei maggiori centri di arte contemporanea tra New York , Miami e Madrid.
La serie ‘’Ghiacci argentini’’, è dedicata ai fantastici riflessi che accendono i ghiacciai della Patagonia, dove molteplici buchi lasciano filtrare la luce che descrive un mondo minerale di suggestiva bellezza. Con questo lavoro Mortarotti prosegue il proprio studio sulla luce in determinate zone geografiche, offrendoci superfici visuali dense, dove sembrano raccogliersi gli atomi essenziali di un ambiente. Per questa serie il fotografo ha brevettato una particolare tecnica di stampa, la “foto lumina”, che permette di aggiungere campi di luce per mezzo di particelle di riflessione diversamente orientate.

© Marcello Mortarotti


MILANO


Photology, Via della Moscova 25, 20121 Milano


Milano


Helmut Newton
Newtoniana
dal 5 febbraio 2005 al 9 aprile 2005

 

In occasione del primo anniversario dalla scomparsa di Helmut Newton, Photology ricorda il grande artista tedesco con Newtoniana: una mostra esclusiva presenta una selezione di rarissime vintage e early prints degli anni 70.

"Helmut Newton è certamante l'artista cui devo la nascita di Photology. Era il 1991 quando durante un servizio fotografico per l'amica Cristina Buccellati proprio Newton mi convinse ad aprire una galleria in Italia per l'arte fotografica. Vi furono successivi incontri e nacque una certa amicizia. Helmut ripose in me talmente tanta fiducia da garantirmi con le sue opere la prima mostra di Photology nell'agosto 1992: Very Important Portraits. Dopo di allora, altre furono le occasioni per lavorare insieme: nel 1995
Private Property, nel 1997 Big Nudes, nel 2000 Sumo. Credo di dovere a Newton quest’ulteriore tributo che, per tutto lo staff di Photology, rappresenta più che una mostra, un'analisi, un momento di riflessione. Newtoniana non è solo un approfondimento sul lavoro dell'artista tedesco, ma una vera e propria ricerca sullo "stile Newton", uno dei più riconoscibili segni nella comunicazione e nell'arte contemporanea". Davide Faccioli


MILANO


Galleria Officina Fotografica
via Farini 6
20154


Milano


Simone Durante
Bellezza in Movimento
fino al 10 febbraio 2005

 

Bellezza in Movimento - un lavoro fotografico di circa venti immagini in bianco e nero sulla danza ovvero sulla bellezza in movimento.
Tramite la fotografia (suo ideale strumento di indagine sul mondo e sull'uomo) cerca l'essenza profonda delle persone, dei luoghi, delle cose per rivelare "bellezza". 'Quattro anni fa, dice Simone Durante, casualmente mi sono avvicinato alla danza, un vortice emozionale fatto di gesti, movimenti, corpi, anime- il mio compito è stato quello di riuscire a rivelare in un solo istante tutto questo e renderlo universale'.


© Simone Durante


MILANO


Studio Giangaleazzo Visconti
corso
monforte 23
20122


Milano


Michela Formenti.
Il sole diventa blu
fino al 3 marzo 2005

 

"Artista eclettica e completa, Michela Formenti ha un curriculum denso di impegni ed esperienze. Accanto alla fotografia, suo primo amore, si dedica per vari anni alla regia. Ed è con lo stesso approccio del regista infatti, che l’artista ha sempre raccontato storie attraverso le sue immagini. Non importa che siano scatti rubati o documentazioni dei suoi momenti più personali ed intimi. Le sue sequenze fotografiche raccontano sempre e comunque delle storie, delle favole surreali. Dopo varie mostre collettive- tra cui: Warm Up alla Galleria Neon di Bologna, Riverrun, a cura di Giovanni Castagnoli e Elena Volpato, ai chiostri San Domenico di Reggio Emilia e l’ultima Tell me why, a cura di Filippo Maggia alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Guarene- lo Studio Visconti presenta la sua prima personale.Contrariamente al passato, in questa occasione l’artista ha scelto di mostrare solo alcuni episodi delle sue favole. Scatti singoli che evocano un mondo remoto e silenzioso. Istantanee del suo universo personale da mettere a confronto con il nostro. L’artista vuole ridestare in noi sensazioni vissute ma dimenticate."

© Michela Formenti

MILANO


Triennale di Milano
V.le Alemagna 6
20121


Milano


Pemio Nazionale di Fotografia Riccardo Pezza
“Il racconto di un luogo” - X edizione
fino al 6 febbraio 2005

 

Il Premio, istituito nel 1995 in memoria di Riccardo Pezza, giovane fotografo che compì i propri studi presso il CFP Riccardo Bauer, è aperto a studenti ed ex studenti italiani e stranieri di scuole e di corsi post diploma con qualifica specifica in fotografia, a studenti ed ex studenti delle Accademie di Belle Arti e delle Facoltà di Architettura e Design di tutta Italia, che abbiano sostenuto un esame specifico di fotografia.Il tema del Premio, Il racconto di un luogo, intende stimolare nel tempo la riflessione sul concetto di luogo nei suoi attuali mutamenti, dal paesaggio, al corpo, all’identità, ad indicare come nella fotografia contemporanea coesistano tematiche, ambiti e linguaggi trasversali che interessano le molte discipline della comunicazione.

Sono presenti in mostra i lavori di Eleonora Bisagno, Sara Capatti, Maurizio Cavazzoni, Stefano Ciannella, Alberto Crisetti, Laura Fantacuzzi, Francesco M. Ferri, Antonio Gatti, Linda Fregni Nagler, Lorenzo Jucker, Marcello Mariana, Annalisa Sonzogni.

La giuria che li ha selezionati era composta da Mara Campana, coordinatore corsi di fotografia CFP Bauer e docente, Angelo Cappellini, Assessorato alla Cultura, Culture e Integrazione Provincia di Milano, Donatella Di Cicco, fotografa, Cristina De Vecchi, direttore agenzia Azibul, Andrea Lissoni, critico d’arte contemporanea e docente, Roberto Marossi, fotografo e docente, Marco Palloni, Assessorato alla Formazione Professionale Provincia di Milano, Ivan Taborri, fotografo, Roberta Valtorta, storico e critico della fotografia e docente.

Un altro elemento di novità di quest’anno è dato dal fatto che oltre ai tre premiati, due degli autori in mostra riceveranno il “Premio Photochallenge Electrolux – sguardi sulla globalizzazione” grazie al quale verranno invitati in India e in Cina per realizzare un progetto fotografico su alcune realtà produttive e sociali.

© Francesco Maria Ferri

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Fabbrica Eos
Galleria d’arte contemporanea
P.za Baiamonti 2


Milano


Di forma e di luce
Dario Goldaniga (scultura) Bruno Cattani (fotografia)
Fino al 21 febbraio 2005

 

Se è vero che è la luce a disegnare le forme, è altrettanto vero che è la luce a disegnare la fotografia. "Di forma e di luce"è l' occasione per dare sostanza a questa affermazione. Dario Goldaniga ha realizzato per questa mostra 20 sculture in bronzo di figure che giocano con strutture geometriche in apparente stato di disequilibrio; Bruno Cattani, invece, espone 20 grandi polaroid oggetto in bianco e nero: un'accurata selezione del suo lavoro poetico attraverso la raffigurazione della scultura classica, in un percorso articolato nei musei di tutto il mondo.

© Bruno Cattani

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Nepente Art Gallery
Via Volta 15


Milano


Paul Caponigro
A retrospective 1953 - 2002
fino al 26 febbraio 2005

 

"Il lungo cammino di Paul Caponigro attraversa una delle stagioni più feconde della fotografia americana, dall’incontro negli Anni Cinquanta con Minor White alle borse di studio Guggenheim del 1966 e 1975, spese nella ricerca in Inghilterra e Irlanda prima, in Giappone poi. Una vita trascorsa coltivando con grande fervore un’idea di fotografia che nelle forme della natura e nei manufatti dell’uomo ritrova messaggi interiori, spinte quasi mistiche ad andar oltre all’apparenza sensibile, con un profondo e spesso severo gioco di rimandi e associazioni tra il visibile e l’invisibile del mondo. I grandi paesaggi come le piccole nature morte, i semplici frammenti del quotidiano o gli importanti resti preistorici, partecipano tutti alla rappresentazione di un mondo che sta oltre la semplice percezione, tracce di intuizioni lentamente conquistate. E proprio perché possibili porte della percezione, queste immagini devono anche possedere straordinarie qualità tecnico/formali: la rivelazione -e non la semplice sorpresa- passa anche attraverso l’estrema, definitiva, assoluta sicurezza del gesto."

©Paul Caponigro

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Libreria Utopia
Via Moscova 52


Milano


Giacomo Spazio, Marco Anselmi e Paolo Traverso
«Vedute e visioni»
Fino al 3 marzo 2005

 

"Vedute e visioni”: legata alla rassegna “Parole Urbane” la mostra fotografica accoglie una personale ricerca sul territorio tra vedute e sopralluoghi.

 

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Galleria Raffaella Cortese Via Stradella 7 20129


Milano


Ocean 11212-W
Roni Horn, Maria Marshall e Fiona Tan
Dal 4 febbraio fino al 30 aprile 2005

 

Mostra collettiva di Roni Horn, Maria Marshall e Fiona Tan. Come sempre per le collettive della galleria, ad ispirarne il titolo è un lavoro letterario: Ocean 1212-W è infatti il titolo di un racconto di Sylvia Plath sul mare, sulla sua imprevedibilità e sull’amore per tutto ciò che è mutevole e selvaggio.
Roni Horn espone per la prima volta in Italia “Pooling – You”, una installazione fotografica di sette grandi immagini in sequenza, in cui lo sguardo del visitatore viene progressivamente attratto e catturato in un gorgo di fredde e violente acque islandesi, fino alla immersione e dissoluzione finale.
Maria Marshall presenta un lavoro inedito. Le sue intense opere video, realizzate con criteri e riferimenti cinematografici e i cui protagonisti sono spesso i suoi bambini, analizzano temi in cui personali esperienze biografiche sul mondo dell’infanzia e sul suo linguaggio si uniscono a stereotipi socio-culturali imperanti.
Fiona Tan è in mostra con il video “News from the Near Future”, presentato durante la scorsa edizione della Biennale di Istanbul, nella Yerebatan Cistern.
Questo video è un collage di immagini storiche che documentano, attraverso navi che affondano e città allagate, l’infinita battaglia dell’uomo contro l’acqua;tema di estrema attualità, purtroppo.

MILANO


B&D Studio, via Calvi 18/1, 20129 Milano



Milano


Point Break (The Presidents)
Fino al 14 febbraio 2005

 

A poco più di un mese di distanza dalla vittoria di George Bush alle elezioni americane, la B&D Studio è lieta di presentare una mostra frutto di un’indagine sulla società contemporanea e sui suoi leaders. Attraverso il lavoro di artisti provenienti da diverse parti del mondo viene delineandosi una visione disillusa, a volte lirica a volte dissacrante ed ironica, del sistema politico e dei suoi artefici. L’artista cinese Wang Du presenta l’opera We’re smoking them out (2002) composta da una serie di sculture di differenti dimensioni raffiguranti George Bush durante un allenamento col suo personal trainer. Il titolo si riferisce alla frase pronunciata dallo stesso presidente americano subito dopo l’attentato dell’11 Settembre 2001(...) No compassion è il titolo della serie di opere dell’artista cecoslovacco Jiri David realizzate sovrapponendo digitalmente lacrime a fotografie d’agenzia dei più importanti leaders mondiali.Il gruppo russo The Blue noses presenta Mask show (2001), sarcastica serie composta da quattro immagini raffiguranti Putin, Bush e Bin Laden. In mostra il video dell’artista e attivista d’origine peruviana Jota Castro" 2 Luglio 2003", data del dibattito avvenuto a Strasburgo nel giorno della presentazione del programma italiano per il semestre di presidenza europea tra il premier italiano e l'eurodeputato tedesco Martin Schulz . Ennio Bertrand presenta Subliminale (2004), minuscolo schermo di 9x12 mm che mostra un susseguirsi di immagini di "presidenti planetari".

The blue noses Mask show
colour and b/w photographs
cm.60x90 2001 Courtesy B&D Studio, Milano

MILANO


Carcere di San Vittore

Stazione Centrale di Milano, al binario 21

Milano


Roby Schirer
San Vittore, Custodiscili
dal 7 al 28 febbraio 2004 e dal 2 al 24 marzo 2004

 

Per la prima volta una mostra fotografica sarà allestita nel carcere di San Vittore: una selezione di settanta fotografie in bianco e nero del noto fotoreporter Roby Schirer, scattate nell’arco di 12 anni, presentate con il titolo “San Vittore, Custodiscili”, testimoniano avvenimenti significativi di San Vittore ma ancor più situazioni psicologiche e ambientazioni particolari e saranno esposte alle pareti del primo raggio. La mostra è stata organizzata dalla Casa circondariale con il contributo del Comune di Milano, Assessorato alle Politiche Sociali, ha il patrocinio del Consiglio regionale dell’Ordine dei Giornalisti. Si inaugurerà il 7 febbraio alle 16:30 e potrà poi essere vista , fino alla fine del mese, da chi percorre abitualmente il lungo corridoio che porta alla Rotonda: detenuti che dai raggi si recano ai colloqui, agenti della polizia penitenziaria, educatori, assistenti sociali e volontari che ogni giorno svolgono i loro compiti nell’ambito del carcere. La mostra uscirà poi dal carcere e dal 2 al 24 marzo potrà essere vista alla Stazione Centrale di Milano, al binario 21, per iniziativa di Grandi Stazioni. Saranno così i passeggeri, soprattutto i pendolari, a potersi avvicinare a un mondo lontano, che ha come condizione primaria l’immobilità.

© Roby Schirer

MILANO


Villa Marazzi Sala delle Carrozze
Via Dante 47 – Cesano Boscone


Milano


Immagini di Immagini
di Roberto Rognoni
Dal 6 al 20 febbraio 2005

 

La mostra fotografica “Immagini di Immagini” di Roberto Rognoni è organizzata dall’ Assessorato alla Cultura del Comune di Cesano Boscone, in collaborazione con il Circolo Fotografico “Cizanum” di Cesano Boscone.
In questa mostra viene presentata una selezione della sua ricerca fotografica sul teatro, iniziata nel 1977, e tuttora in corso, dopo aver raggiunto obiettivi parziali verificati periodicamente con esposizioni e pubblicazioni.

La ricerca, presentata per la prima volta nel 1994 con il titolo “teatro&immagine” , è realizzata con gli spettacoli di compagnie che hanno scritto la storia del teatro, quali il Living Theatre, Tadeusz Kantor, i Sankai Juko, Lindsay Kemp, aggiornata fino ad oggi con la presentazione delle “performances” di gruppi emergenti nel panorama del teatro di ricerca contemporaneo, quali la Compagnia Quelli di Grock, i Motus, il Teatro Valdoca, il Teatro delle Moire e tanti altri gruppi presenti ai Festival milanesi.

© Roberto Rognoni

MILANO


Cascina Roma Piazza delle Arti 20097
San Donato Milanese


Milano


Il realismo lirico di Alfredo Camisa
Fotografie 1953 – 1962
Dal 29 gennaio al 20 febbraio 2005

 

" Dopo essere stata ospitata presso l’Archivio Fotografico Toscano, la mostra Il realismo lirico di Alfredo Camisa approda a Cascina Roma. Si tratta di un’ampia antologica che, attraverso l’esposizione di circa 70 immagini, offre l’occasione di esplorare i diversi temi affrontati da Camisa nel corso della sua attività di fotografo. Un’attività che si è svolta in un periodo breve (1953 – 1962) ma molto importante per la storia italiana di questa arte. Erano infatti gli anni successivi alla seconda guerra mondiale, gli anni della ricostruzione e del Neorealismo, gli anni in cui in arte si cercavano nuove espressioni e nuove identità.
In questo quadro, il lavoro di Camisa si è collocato secondo modalità e caratteristiche del tutto peculiari. Alfredo Camisa appartiene infatti all’ampia categoria di autori che hanno lasciato una traccia fondamentale nella storia della fotografia italiana."

© Alfredo Camisa

MODENA

Raccolte Fotografiche Modenesi Giuseppe Panini Via Giardini 160

Modena

Come era Modena
A cura di: Pino Ligabue e Raccolte Fotografiche Modenesi
fino al 12 marzo 2005

 

Prima mostra della serie "Quando i nonni erano piccini". Le sei mostre e le relative pubblicazioni, che fino a marzo 2005 si alterneranno presso la sala espositiva permanente delle Raccolte Fotografiche Modenesi, cercheranno di mostrare i cambiamenti avvenuti nel corso di due generazioni, attraverso un percorso espositivo "a misura di bambino". Tra i primi argomenti che si affronteranno vi è l'immagine urbanistica di Modena: raccontare ai bambini le vicende di una città che negli ultimi centocinquant'anni ha conosciuto continue trasformazioni, evidenziando un percorso che dalla città di ieri ci accompagna alla città di domani (Come era Modena).
Le prossime mostre saranno :
dal 13 novembre al 2 dicembre 2004 "Scopriamo la città"
dal 4 dicembre 2004 al 5 gennaio 2005 "Come cambiano i mestieri"
dall' 8 al 27 gennaio 2005 "Viaggiando qua e là"
dal 29 gennaio al 17 febbraio 2005 "I loro giochi"
dal 19 febbraio al 12 marzo 2005 "Andando a scuola".


MODENA

Modena, Galleria Civica
Palazzo Santa Margherita, Sale nuove


TRILOGIA

Disegni di Mimmo Paladino, fotografie di Olivier Richon,grafiche e multipli di Richard Artschwager
fino al 28 marzo 2005

 

Nata dalla collaborazione tra Galleria Civica e Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, la mostra presenta le opere di tre protagonisti dell’arte contemporanea internazionale, Mimmo Paladino, Richard Artschwager e Olivier Richon, tre modi diversi di intendere tre diverse discipline, il disegno, la grafica e la fotografia. Questi tre ambiti disciplinari costituiscono la natura stessa delle Raccolte della Galleria Civica che, dopo l’evento inaugurale, troveranno il loro luogo espositivo permanente proprio nelle Sale Nuove di Palazzo Santa Margherita


© Olivier Richon, The Beast

MODENA

42
Contemporanea
Via Carteria 42, 41100 Modena


Mostra Personale di Stefano Pasquini
A cura di Daniele Astrologo e Marco Mango
fino al 5 febbraio 2005

 

Per tutto il 2004 Stefano Pasquini si è posto l’obiettivo di produrre almeno un’opera d’arte al giorno; le opere vanno da semplici disegnini, a scatti fotografici digitali, qualche video, un buon numero di acquarelli, alcune sculture/assemblage, tre bandiere e due installazioni/mostre. Un totale di 581 opere esposte: la mostra è quasi un diario (in inglese, con i sottotitoli per i non udenti) divertito e profanatorio del concetto di qualità, un’indagine atipica sul concetto di quantità, non come riproducibilità dell’arte, ma come numero di opere.

© Stefano Pasquini

NAPOLI

ex chiesa delle Concezioniste
Via Concezione Napol


Born-Out, specificità e globalità delle periferie del mondo

fino al 13 febbraio 2005

 

La mostra è un evento che pone l’attenzione su tutta l’operazione Born-Out: un progetto nato nel 2003 che puntava fortemente sull’uso dell’arte e dell’opera artistica come mezzo attraverso cui reinterpretare e intervenire su tutte le dimensioni periferiche del vivere. Nell’idea originaria di work in progress, il progetto Born-Out riteneva necessario coinvolgere e allargare sempre più i propri confini, inserendo con successive operazioni altre personalità creative e curatoriali provenienti dall’Italia e dall’estero.

Tutti giovanissimi, questi artisti hanno in comune un particolare interesse per la ricaduta sociale del gesto artistico concentrandosi sull'analisi di fenomenologie "rituali" del nostro tempo, su aspetti che condizionano il nostro vivere contemporaneo e che spesso sfuggono ad un serio controllo, ad una profonda presa di coscienza del loro essere limitanti. In qualche modo il loro è un lavoro che ci costringe a leggere la realtà sotto altri aspetti, costringendoci ad uno sguardo "born-out" che non si limiti solo ad annotare certe deformazioni della nostra società, certe anomalie che per abitudine o superficialità possono apparire normali, ma si insinuano nella nostra consapevolezza fino a stravolgerci. L'opera d'arte quando incontra il pubblico può diventare "stimolo sociale". Pone in essere un'esperienza che sarà diversa quanto diversi saranno i suoi fruitori.

La mostra è parte di un progetto, fortemente voluto da Umberto Di Marino, destinato a coinvolgere critici e artisti italiani e stranieri, ispirato all'analisi della reattività collettiva di fronte al gesto artistico e al suo perdurare nel tempo sotto forma di ripercussione, denuncia o sedimentazione interiore.


 

NAPOLI

Fnac Napoli
Via Luca Giordano 59
Napoli



Paolo Woods
Le strade del petrolio
fino al 28 febbraio 2005

 

"..A bbiamo attraversato luoghi improbabili, le piattaforme del mar Caspio con gli uffici climatizzati degli strateghi di Houston, siamo andati incontro ai signori e ai miseri dell’oro nero, per dare più di quanto spetti a questo «terreno» e rendere intelligibile quest’argomento, spesso confinato sulle pubblicazioni specializzate. Perché il petrolio è vittima di un terribile malinteso. Viene trattato sulle pagine economiche o finanziarie dei giornali, per le variazioni del prezzo al barile o le fusioni delle grandi compagnie. Ma è anche uno degli argomenti più romanzeschi, costellato di personaggi straordinari.Abbiamo iniziato questo viaggio in Texas, per sondare il motore della straordinaria macchina che stava per mettersi in moto.Sulla carta, il nostro «Asse del Greggio» traccia pressappoco una diagonale nord-est/sud-ovest, dalla Siberia al Golfo di Guinea, passando per l’Asia centrale, il Mar Caspio e il Golfo Persico. Eppure era impossibile percorrerlo senza fermarsi e da un capo all’altro, a causa delle incognite per l’ottenimento dei visti e delle incertezze legate alla guerra in Iraq. Sarebbe scoppiata? E, in caso affermativo, quanto tempo sarebbe durata? Bisognava andare in Iraq il più tardi possibile per non parlare dei combattimenti, bensì dell’argomento petrolio. Di fatto, la guerra è iniziata mentre noi ci trovavamo in Georgia, sulla pista dell’oleodotto caucasico, ed è terminata tre settimane dopo, quando siamo arrivati a Mourmansk, un porto russo dell’oceano Artico."

Estratto dalla prefazione del libro di accompagnamento alla mostra «Pianeta petrolio. Sulle rotte dell’oro nero». Testi di Serge Enderlin e Serge Michel, fotografie di Paolo Woods.

© Paolo Woods - Luanda, Angola, 4 Maggio 2003

NAPOLI

Galleria Changing Role
Via Chiatamone 26-34, 80121 Napoli




Luis Gispert
Everything you ever loved in one place 2001-2004
Fino al 22 febbraio 2005

 

Prima mostra personale in Europa di Luis Gispert che espone una selezione di fotografie dalle serie Cheerleader (2001- 2002) e Urban Myth (2003-2004) ed un video, Foxy Xerox (2003). Nella Cheerleader Series, l’artista ritrae delle giovani ragazze pon-pon di origini non americane, che nell’ atteggiamento come nel look richiamano lo stereotipo delle teen-ager americane di periferia, elemento questo che stride con le pose bloccate e con lo sfondo verde intenso che unifica tutta la serie, che fa assumere a queste immagini un aspetto decisamente plastico. Urban Myth è un ironico racconto per immagini del life-style degli immigrati di origine latino-americana per il quale Gispert ha utilizzato come modelli i membri stessi della sua famiglia. Make-up marcato, unghie lunghissime e prepotentemente laccate, un tripudio di monili dorati rubati alle icone dello street-style adornano i personaggi protagonisti di queste immagini, spesso inseriti in set elaborati a metà strada tra la fiction publicitaria e la soap-opera.
Foxy Xerox è una doppia proiezione video dove l’immagine rimbalza da uno schermo all’altro velocemente e mostra l’artista Kristin Baker ed un suo alter-ego con la pelle tinta di nero intenta a cantare in play-back delle canzoni hip-hop e ad emulare parossisticamente le movenze delle rapper di colore.

In home page intervista al gallerista Guido Cabib

© Luis Gispert


NAPOLI

Galleria Changing Role
Via Chiatamone 26-34, 80121 Napoli




Nunzio De Martino
Fino al 22 febbraio 2005

 

Stasis, dal greco , io sto, è un titolo che già contiene in sé il fine ultimo del gesto artistico di De Martino, un’affermazione di esistenza guadagnata faticosamente nell’appropriazione di una coscienza dello spazio che ci separa dagli oggetti del quotidiano, e al tempo stesso una gestione del tempo che inesorabilmente scorre ponendo l’uomo e la cosa sullo stesso piano.
Stasis è in ultima analisi un’intima metafora del tempo e dello spazio.
Lo spettatore viene accolto in un’atmosfera algida e rarefatta in cui il bianco predominante sovrasta e abbaglia l’occhio. La ricerca sullo spazio è perseguita infatti attraverso impercettibili sfumature monocromatiche che dotano i soggetti rappresentati, desunti dalla quotidianità, di una purezza tale da divenire icone del suo personale “environment”. Una sfera, forma pura per eccellenza, simbolo di circolarità, un imbuto che metaforicamente mette in comunicazione due distinte dimensioni, i posatoi, curiosi oggetti metallici, allegoria dell’attesa e un semplice elastico, investite di un rigoroso minimalismo, assumo un significato simbolico per il loro valore estetico.

© Nunzio De Martino

NAPOLI

Lia Rumma
Via Vannella Gaetani 12, Napoli




Cleaning the mirror. Performance e fotografi‹
Marina Abramovic
Fino al 25 febbraio 2005

 

Marina Abramovic, protagonista indiscussa da più di trent'anni della scena artistica internazionale, è nata in Montenegro nel 1946.
Sin dagli esordi, a Belgrado negli anni Settanta, il suo corpo è stato il soggetto, l'oggetto e lo strumento di un lavoro teso ad affrontare tematiche di ampia portata; il confronto con lo scorrere del tempo e con la morte vista come momento fondamentale di trasformazione spirituale e emozionale sono stati tra le istanze portanti delle sue coinvolgenti performance. A più riprese Abramovic ha utilizzato lo scheletro come simbolo universalmente riconosciuto, realizzando opere e azioni che rappresentano un memento mori capace di evocare le danze macabre medievali, le vanitas seicentesche e, più in generale, i riti riguardanti il rapporto tra la vita e la morte diffusi in ogni tempo e in ogni cultura. In occasione dell'attuale mostra, che riprende il titolo Cleaning the mirror Verranno esposte inoltre, una serie di fotografie realizzate in occasione del ritorno di Marina Abramovic a Belgrado nel 2003 dopo più di vent’anni. Alcune di queste fanno riferimento alla figura leggendaria di Tesla, scienziato balcanico del XIX secolo al quale si attribuisce la frase “la scienza non è nient'altro che una perversione se non ha come fine ultimo il miglioramento delle condizioni dell'umanità" e a cui la città di Belgrado ha dedicato un museo.

Marina Abramovic, Selfportrait with Skull, 2004. Black and white photograph. Cm 50x60. Edition of 7. Courtesy Lia Rumma

PALERMO

Palazzo Ziino
Via Dante 53
Palermo

Bruce Weber: my own story in Vogue
fino al 2 febbraio 2005

 

250 fotografie e gigantografie raccontano il rapporto più che ventennale fra Bruce Weber, il grande fotografo americano, e la rivista Vogue. La selezione, curata da Franca Sozzani e Vogue Italia, offre uno sguardo d'insieme del lavoro di Weber: soprattutto ritratti di personaggi famosi, dai quali traspaiono anime e vicende personali, e interni di case originali e prestigiose.

Bruce Weber: My own story in Vogue racconta il percorso di un artista che, come pochi altri, ha saputo essere fedele al corpo e immortalarlo senza effetti artificiosi o alterazioni cromatiche. Un percorso che è oggi parte integrante della storia della fotografia. La selezione comprende immagini di differenti misure e gigantografie alte fino a quattro metri.

© Bruce Weber, 20 anni con Vogue Italia

PORDENONE

La Roggia
v.le Trieste 19

Pordenone

Sin salida - Senza uscita
Metka Kavcic Takac & Branimir Ritonja: una scultrice ed un fotografo.
fino al 17 febbraio 2005

 

"Senza uscita” è fondata sull' evento reale, sull’esperienza della corrida spagnola, antica e crudele lotta tra i tori e gli uomini, segnalata con tante metafore. L'intera installazione funziona infatti come una specie di rappresentazione teatrale museificata, presso la quale ci muoviamo e osserviamo l'evento, prima d'entrare nella stessa arena... se desideriamo! Ma possiamo restare anche fuori. Camminando intorno all'arena, osservando l'evento dentro essa, gli artisti ci lasciano totalmente libera la scelta di seguire la loro storia della corrida spagnola entrando o restando fuori. Letteralmente: abbiamo il coraggio, almeno come spettatori e osservatori, di entrare nell’evento “senza uscita”, siamo in grado di varcare la soglia, possiamo guardare, avvenire, vivere? Siete invitati! "
Tratto dal testo di Stanka Gacnik, curatrice della Miheliceva Galerija del Museo Regionale di Ptuj

Immagine: Metka Kavcic Takac

REGGIO EMILIA


Palazzo Magnani
Corso
Garibaldi 29
42100
Reggio Emilia

Vilma Ricci e Giovanni Grilli
America: i luoghi della realtà e dell'immaginario
Fino al 6 febbraio

 

L'esposizione accompagna un percorso interdisciplinare alla scoperta dell'America, costituito da tre incontri e una proiezione.
Il primo appuntamento si terrà sabato 15 gennaio, alle ore 17.30, con la conferenza di Alessandro Portelli, docente di Storia della Letteratura americana all’Università “La Sapienza” di Roma, dal titolo Musica d'America e impegno civile.
Sabato 22 gennaio, alle ore 17.30, Bruno Cartosio, docente di Storia dell’America del Nord all’Università degli Studi di Bergamo, parlerà de Il sogno d'America: storia, letteratura, mito.
Venerdì 28 gennaio, alle ore 18.30, si terrà la proiezione del film documentario di Francesco Coversano Strade Blu.
Il programma si conclude sabato 5 febbraio, alle ore 17.30, con la conferenza di Franco Minganti, docente di Letteratura anglo-americana all’Università di Bologna, su Dashiell Hammett.

Le fotografie di Ricci e Grilli, il documentario di Conversano, le riflessioni di Portelli, Cartosio e Minganti, indagheranno i molti volti di un paese come gli Stati Uniti d’America e di una cultura, tanto straordinaria e contraddittoria, dopo le suggestioni introdotte da alcune mostre a Palazzo Magnani, come Route 66 di Franco Fontana, il retaggio degli Indiani d'America nelle fotografie di Edward Curtis, la sezione Delitto e castigo nell'esposizione di James Nachtwey, in corso fino al 23 gennaio.


 

ROMA


Museo di Roma in Trastevere
Piazza S. Egidio, 1 b
00153 Roma




La Roma del Luce
curata da Nicola Caracciolo
Fino al 13 febbraio


 

L’archivio dell’Istituto Luce conserva un vastissimo patrimonio filmico e fotografico composto da documenti di propria produzione (a partire dal 1924, anno della sua nascita) e da collezioni private e fondi audiovisivi acquisiti nel tempo da fonti diverse. In occasione degli ottant’anni della sua fondazione presenta una vasta mostra il cui percorso espositivo pone l’accento sulla vita di Roma tra il 1926 ed il 1943 attraverso una galleria di circa ottanta fotografie, diversi filmati e la visione in loop di tre antologie di cinegiornali e documentari dell’Istituto Luce, tra cui molto materiale inedito.


© Archivio Luce

ROMA


Galleria VM21
Via della Vetrina, 21, 00186 Roma






Debora Hirsch
Americanlifetime
fino al 5 febbraio 2005

 

Americanlifetime è il titolo della prima personale a Roma dell’artista brasiliana (milanese d’adozione) Debora Hirsch. Una riflessione sul significato di temi affrontati tanto dall’arte che dalla scienza: vita, tempo, linguaggio, identità, memoria, nella società statunitense contemporanea. Un’indagine profonda in cui l’artista utilizza tutti i mezzi a sua disposizione, dalla pittura a olio, alla fotografia digitale, al video. Nel dittico fotografico “US (Unknown Soldier)” è restituita un’identità al soldato senza nome simbolo dei tanti caduti in guerra, un soldatino di plastica prodotto industrialmente, è ancora “vivo” ma l’espressione denuncia orrore.


© Debora Hirsch

ROMA


Museo di Roma in Trastevere
Piazza S. Egidio, 1 b - 00153 Roma


Roma

Giacomo Matteotti
fino al 13 febbraio 2005

Giacomo Matteotti nasce a Fratta Polesine, a pochi chilometri da Rovigo, da Gerolamo e Isabella Garzarolo il 22 maggio 1885. Giacomo è il sesto di sette figli e unico sopravvissuto.
All’età di tredici anni si iscrive al Partito socialista. Fonda leghe contadine, cooperative, circoli socialisti e Camere del Lavoro. Giovanissimo esordisce come amministratore comunale e diventa poi assessore e sindaco in diversi comuni della provincia di Rovigo. Nel 1910 viene eletto al consiglio provinciale della stessa città. Nel 1919 è eletto deputato al Parlamento nel collegio Ferrara-Rovigo. Viene rieletto nel 1921 nel collegio Padova-Rovigo e nel 1924 nel Veneto e nel Lazio.

Giacomo Matteotti fu un personaggio singolare. Ricco proprietario agricolo polesano rinunciò ad un’esistenza facile e piacevole e sposò la causa dei contadini mettendosi contro la sua classe. Fu decisamente contro la prima guerra mondiale e invocò l’insurrezione per fermarla. Avversario intransigente del fascismo, ne vide subito lucidamente la natura intrinsecamente illiberale e totalitaria. Fu tra i pochi. E fu un predestinato. Mussolini non tollerava la sua opposizione: fu minacciato di morte e aggredito più volte dalle squadre fasciste, prima del 10 giugno 1924: quel giorno alcuni sicari del regime lo sequestrarono all’uscita di casa, per spegnere brutalmente una forte voce di opposizione.

Fu ucciso perché ebbe la temerarietà, all'indomani delle elezioni-farsa del 6 Aprile 1924, di chiedere l'annullamento delle votazioni che avevano regalato alle camicie nere la guida del Paese con brogli e violenze diffuse. Il 30 Maggio 1924 Matteotti pronunciò alla Camera dei Deputati un discorso denso di accuse schiaccianti al regime. Suscitò le ire e le minacce dei parlamentari fascisti che in ogni modo cercarono di impedirgli di parlare. Il discorso gli valse la condanna a morte. Alla conclusione Mussolini disse al suo capo ufficio stampa Cesare Rossi: “Quest’uomo non deve più circolare”. Matteotti ai compagni che si complimentavano con lui rispose: “E ora preparate la mia commemorazione”.

Tra tutte le vittime della violenza fascista Matteotti è assurto a simbolo. Ma la sua tragica morte ha messo in ombra la sua vita che è invece una pagina straordinaria, breve e intensa, ricca di grandi idealità tradotte nell’impegno quotidiano. Tratta dall’ombra essa dà maggiore luce al suo sacrificio.

 

La battaglia di Roma
9-14 settembre 1943
Le foto dei giorni dell’armistizio
fino al 13 febbraio 2005


La mostra “La Battaglia di Roma. 9-14 settembre 1943”, organizzata presso il Museo di Roma in Trastevere dall’Assessorato alle Politiche Culturali del Comune di Roma, comprende 63 immagini, alcune delle quali assolutamente inedite, scattate da ignoti fotografi nei giorni successivi all’annuncio dell’armistizio, quando Roma restò in balia dei tedeschi, combattendo per le strade un’eroica battaglia per l’indipendenza della città.


ROMA


Geroa
Via Sinuessa 30 Roma








RASSEGNA FOTOGRAFICA
a cura di Eleonora Blanco, Alessandro Mundo, Marie Isabelle Collignon
fino al 15 febbraio 2005

 

L’incontro tra tre giovani fotografi, ognuno con un proprio stile personale nell’idea comune di cogliere l’emozione del momento irripetibile. Foto in bianco e nero e a colori in una rassegna che vuole trasmettere l’eccezionalità dello scatto rubato, carpito in contesti disparati e quotidiani, raccontando luoghi e non-luoghi, attraverso dinamismi e stasi, geometrie e fluidità.
Il Geroa ha dato l’opportunità dei suoi locali, una sala per l’esposizione delle fotografie e un’altra per una performance di proiezioni e musica che si terrà solo per il giorno dell’inaugurazione.

©Marie Isabelle Collignon

ROMA


LOL - Spazio in Metamorfosi
Piazza degli Zingari, 11

Roma








Olivia Gay
Guardare ma non toccare
a cura di Ilaria Marotta
fino al 20 febbraio 2005

 

“ Per la prima volta in mostra in Italia le fotografie della giovane fotografa francese Olivia Gay. Le fotografie ritraggono soggetti femminili rappresentati da Olivia durante i suoi viaggi per il mondo. Ogni foto è un piccolo film di storie mai dette, di pensieri mai svelati, di segreti e di piccoli gesti. Olivia diviene cronista delle esistenze sciagurate delle prostitute, di quelle impietose della semplice quotidianità, delle imperfezioni dei corpi, dei momenti di abbandono. Così le sue donne, nascoste o svelate, coscienti o no della presenza della macchina fotografica hanno sguardi intensi, vite dense, gesti pieni di storie da dire. Olivia attraversa percorsi, scorre immagini e ferma vibrazioni. Sceglie un soggetto. Le donne. Osserva le loro vite e ne condivide stati d’animo e atmosfere. Diventa loro alter ego e cronista delle loro esistenze. Quelle sciagurate delle prostitute, delle streepteuses e quelle impietose della semplice quotidianità, dei silenzi, delle imperfezioni dei corpi, dei momenti di abbandono o dei piccoli gesti. Il suo occhio documenta scene di vita quotidiana, si ferma sul particolare che colpisce il suo sguardo e che imprigiona la sua mente. L’obiettivo condivide con il mondo che scruta la realtà delle cose e, senza finta pietà o morale, documenta ciò che semplicemente vede. Entra nell’intimità di una stanza, di una vita, di un momento. Osserva lo squallore e l’anonimato di esistenze che sarebbe altrimenti difficile raccontare. Sente gli odori, annusa i respiri di gente reale e ne percepisce il movimento dei corpi. (..)Olivia ci rende partecipi di queste vite. Entra nella loro esistenza, la condivide con noi, sottovoce, e con una sorta di improvviso pudore ci dice: Per favore, guardare e non toccare. “

© Olivia Gay - Uexsaina, Havana, 1998

ROMA


Associazione Culturale Fre.Gio
Via Garibaldi, 30 Marino

Roma








LIGHT-COLORS

di Guido Allegrezza
fino al 28 febbraio 2005


 

“ Ho scelto l'inglese per il titolo perché è più facile per giocare con le parole. Light, in inglese vuol dire luce, ma anche leggero, chiaro. "Light-colors" sta quindi per colori chiari, ma anche luce giustapposta ai colori. Il punto di arrivo è semplicemente la voglia di giocare con la luce ed il colore. Dall'oscurità della macchina saltano fuori luci danzanti, paesaggi siderali, geometrie urbane, suggestioni surreali, a volte inquietanti, a volte semplicemente piacevoli, perché si confrontano con i concetti ormai quasi arcani di bellezza e armonia.
Una ricerca che è fotografica e foto-grafica, dove la tecnica del fotografo serve solo ad assecondare il folletto che disegna con la luce, che crea lastre immateriali per tirare infinite copie delle sue pennellate di luce. In alcune occasioni ho definito questi lavori "deliri di luce", forse nella parola delirio c'è un senso di trascendenza che non mi è del tutto congeniale, però se accetti "delirio" con sufficiente leggerezza, senza il dramma che lo può connotare, benvenuto in questo mondo in cui puoi soltanto osservare ed inseguire i tuoi pensieri. “ Guido Allegrezza

© Guido Allegrezza

ROMA


OF - Galleria Officine Fotografiche
Via Casale de Merode 17a

Roma








JAZZ...IT
Foto di Emilio D'Itri
Dal 12 al 26 Febbraio 2005

 

1995-2005 : 10 anni di immagini legate al Festival jazz di Tivoli ,Along Came Jazz, uno dei festival più accreditati dalla critica musicale un viaggio composto da 30 immagini in Bianco e Nero, i più grandi nomi del Jazz Italiano ripresi durante i loro concerti da Trovesi,Fresu, Salis, Rea,Servillo, insieme a un nutrito numero di artisti Stranieri come Steve Lacy, D. Ware,Headless Toros,S. Coleman, D. Byron,immagini che danno respiro all'interpretazione fotografica dell'autore e non solo all'aspetto conoscitivo del singolo musicista,particolari e geometrie dettate dalle luci sul palco. Immagini che in parte hanno trovato spazio anche sulle maggiori riviste del settore.Una retrospettiva per festeggiare i 10 anni di collaborazione con il Festival.

© Emilio D'Itri

ROMA


Galleria Lorcan O'Neill
via Orti D'Alibert 1E

Roma








Sam Taylor-Wood
Sex and Death and a Few Trees
fino al 12 marzo 2005


 

La mostra include una serie di grandi fotografie: Self Portrait Suspended; una serie di piccoli lightboxes: The Passion Cycle; e nuove immagini scattate in Russia e Africa.
"Negli ultimi quindici anni Sam Taylor-Wood ha lavorato con diversi media - film, video e fotografia - indagando condizioni fisiche e psicologiche estreme, come la gioia e la disperazione, l'estasi religiosa e l'amore terreno, la vita e la morte. L'artista ha guardato alle barriere esistenti tra gli uomini e le strutture proprie delle relazioni umane. Negli ultimi anni, in seguito al contatto diretto con una grave malattia, il suo lavoro si è rivolto alla riflessione sull'esile confine tra la vita e la morte.
La serie Self Portrait Suspended presenta immagini suggestive dell'artista sospesa nello spazio del suo studio, il suo corpo appare delicatamente sostenuto, come un angelo in assenza di gravità. Le otto pose suggeriscono una dimensione atemporale e priva di costrizioni fisiche dove il corpo dell'artista è custodito inviolato e incorruttibile in un “momento di assoluto abbandono e libertà” (secondo le parole dell'artista). La figura umana è qui sottile espressione di una condizione emotiva di isolamento e purezza, una dimensione che conduce al cielo, già lontana da ogni legame con la terra.
Le sorprendenti immagini dell'artista sospesa sono state realizzate usando, con l'aiuto di un esperto giapponese in nodi, corde legate per sostenere il corpo in maniera tale da farlo comparire completamente libero e disinvolto. Le corde sono state poi rimosse digitalmente per creare l'illusione della sospensione che diviene metafora della precarietà della condizione umana, della sua vulnerabilità e inevitabile destino."

© Sam Taylor-Wood

SIENA


Palazzo delle Papesse via di Citta' 126





Tre mostre
fino al 2 maggio 2005


 

Il piano nobile ospita Sottovoce di Elisa Sighicelli. I soggetti delle sue foto divengono presenze pittoriche nelle quali anche il piu' naturale dei paesaggi risulta surreale; esposta anche la nuova serie, commissionata dal Palazzo, dedicata alla pittura senese e il suo primo video: Baudelaire. Al secondo piano Anya Gallaccio propone the look of things: una vasta selezione di opere storiche e tre nuove site specific. L'artista fa largo uso di elementi deperibili quali frutta, fiori, ghiaccio e cioccolata, la sua attenzione si focalizza sull'irreversibilita' dei processi percependo la vita come momento di passaggio. Sergio Prego, per la IX edizione del progetto Caveau, presenta un'opera liberamente ispirata a Manipulating a Fluorescent Tube di Bruce Nauman

© Elisa Sighicelli

SONDRIO

Galleria Credito Valtellinese. Piazza Quadrivio 8, Sondrio

Museo valtellinese di storia e arte. Via M. Quadrio, 27 Sondrio




Alberto Giacometti
fino al 22 aprile 2005


 

Percorsi lombardi. 90 di opere fra sculture, dipinti, disegni, incisioni, fotografie, lettere e filmati.
La sezione dedicata alla documentazione fotografica dei "percorsi lombardi" di Giacometti comprende le storiche fotografie di Henri Cartier-Bresson che ritraggono l'artista in Bregaglia con il professor Corbetta, gli scatti suggestivi di Giorgio Soavi, di Alberto Martini e di Lamberto Vitali, e altre immagini insieme a Mario Negri e a Serafino Corbetta. Fu infatti tramite questi ultimi che Giacometti poté estendere le proprie conoscenze e le proprie amicizie nell'ambiente artistico lombardo, da cui sarebbero poi nate anche due iniziative editoriali, il volume di Luigi Carluccio Alberto Giacometti. Le copie del passato e quello, oggi molto raro, dei Quarantacinque disegni curato da Lamberto Vitali per Einaudi: due libri che Giacometti seguì personalmente, purtroppo usciti postumi, dopo il '66.

Henri Cartier-Bresson Alberto Giacometti, 1961Image Size: 11 x 14 / 16 x 20 in Gelatin Silver Print
Signed on recto in ink

TORINO

GAM - Galleria Civica d'Arte Moderna e Contemporane
Palazzo Madama - Borgo Medievale
Via Magenta, 31 10128 Torino

La fotografia: vedere è rivedere
Cento immagini dai workshop con Mario Cresci alla GAM
fino al 28 febbraio 2005

 

Il Servizio Educativo presenta un campione di fotografie realizzate dai partecipanti ai workshop svolti in occasione della mostra di Mario Cresci alla GAM.

La selezione, curata dal noto fotografo con tre professionisti, vuole documentare gli esiti dell’attività che ha coinvolto più di duecento giovani sperimentatori ed ha stimolato un interessante lavoro di ricerca visiva ed espressiva, che il museo intende valorizzare.

L’insieme delle immagini – allestite nella Sala didattica - compone una piccola mostra collettiva che offre allo sguardo dei visitatori un caleidoscopio di segni e di indici particolarmente interessante, si tratta di una raccolta di fotogrammi realizzati durante alcune esplorazioni programmate della GAM, una “revisione” della complessità museale “smontata” in innumerevoli affascinanti frammenti.

I lavori esposti, selezionati (in due tempi) tra più di 7000 scatti effettuati, sono stati scelti con lo scopo di rendere manifesto come si è mosso lo sguardo dei partecipanti e presentare una serie di indizi di cosa essi hanno cercato nella realtà del museo.

Sull'iniziativa è online un' intervista di informatissimafotografia a Mario Cresci


TORINO

Associazione Culturale Machè Via della Consolata 9/g 10122 Torino

Trancity - geografie della città
Rita Casdia, Belen Cerezo, Elena Perlino
A cura di Karin Gavassa, Elena Ragusa, Lorena Tadorni
finio al 5 febbraio 2005

 

Trancity allude a un attraversamento, un passaggio geografico-urbano. Una città magmatica, intesa come insieme di confini e periferie labili, in continuo movimento. La mostra presenta tre giovani artiste che riflettono sul contesto urbano e i suoi abitanti.
Da questi lavori, estremamente diversi per sensibilità e approccio, emergono nuove geografie che determinano una diversa fruizione degli spazi pubblici e privati.


© Rita Casida - Rue chateaubriand

TORINO

Spazio Atrium, Piazza Solferino 1, Torino

Yann Mingrad e Alban Kakulya
East of a new Eden - Viaggio lungo i confini della nuova Europa
A cura di Maria Cristina Didero e Susanna Legrenzi
dal 4 al 27 febbraio 2005

 

Con perizia cartografica Yann Mingrad e Alban Kakulya hanno percorso le frontiere dei nuovi stati entrati a far parte della Ue, fotografando esattamente ciò che si trovava davanti ai loro occhi, vuoi una landa desolata, un lago e una stazione di frontiera. Lontano da ciò che concettualmente ci riporta all'idea di confine, i due giovani fotografi svizzeri, analizzano luoghi, personaggi di frontiera, guardie di confine, clandestini.

In home page l'intervista a Yann Mingrad e Alban Kakulya


© Yann Mingrad e Alban Kakulya

TORINO

ARTèVISION fotografia
Via Boucheron 15, Torino Torino

Marco Citron - Urban Vision
fino al 4 febbraio 2005

 

Nell’ottica di una rinnovata attività espositiva ARTèVISION fotografia, settore dell’Associazione Koine, presenta la rassegna “Artèvision Contact Photos”.
I fotografi invitati ad esporre hanno tutti meno di 35 anni e per alcuni di loro questa è la prima esperienza espositiva in uno spazio dedicato.La rassegna, incentrata per quest’anno sull’architettura e sottotitolata ‘Urban Vision’, inizierà il 14 gennaio con una mostra di Marco Citron. A seguire altre due personali di giovani fotografi anch’essi ispirati dalle forme architettoniche e dal fascino delle vedute metropolitane: Luca Cesco, Alessandra Dosselli.

"Marco Citron attraverso un sapiente uso del banco ottico nobilita le forme abitative ed industriali di un’architettura contemporanea anonima e massificante decontestualizzandole e trasformando il grigiore e la rigidità del cemento in una fluttuante dimensione fiabesca." Tratto da un testo di Uma Franchini



© Marco Citron

TORINO

Libreria Agorà Via Santa Croce 0/E - 10123

Torino


Anna Fabroni
Costole
Dal 3 febbario al 19 marzo 2005

 

"Non potevo non usare la fotografia per ripercorrere la mia malattia: uno specchio, il mio corpo, la mia f2, così è nato “Costole”, una raccolta di autoscatti sofferta, partorita dalla mia necessità di guardarmi, di piacermi, Con l’anoressia ho cercato di annullare il mio corpo, con la fotografia ho cercato di vederlo. Alla ricerca di un piacermi, oltre l’effimero significato estetico, di piacermi profondamente nell’anima, passando attraverso la ricerca di una sensualità che non è data dalle proporzioni fisiche, ma da forme che se pur imperfette, la luce decide comunque di baciare. " Anna Fabroni

 

www.libreriaagora.it


©Anna Fabroni

TORINO

Fondazione Sandretto Re Rebaudengo
via Modane, 16

Torino


Diego Perrone
Totò nudo e la fusione della campana
A cura di: Francesco Bonami
Fino al 10 marzo 2005

 

"Il suo lavoro non racconta storie, crea suggestioni con immagini che trasmettono al pubblico il senso incombente della storia. I suoi esercizi di pensiero si traducono in fotografie, sculture e video virtuali in cui unisce la leggerezza dell'ironia alla pesantezza di riflessioni immanenti, come il passare del tempo e la precarietà della vita umana. I suoi personaggi non sono mai spettacolari, ma svelati nella loro umanità più profonda, come Totò visto in tutta la sua fragilità. Perrone si confronta con l'inafferrabilità dello spazio e del tempo e si sofferma su imprese ciclopiche, come scavare buchi e catturarne il vuoto, costruire una campana con catrame fuso, perché il suo interesse ricade su tematiche ingombranti come la vita, la vecchiaia e la morte o la piccolezza dell'uomo di fronte al cosmo. "


©Diego Perrone

TRENTO


Mart, Museo d'Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto
Corso Bettini, 43 38068 Rovereto

Mimmo Jodice dalla Collezione Cotroneo
A cura di Giorgio Verzotti
fino al 13 febbraio 2005

 

Mimmo Jodice è oggi considerato uno dei più prestigiosi maestri italiani della fotografia, capace di esprimere valori estetici ben al di là di quelli meramente documentari, tradizionalmente assegnati al mezzo fotografico. In mostra due gruppi di lavori fotografici ascrivibili alla sua piena "maturità", capaci di esprimere al meglio la sua personale estetica: "Eden" (1994 -1998) e "Isolario Mediterraneo" (1998 - 2004), quest'ultimo presentato al pubblico per la prima volta, entrambi provenienti dalla collezione d'arte di Anna Rosa e Giovanni Cotroneo attualmente in deposito al Museo d'Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto.


© Mimmo Jodice Isolario_Mediterraneo_-Napoli,_1990_-_2

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TRENTO


Mart, Museo d'Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto
Corso Bettini, 43 38068 Rovereto

Il Bello e le bestie.
Metamorfosi, artifici e ibridi, dal mito all’immaginario scientifico
fino all'8 maggio 2005

 

Una mostra-evento - curata da Lea Vergine e Giorgio Verzotti con la direzione progettuale di Gabriella Belli - che partendo dalla seconda metà dell’Ottocento attraversa diverse correnti artistiche e giunge fino alle tendenze più recenti, allargando il suo sguardo indagatore – negli eventi collaterali e nei tanti saggi del catalogo Skira – anche ai territori della letteratura, del cinema, dello spettacolo e a quelli, attualissimi, della scienza e della genetica. Una scelta di quasi centoottanta opere per abbracciare, in uno sguardo sintetico, due secoli di arte visiva - dal Simbolismo all’estrema contemporaneità - in un affascinante percorso tematico che confronta epoche, stili e contributi concettuali, mettendo a fuoco problematiche secolari: da Arnold Böcklin a Gustave Moreau; da Auguste Rodin a Franz Von Stuck, Matthew Barney, Max Klinger, Odilon Redon, Giorgio De Chirico, René Magritte, George Grosz, Pablo Picasso, Marc Chagall, Arturo Martini, Alberto Savinio, Paul Delvaux, Francis Bacon, Frida Kahlo, Francis Picabia, Ana Mendieta, Francesco Clemente, Sandro Chia, Mimmo Paladino, Maurizio Cattelan, Louise Bourgeois, Cindy Sherman, Kiki Smith fino ai recentissimi lavori di Aspassio Haronitaki, Giuseppe Maraniello, Luigi Ontani.
Opere straordinarie che provengono da musei e collezioni di tutto il mondo, come il Musèe du Louvre e il Centre George Pompidou di Parigi, il Victoria and Albert Museum di Londra, l’Israel Museum di Gerusalemme, il KunstMuseum di Berna; e ancora il Collection Museum of Contemporary Art di Chicago, la Neue Pinakothek di Monaco, l’Alte Nationalgalerie di Berlino, gli Uffizi di Firenze, le Gallerie d’Arte Moderna di Torino e Roma.

Courtesy MART di rovereto

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TREVISO


Spazio Antonino Paraggi
Via Pescatori 23, Treviso

 

Paolo Monti
Col cuore, con l’anima, con la ragione. Ritratti 1947 - 1955
fino al 6 febbraio

 

L'esposizione, composta da 42 immagini, molte delle quali inedite, costituisce la più importante rassegna sulla ritrattisca di Paolo Monti presentata in Italia dopo la sua scomparsa, avvenuta nel 1982.
Fra i tanti percorsi espressivi intrapresi negli anni cruciali del dopoguerra da Paolo Monti - personalità inquieta e autore significativo della fotografia italiana - è nel ritratto che l’artista introdusse gli elementi più innovativi. Esemplari gli ultimi ritratti di Meme o Mariel, la nipote prediletta seguita per molte stagioni dal passaggio adolescenziale alla maturità, colta in atteggiamento enigmatico e irraggiungibile, vero prototipo della donna moderna ed anticipatrice dell’inquietudine e dell’incomunicabilità che più tardi, ad esempio, avrebbero costituito la poetica del cinema di Antonioni.

© Paolo Monti

UDINE


VILLA MANIN CENTRO
ARTE CONTEMPORANEA
Piazzale Manin, 10 Passariano
Codroipo (ud)

INSTANT EUROPE
Fotografia e video dalla nuova Europa
a cura di Francesco Bonami e Sarah Cosulich Canarutt
fino al 1° maggio 2005

 

Mostra di fotografia e video di artisti provenienti dai dieci nuovi paesi membri della Comunità Europea.
Cipro, Estonia, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Repubblica Ceca, Repubblica Slovacca, Slovenia, Ungheria, questi sono i dieci paesi che dal primo maggio 2004 fanno parte dell’Unione Europea.
Con la mostra INSTANT EUROPE il Centro d’Arte Contemporanea di Villa Manin vuole offrire una panoramica sui nuovi paesi membri attraverso la fotografia e il video. Queste espressioni vengono utilizzate sempre più dagli artisti oggi poiché, oltre a riflettere l’onnipresenza dell’immagine mediatica nella società, sono in grado di stabilire una relazione diretta con lo spettatore. Il lavoro dei trenta artisti in mostra affronta aspetti diversi, che toccano questioni sociali e politiche ma anche il tema dell’identità o il significato stesso di arte.
Dalle fotografie di Kaspars Goba, che documentano la vita isolata di una comunità di lavoratori in un villaggio della Lettonia, alle poetiche immagini in bianco e nero di Jasansky e Polak che ritraggono paesaggi urbani e rurali della Repubblica Ceca, gli artisti in mostra sottolineano sia l’eterogeneità che l’unicità di questi paesi. Se, da un lato, le opere presentano situazioni e contesti diversi, dall’altro, rivelano spesso posizioni condivise: Artur Zmijewski e Jaan Toomik, per esempio, affrontano le costrizioni del corpo, della natura e dell’identità, nel tentativo di reagire ai sistemi precostituiti nella società e nel quotidiano.

 

VENEZIA

Peggy Guggenheim Collection
Palazzo Venier dei Leoni
701 Dorsoduro
30123 Venezia


Brancusi. L’opera al bianco
dal 19 febbraio al 22 maggio 2005

 

Sono circa 90 le fotografie di Constantin Brancusi (1876-1957) che la Collezione Peggy Guggenheim presenta in Brancusi. "L’opera al bianco" prima mostra in l’Italia sull’artista rumeno curata da Paola Mola, studiosa dello scultore, e specialista dell’opera di Adolfo Wildt e di Medardo Rosso, e da Marielle Tabart conservatrice dell’Atelier Brancusi del Centre Georges Pompidou di Parigi. La mostra è dedicata all’opera fotografica di Brancusi, che oltre a scultore fu fotografo di straordinaria capacità immaginativa e tecnica, e in rapporto con fotografi del calibro di Man Ray o Charles Sheeler. L’esposizione è realizzata in collaborazione con il Musée national d’art moderne e con il Centre Georges Pompidou.

Constantin Brancusi, Self-Portrait, c.1933-34.
Collection of the Centre Georges Pompidou, Paris.


VENEZIA

club malvasia vecchia
San Marco 2586

Venezia


Anna Toscano
Fotografie
a cura di Elisa Capitanio
fino al 27 febbraio 2005

 

"In questa mostra poesia e fotografia si omaggiano vicendevolmente nella doppia ispirazione dell’autrice, Anna Toscano. La serie delle “finestre” ricorda lo spirito girovago di Wim Wenders nei panni di fotografo paesaggista. Tutti i suoi scatti potrebbero intitolarsi ‘c’era una volta, in qualche parte del mondo…’, illuminando un pensiero che vaga senza meta nella lontananza. Nelle “finestre” di Anna Toscano, c’è, in più, un tentativo di fermare il tempo, incorniciandolo nella finestra, il che induce a pensare: ‘in qualche parte del mondo…sta succedendo ancora’, come farebbe chiunque guardi il mondo da un punto fisso attorno al quale tutto ruoti a ritmo continuo. Alcune fotografie riprendono le finestre dall’esterno, ispirando quel moto di curiosità e malinconia per vite e luoghi possibili che non sono i nostri ma avrebbero potuto esserlo. Le altre, le più recenti, rappresentano finestrini, vetri, aperture, passaggi attraverso cui un occhio che è all’interno osserva un mondo in movimento, ripreso nel corso di viaggi a Londra, Roma, New York, con emozioni che vagano tra sicurezza e promesse di vita. Esso coglie scene di vita cittadina ma anche minimi dettagli, di tempi vissuti ma poi lasciati, in un allontanamento anticipato metaforicamente dall’atto di mettersi in un luogo chiuso..."



© Anna Toscano

VENEZIA

Fondazione Bevilacqua La Masa
Piazza San Marco 71/c, 30124

Venezia


Marta Allegri
dal 30 gennaio al 14 febbraio 2005

 

La mostra è un omaggio che la Fondazione dedica al lavoro di Marta Allegri, artista nata a Bologna nel 1961 e che attualmente insegna Arti Plastiche Contemporanee all’Accademia di Belle Arti di Venezia . L’esposizione è stata pensata appositamente per i tre livelli della sede di Palazzetto Tito. In questi spazi, undici opere dell’artista sono allestite secondo un percorso che intende riassumere i temi più importanti del suo lavoro. Dal tema del parto, proposto nell’opera Eva (2002), ovvero l’evento irripetibile della nascita, si sale ripercorrendo i momenti in cui la vita si dipana nella pratica del ricamare, del cucinare, dell’igiene.


© Marta Allegri

VENEZIA

Fondazione Bevilacqua La Masa
Piazza San Marco 71/c, 30124

Venezia



Philip-Lorca diCorcia
A Storybook Life
fino al 4 aprile 2005

 

Mostra personale dell'artista americano Philip-Lorca diCorcia, a cura di Filippo Maggia, prodotta in collaborazione con Whitechapel Gallery, Londra, con la partecipazione del Centre Nationale de la Photographie di Parigi (ora assorbito dal nuovo Jeu de Paume); Folkwang Museum di Essen; Magasin 3, Stokholm Konsthall e Centro de Artes Visuais di Salamanca.
Questa rassegnas i propone come la prima vera retrospettiva mai realizzata sul lavoro di Philip Lorca di Corcia (1953, Hartford, Connecticut), uno dei più rappresentativi artisti-fotografi del nostro tempo prepotentemente emerso negli anni ottanta e novanta.
A Storybook Life, capitolo fondante di questa mostra, è il racconto di venticinque anni di vita privata dell'artista, dove per privato si intende anche tutto ciò che ha a che fare indirettamente con l'ambito professionale che tanto ha dato -quanto a esperienza e maturazione stilistica- al fotografo americano. Nelle settantasei fotografie che datano dal 1975 al 1999 ci sono gli amici, la famiglia, i viaggi e le città, ma specialmente il bello e il brutto della vita, la felicità e il dolore, la sorpresa e l'incantamento che alle volte sembra astrarre chi ci sta accanto.

© Philip-Lorca di Corcia
Hartford - 1989

VERONA

Verona
Heart Gallery
Via S. Giovanni in Valle, 19

Verona

“Why?"
di Nino Migliori curata da Filippo Lezoli
fino al 12 marzo 2005

 

“All’interno del labirinto delle gallerie d’arte che si dipanano sul territorio nazionale, la nascita di un nuovo piccolo spazio potrebbe sembrare di poca rilevanza se non addirittura pleonastico. Ma Heart Gallery ha grandi ambizioni… Gia' il nome vuole essere una indicazione precisa e connotante: una galleria che lavora col cuore, che dà spazio all’incidenza emozionale, alle scelte di vita, alle proposte non omologate, a tutto ciò che non e' scontato. Per questo la mostra inaugurale, che vuole essere anche il manifesto d’intenti della galleria e del suo promotore, Riccardo Fai, ospita alcuni lavori del famoso fotografo Nino Migliori. Nino Migliori, da piu' di cinquant’anni sulla scena italiana ed internazionale, sempre pronto a porre e porsi domande utilizzando il mezzo fotografico con grande creativita' ed innovazione, si e' reso disponibile a fare da apripista per questa nuova avventura. “


© Nino Migliori

VERONA

Galleria Fotografica Fnac
via Cappello 34
37100

Verona

Echi, visioni private, frammenti di un anno
Fotografie di Chris Steele-Perkins/Magnum Photos
Fino al 28 febbraio 2005

 

“ È il diario di un anno da guardare. No, il ramo di ciliegio in fiore non è in Giappone bensì nel parcheggio di Dulwich. No, questo cane errante che si stira in diagonale non si aggira per il Medio Oriente o per il Sudafrica, bensì per la campagna inglese. Raggruppate in una semplice sequenza cronologica, le foto sconfinano ben presto l’una nell’altra, cambiano la loro qualità sotto il nostro sguardo. È un privilegio dell’età matura giocare con i luoghi, con il tempo: è ieri e domani, e persino oggi, un oggi in cui il tempo ordinario talvolta si quieta: pioggia, neve, sole, ombre, riflessi. Volti: volti amati al chiarore delle candeline dei compleanni, in passeggiata, assenza, lutto, pietra tombale aperta come un altro libro “.


© Chris Steele-Perkins/Magnum Photos

VICENZA

503 mulino Strada Marosticana 503

Vicenza

Light sculpture Scultura leggera
fino al 20 marzo 2005

 

La mostra, a cura di Simone Menegoi in collaborazione con Dainese e il Goethe-Institut di Milano, è una rassegna di scultura contemporanea che esplora l’idea di “leggerezza” nelle sue possibili accezioni.
Tra le opere esposte vi sono anche fotografie e video, grazie ai quali gli artisti catturano situazioni plastiche effimere e instabili (gli oggetti quotidiani di Gabriel Orozco, lo chalet che scompare di Michael Sailstorfer, i palazzi che crollano di Rachel Whiteread, le pose precarie di Erwin Wurm, il raggio di luce “modellato” da Simone Berti).


l hans schabus Zero 2003 575 x 300 cm Neon lights, alluminium structure Photo Roberto Marossi Courtesy ZERO Milano 1.jpg

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