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AUSTRIA

CAMERA AUSTRIA, Kunsthaus Graz
Vienna

Seiichi Furuya: alive
fino al 23 gennaio 2005

 

Seiichi Furuya, fotografo giapponese adottato dall’Austria, combina nelle sue fotografie precisione documentaristica, caratteristiche concettuali e formali ed esperienza umana.
Questo fotografo non si ferma alle convenzioni visive, considera la macchina fotografica non solo come uno strumento visivo, ma soprattutto un modo per mettere realtà, eventi e fatti in relazione con l’esperienza e la memoria. Le sue immagini sono espressione di un' interpretazione visiva autonoma econvincente della realtà.

 

© Seiichi Furuya

AUSTRIA

Atelier Augarten
Centro d’arte contemporanea della Galleria Belvedere
Scherzergasse 1a

Vienna

Serien
Valie Export
fino al 20 febbraio 2004

 

Il concetto di serie e la ripetizione sono i temi ricorrenti nell’opera di Valie Export, fotografa e disegnatrice austriaca, il cui soggetto preferito è la nozione di evoluzione. La mostra presenta 90 opere che, partendo dagli anni ’70, mostrano il percorso artistico della Export.


 


Valie Export, Emotionssignale, Belgien 1973, VBK Wien, 2004

AUSTRIA

MUMOK
Museum Moderner Kunst Stiftung Ludwig Wien
MuseumsQuartier
Museumsplatz 1, A-1070



Vienna

John Cage
fino al 13 febbraio 2005


 

Attraverso partiti, schizzi, fotografie, film e registrazioni audio, questa esposizione offre uno sguardo sul processo compositivo secondo John Cage (1912-1992).
La sua concezione del silenzio e della casualità ha portato, negli anni’50, una nuova linfa vitale nel mondo dell’arte, influenzando artisti come Robert Rauschenberg, Jasper Johns e Cy Twombly. Alla fine degli anni ’50 Cage teneva corsi di musica sperimentale, negli anni ’60, ispirato dalle nuove tendenze interpretative, Cage si avvicinò alla musica elettronica, per tornare, all’inizio degli anni’70, alle forme tradizionali della musica.


 


AUSTRIA


Fotogalerie Wien
Währinger Str. 59
A-1090



Vienna

Stills III
fino al 26 gennaio 2005

Il tema centrale delle opere dei sei fotografi di questa mostra sono le qualità tattili e la superficie del medium. Gli artisti sono Judith Huemer, Walter Mirtl Wolfgang Reichman, Geert Saman e Tamara Horáková con Ewald Maurer.

 



Walter Mirtl Videostill aus LOOP: Loop Nr. 53, 2003 („jo“, orange Bälle)

AUSTRIA

Austria
Albertina
Albertinaplatz 1
A-1010


Vienna

Los Alamos
William Eggleston
dal 26 gennaio al 24 aprile 2005

 

Uno dei più importanti contributi alla fotografia di William Eggleston, nato nel ’39 a Memphis, Tennessee, è stato preferire la quotidianeità di un’America senza trucco come oggetto della sua arte, anzichè la lussuosa glamour di star e dive. La serie “Los Alamos”, esposta per la prima volta in Austria, è nata tra il ’66 e il ’74 da numerosi viaggi attraverso gli stati meridionali dell’America.

Los Alamos, 1966-74 © Eggleston Artistic Trust, 2003

AUSTRIA

Museum der Moderne Salzburg
Wiener-Philharmoniker-Gasse 9
5020

Salzburg

Un mondo di macerie: Vienna '45-'48
Ernst Haas
fino al 1 maggio 2005

 

Ernst Haas (1912-1986), uno dei più significativi fotografi austriaci, ha condotto una sorta di ricerca fotografica sulla Vienna post-bellica tra il '45 ed il '51, creando un importante documento poetico su una città ferita. Haas osserva e racconta con molta sensibilità un periodo molto difficile della storia austriaca ed europea, in cui, tra depressione e speranza, le persone hanno cominciato a ricostruirsi una vita, una società e una città tra le macerie e la povertà. Oltre 150 stampe vintage ripercorrono quegli anni.


© Ernst Haas, Wien 1947



AUSTRIA


CoalMine Volkart Haus
Turnerstrasse 1, CH-8401


Winterthur




Storia delle migrazioni in Europa
Meinrad Schade
fino al 24 marzo 2005

L’Europa è una meta ambita per molti emigranti, che cercano sicurezza e fortuna. Il fotografo svizzero Meinrad Schade ha scattato fotografie ai confini dell’Unione Europea, a Fuerteventura, luogo d’approdo di immigranti illegali dall’Africa, in Ucraina, dove ogni anno si arenano alcune migliaia di persone che arrivano da Afghanistan, Cina, Caucaso, Iraq e Iran.

 


BELGIO

Galerie Périscope
20, rue du Mouton Blanc,
4000 Liège

Berthold Steinhilber
Ghost towns
fino al 27 gennaio 2005


"Città fantasma" è il titolo della mostra personale di Berthold Steinber che ha realizzato un reportage sulla cittadina abbandonata di Bodie, nel west californano. Steinhiber utilizza una particolare tecnica d'illuminazione che richiede molte ore di esposizone e spesso permette la realizzazione di una sola fotografia in un giorno, data la breve durata del crepuscolo in California.


© Berthold Steinhilber/Bilderberg

BELGIO

Musée de la photographie à Charleroi
11 avenue Paul Pastur
6032
Charleroi

Christian Carez
Le jour se rêve
fino al 27 febbraio 2005

 

In mostra le fotografie che Christian Carez raccoglie dal 1996 in Belgio documentando le condizioni di precarietà delle persone che vivono in condizioni economiche e umane ai limiti della sopravvivenza. La mostra è divisa in tre temi: Le Bonheur, La violence tranquille e La Guerre. Nella prima serie immagini che raffigurano momenti e espressioni di felicità sono accompagnate da brevi testi di Raoul Vaneigem che si interroga domandandosi e rivolgendo al pubblico la domanda "Per voi che cos'è la felicità?". La seconda serie propone dei paesaggi deserti, luoghi dimenticati e incompleti, zone industriali abitate dalla gente comune.
La sezione dedicata alla guerra è composta da un trittico di tre immagini, fotografie che denunciano il mito dell'oggettività nella fotografia

Christian Carez, Photographie de l'exposition "Le jour se rêve", ISELP Bruxelles 2002. Issue du troisième volet de l'exposition : "La guerre". © Copyright Photographie et sa reproduction Christian Carez.

BELGIO

Musée de la photographie à Charleroi
11 avenue Paul Pastur
6032
Charleroi

Métiers du temps jadis en Wallonie
fino al 27 febbraio 2005

 

Mostra dedicata ai mestieri di una volta, agli animali che erano complici dell'uomo nel lavoro della terra, agli utensili e agli attrezzi da lavoro che una volta venivano utilizzati ma che ormai sono stati sostituiti dalle macchine industriali.
Le immagini esposte ricordano il periodo dal 1880 al 1940 anche attraverso documenti di Gustave Marissiaux, Louis Pion, Emilie Chavepeyer e altri anonimi. La mostra, organizzata con gli Archives de Wallonie, è accompagnata da un libro pubblicato dalla casa editrice Racine con testi di Daniel Polet e René-Pierre Hasquin.

FRANCIA

Musée Nicéphore Niépce
28 quai des messageries
71100

Chalon sur Saone

Gérard Collin-Thiébaut
Les yeux noirs
fino al 30 gennaio 2005


Mostra realizzata in collaborazione con l'Association Française d'Action Artistique a partire da nove album di fotografie realizzate in Giappone alla fine del XIX° che secolo. Ogni album di fotografie potrà essere sfogliato grazie all'utilizzo di nove computer portatili installati nel museo.


FRANCIA

Musée Nicéphore Niépce
28 quai des messageries
71100

Chalon sur Saone

Christian Milovanoff
Conversation Pieces - prenez donc la peine d'entrer indulgents spectateurs
fino al 30 gennaio 2005

Prodotta nel 2002 per il Frick Art Museum, questa mostra è presentata per la prima votla in Europa con 48 fotografie a colori, di grande formato.


© Christian Milovanoff
from the exhibition christian milovanoff/conversation pieces
Pittsburgh, Oakland
73cm x 90cm

FRANCIA

Carré Amelot
10 bis, rue Amelot, 17000

La Rochelle

Norbert Desaphy
Deux séries des portraits
fino al 26 febbraio 2005

Raccolta di fotografie scattate da Noorbert Desaphy in Africa del Nord e in Africa occidentale, in Asia minore e orientale. Queste immagini vogliono documentare la presenza di luoghi non ancora alterati dal turismo.

 

Jean-Pierre Favreau
Voyages à Tokyo
fino al 26 febbraio 2005

 

Jean-Pierre Favreau ha realizzato la sua ricerca fotografica in Giappone tra il 2001 e il 2004. Con le sue fotografie l'artista vuole mostrarci le condizioni di vita e gli stati d'animo degli abitanti delle megalopoli orientali.


© Jean-Pierre Favreau

FRANCIA

G alerie Périscope
20, rue du Mouton Blanc, 4000 Liège, (dans le cinéma Churchill)


Pierre Houcmant
dal 28 gennaio al 7 aprile 2005

Mostra personale di Pierre Houcmant. Nato nel 1953 a Pépinster (Belgio) entra subito in contatto con il mondo della fotografia grazie all'attivtà del padre, professore di fotografia, e sfogliando le riviste specializzate come la rivista svizzera Camera dove scopre le opere di Atget, Julia Margaret Cameron, Josef Sudek, l'iconografia del Bauhaus e artisti contemporanei. A diciannove anni si iscirve all'Istituto Superiore di Belle Arti di Saint-Luc a Liegi dove segue il corso di fotografia tenuto da Hubert Grooteclaes. Pierre Houcmant è attratto dalla fotografia creativa in particolare applicata al ritratto e al reportage, avendo come modello di riferimento le fotografie panoramiche di Josef Sudek. Dopo un soggiorno in India si trasferisce a Amsterdam poi a Anversa, successivamente a Liegi. Agli inizi degli anni '90, Pierre Houcmant si dedica a creare immagini frammentate di corpi e parallelamente realizza una serie di ritratti di scrittori accostati a brani di manoscritti originali.

FRANCIA

Maison de la Photographie
18 rue Fremy, 59000 Lille-Fives



PIB - DDTF
Lisboa, Atrevès os Parede
fino al 28 gennaio 2005

"Lisbona attraverso le mura" è un reportage realizzato in diversi anni di lavoro. Progetto cominciato con l'intenzione di mettere in risalto la bellezza e il fascino dell'architettura urbana di questa città. Lisbona è una città insaziabile, in continuo movimento : si dilata e si contrae, in certi momenti sembra essere baciata dal sole quasi africano e in altri velata da una acquerugiola nordica. "Lisbona futtua come un miraggio, che si dimena per non farsi afferrare, che si fraziona in una moltitudine di dettagli e microcosmi infiniti".

© Pib / DDTF

FRANCIA

Galerie Le Réverbère
38, rue Burdeau 69001

Lyon



Déplacés : Spostati
Rip Hopkins
fino al 19 febbraio 2005

"Invenzione sovietica, paese strano, dimenticato e relegato in secondo piano dalla storia , l’Uzbekistan somiglia a quelle comunità dalle radici e dai percorsi intrecciati.: tedeschi, polacchi, greci, russi, coreani, tartari, deportati per molti anni dsal regime sovietico nel periodo staliniano.
Sono proprio questi non uzbeki che Rip Hopkins, fotografo dell’Agenzia VU, ha cercato di mettere in scena.L’Uzbekistan qui è un pretesto per continuare il suo lavoro sulle popolazioni deportate. ( Hopkins ha già realizzati un lavoro sugli tzigani). Oggi i venti gruppi etnici che abitano il paese, “ immigrati malgrado loro”, emigrano nei loro paesi d’origine che essi cercano di rappresentarsi con l’aiuto di notizie variamente raccolte e di realtà mai personalmente vissute. Rip Hopkins mescola l’approccio della documentazione a quello della rappresentazione artistica. 99 fotografie a colori, ripropongono l’itinerario di queste genti in partenza , attraverso l’interpretazione del ritratto e della situazione creata”.
Ogni fotografia è accompagnata da una frammento biografico dei soggetti fotografati.
Rip Hopkins sviluppa in questo modo una scrittura ai margini dei codici tradizionali dell’estetica documentaria, inscrivendo il suo lavoro in una temporalità narrativa. Nelle sue fotografie si coglie un sentimento inquietante di perdita."

FRANCIA

Galerie Vrais Rêves
6 Rue Dumenge 69004

Lyon


Jean-Baptiste Carhaix
" Les Soeurs de la Perpétuelle indulgence " et " Danses macabres "
dal 20 gennaio al 12 marzo

 

Jean-Baptiste Carhaix ha realizzato le immagini di questa serie partendo da personaggi da lui creati mettendo in scena situazioni barocche dove la gioia e la morte sono convocate in vista di una esplorazione fotografica. Questa esplorazione si svolge con una serie di immagini "pietose", come le definisce l'artista, realizzate in dieci anni attraverso un percorso mistico che analizza le ossessioni dell'uomo, prima tra tutte la morte.

 


 

 

Le grand sommeil - 1989 -
The Sisters of Perpetual Indulgence

FRANCIA

Le Triage
1, Rue Noël Pons, 92 000 Nanterre



Sur le Front
fino al 28 febbraio 2005


 

Questa mostra ci invita a ripensare al nostro rapporto con l'altro, a ridefinire i nostri spazi, a rimettere in questione i nostri punti di riferimento e "codici" sociali. Pitture, fotografie, disegni e installazioni di : Christophe Baudson, Marc Chevalier, Sandrine Fallet, Luc Léotoing, Florent Mattei, Mounir Fatmi, Audrey Nervi, Jean-Rémy Papleux, Eric Tabuchi, Cédric Teisseire e Richard Tronson.

 


 

 

 

FRANCIA

Bibliothèque-musée de l’Opéra
Palais Garnier, pl. de l’Opéra, Paris Ier




Parigi

Gérard Uféras en fantôme de l’Opéra
fino al 30 gennaio 2005

Gérard Uféras presenta il reportage che ha realizzato tra il 1988 e il 2001 sul mondo dell'Opera in Europa.

 


Théâtre du Bolchoï, Moscou, 2001
Gérard Uféras / agence Rapho

FRANCIA

Bibliothèque Nationale de France - Site Richelieu
58, rue de Richelieu




Parigi

Agence France-Presse - Photographies 1944-2004
fino al 12 febbraio 2005

 

L' Agence France Presse è una delle tre maggiori agenzie mondiali di informazione. Con uffici in 165 paesi, 2000 collaboratori stabili (di cui 1200 giornalisti e 250 fotografi) e altrettanti giornalisti freelance dislocati nei cinque continenti, AFP è un'agenzia fotogiornalistica che tratta ogni tipo di argomento.
Copre tutta l'attualità mondiale in tempo reale con fotografie, testi, infografica e video.
Organizzata per continenti, con cinque poli principali (Parigi, Hong-Kong, Montevideo, Washington e Nicosia) AFP pubblica 10.000 informative al giorno. I clienti di AFP dispongono di un servizio completo in sei lingue (francese, inglese, arabo, spagnolo, portoghese, tedesco).
Il servizio fotografico internazionale di AFP diffonde via satellite in tempo reale più di mille foto al giorno in tutto il mondo che vanno ad aggiungersi ai 7 milioni di immagini già presenti negli archivi AFP.
Oltre al ruolo importante svolto in Europa, AFP è leader dell'informazione in Asia. Essa è anche la prima agenzia del mondo arabo e del continente africano

Per saperne di più leggi l'Intervista in home page a Michel Scotto, deputy photo director dell' Agenzia France Presse


FRANCIA

La Maison Rouge - Fondation Antoine de Galbert
10 bd de la Bastille, 75012



Parigi

Central Station
fino al 23 gennaio 2005

In mostra fotografie appartenenti alla Harald Falckenberg Collection. Fotografie di Wolfgang Tillmans , Martin Parr , Anna Oppermann , Thomas Hirschhorn , Nam June Paik , Peter Welz , Jonathan Meese , ...

 

 


 

FRANCIA

Pavillon des Arts
101 rue de Rambateau
Parigi I°





Parigi

Vu d'Italie, 1841-1941. La photographie italienne dans les collections du musée Alinari
fino al 6 marzo 2005



Mostra allestita con una delle più vaste e prestigiose collezioni di fotografia italiana. Cento anni di
immagini, centomila tirature provenienti dall'archivio Alinari. L'esposizione, suddivisa cronologicamente e tematicamente, mescola fotografie inedite con le più belle icone, come l' "autoportrait hybride" di Wanda Wulz o immagini di Carlo Mollino, Vincenzo Balocchi, Wilhelm Von Gloeden, Filippo Belli, Antonio Trombetta, Felice Beato, Gioacchino Altobelli...


Wanda Wulz " Io + Gatto", 1932 Epreuve au gélatino-bromure d'argent © Museo di storia della fotographia Fratelli Alinari,
Florence-archives Wulz, Florence

FRANCIA

La Maison Européenne de la Photographie
82 rue François Miron
75 004



Parigi

L'utopie Photographique - Regard sur la collection de la Societé Française de la Photographie
fino al 6 febbraio 2005

Fondata nel 1854, la Societé Française de Photographie è la più antica società fotografica esistente e in occasione del suo centocinquantesimo anniversario la Maison Européenne de la Photographie, in collaborazione con il Ministère de la Culture e de la Communication, ne accoglie 140 immagini datate tra il 1839 e il 1939

 

Le troisième oeil - La photographie et l'occulte
fino al 6 febbraio 2005

 

Organizzata in collaborazione con il Metropolitan Museum di New York questa esposizione presenta straordinari documenti che illustrerebbero l'esistenza di fantasmi, spettri e altri fenomeni occulti.




FRANCIA

Fondation Cartier pour l’Art contemporain



Parigi

Hiroshi Sugimoto
fino al 27 febbraio 2005

Il fotografo giapponese Hiroshi Sugimoto ha scelto la Fondation Cartier pour l’Art Contemporain per presentare per la prima volta in Europa la sua nuova serie di fotografie realizzate in omaggio a Marcel Duchamp. Questa mostra inedita include una selezione di 18 fotografie in bianco e nero di grande formato con un allestimento creato dall'artista.


©Hiroshi Sugimoto
Chapel Notre Dame du Haut (Le Corbusier)

FRANCIA

Instituto de México à Paris,119 rue Vieille du Temple -
75003



Parigi

Régard et Mémoire. Les Archives Photographiques Casasola, Mexique 1900 - 1940
fino al 19 febbraio 2005

In occasione del venticinquesimo anniversario dell'Istituto de Mexico è stata allestita una mostra fotografica che ripercorre la storia messicana. Le foto sono tratte dall'archivio di Agustín Víctor Casasola. Agustín Víctor Casasola (1874-1938) cominciò a creare l'archivio nel 1890 quando era giornalista de "El Tiempo".

 

 


FRANCIA

Fnac Montparnasse
136 rue de Rennes, 75006





Parigi

L'Amérique furtivement :
Hommage à Henri Cartier-Bresson à la Fnac Montparnasse
fino al 29 gennaio 2005

Viene riproposta l’eccezionale mostra presentata per la prima volta in occasione dell’inaugurazione della Fnac Etoile nel 1991. Cinquantaquattro fotografie di Henri Cartier-Bresson che propongono un ritratto dell’America degli anni: un viaggio nel tempo attraverso le immagini del fondatore della presitgiosa agenzia Magnum.

 

 


© Magnum photos Washington, 1948

FRANCIA

Galerie Françoise Paviot 57 rue Sainte Anne 75002

Parigi


Anna et Bernhard Blume
Travaux d’Art abstrait
fdal 26 febbraio al 2 marzo 2005



Dopo una pausa durata dieci anni Anna e Bernhard Blume propongono una serie di fotografie di grande formato (126x84 ) divise in sequenza di 2 o 3 immagini realizzate con una macchina fotografica digitale.

 


A+B Blume Orthopädie 2004 © Anna et Bernhard Blume

FRANCIA

Le Plateau / FRAC Ile de France
Angle de la rue des alouettes et de la rue carducci 75019


Parigi

Ralentir vite
fino al 20 febbraio 2005

Jennifer Allora & Guillermo Calzadilla, Michel Blazy, David Claerbout, Sebastian Diaz Morales, Michel François, Dominique Gonzalez-Foerster, Felix Gonzalez-Torres, David Hammons, Anne-Marie Jugnet & Alain Clairet, Judit Kurtág, Santu Mofokeng e Bruce Nauman.

I quindici artisti, tutti provenienti da paesi diversi, con le loro opere vogliono ricordarci che lo spazio espositivo è prima di tutto un luogo di riflessione, scuotendo le nostre certezze ci viene proposta una singolare visione della nostra epoca. "Immersi in una società consumistica senza limiti, satura di immagini, nella quale i messaggi si susseguono con una rapidità sfrenata, ci è parso essenziale proporre al pubblico un tentativo di rallentamento del tempo dello sguardo".

 

 


© Sebastian Diaz Morales

FRANCIA


Galerie Agathe Gaillard
3, rue du Pont-Louis-Philippe, 75004



Parigi

Hervé Guibert
Les Garçons
fino al 28 gennaio 2005


Hervé Guibert ha cominciato a fotografare nel 1972 a 17 anni con una piccola Rollei 35 regalata da suo padre; allo stesso tempo scriveva, il suo secondo romanzo pubblicato, era un roman-photo "Suzanne et Louise". Hervé Guibert mescolava testi e fotografie per raccontare le sue relazioni amorose con le due donne. Nel 1977, dopo essere stato critico cinematografico per diverse riviste, entra nella redazione del quotidiano francese "Le Monde" dove gli viene affidata la critica fotografica. E' l'inizio dell'espasione della fotografia che si sviluppa proprio in quegli anni e viene quindi scoperta contemporaneamente dagli artisti, dai critici e dal pubblico. Ma la critica fotografica e cinematografica non sono per Hervé Guibert che un primo stadio della sua vita professionale, poichè la sua attività si sposta nelle gallerie e nel cinema; Hervé Guibert comincia infatti a realizzare film e fotografie. Le sue fotografie ricordano Kertesz, sono immagini eleganti, fresche, illuminanti...

 

 

 

 


© Hervé Guibert - Gorka 1981

FRANCIA


Galerie Almine Rech
127, rue du Chevaleret, 75013




Parigi

Wind in the House, Wind in the Trees‹
Stephen Vitiello
fino al 26 febbraio 2005

Mostra personale della giovane artista newyorkese che ha cominciato la sua carriera artistica negli anni Settanta a fianco dell'artista multimediale Tony Oursler. Dal 1990 le sue opere hanno come centro il suono, non tanto il suono musicale ma il suono prodotto dallo spazio fisico. L'installazione fotografica "World Trade Center Recordings: Winds After Hurricane Floyd" è stata realizzata in vari mesi di lavoro durane i quali l'artista ha "registrato" fotograficamente i suoni all'interno a all'esterno dei grattacieli. L'installazione e la serie fotografica prodotta sono stati recentemente acquistati dal Whitney Museum (NYC)

 

 

 

 

© Stephen Vitiello

FRANCIA

A Confluences
190, bd de Charonne, 75020 Paris



Parigi

Barbarie: Regards et Gestes d'artistes
fino al 27 febbraio 2005

Il caos e la violenza del mondo contemporaneo toccano ognuno di noi e gli artisti non ne sono esenti. Al contrario alcuni di loro dedicano la propria attività alla realizzazione di opere che interpretano, analizzano gli avvenimenti storici e di attualità per proprprre agli spettatori una loro lettura del mondo.

Le équipes artistiche e tecniche di Confluences (Paris XXème) e del Collectif 12 (Mantes la Jolie) si sono associate con il Bouquin Affamé e l’Atelier du Plateau per presentare un evento pluridisciplinare : 'Barbarie: Regards et Gestes d'Artistes'.

"Barbarie: Regards sur la barbarie" si articola intorno a due spettacoli teatrali : uno tratta "la vita nei goulag " e l'altro è il monologo di un bambino soldato in Liberia. Attorno a questi due spettacoli si elaborano diversi progetti tra cui una installazione "De l'eau passera sous les ponts" proposta dal videoartista "Laurent Vergnaud" una pièce teatrale messa in scena da Eric Garmirian : « Coupures de presse » e una installazione fotografica di Rémi Vinet et Philippe Chateau.

 


 

FRANCIA


Galerie Kamel Mennour
60 & 72, rue Mazarine, 75006



Parigi

American Surfaces
Stephen Shore
fino al 13 febbraio 2005

Shore è conosciuto come uno dei pionieri della fotografia a colori. Ha scattato la sua prima fotografia quando era ancora un bambino e tre di queste fotografie sono state acquistate dal Museum of Modern Art di New York quando lui aveva solo 14 anni. Quando era ancora un teenager frequentava la Silver Factory di Andy Warhol fotografando l'artista e l'ambiente. Durante il 1970 affrontò un viaggio attraverso gli Stati Uniti documentando gli angoli delle strade, le stazioni di servizio, i motel; queste fotografie compongono la serie "American Surfaces (1999)". Stephen Shore Inizialmente utilizzò una macchina di piccolo formato e successivamente una macchina di grande formato con il cavalletto.

 

 

 


 

© Stephen Shore
"Marland Street Hobbs, New Mexico", 1975/80
Colour print, 25.8 x 38.1 cm

FRANCIA


Jeu de Paume, site Concorde
1 Place de la Concorde, 75008




Parigi

Rineke Dijkstra
fino al 20 febbraio 2005



Artista olandese nata nel 1959, Rineke Dijkstra è principalmente conosciuta per le sue serie di ritratti a colori di grande formato, il Jeu de Paume presenta un insieme di circa 75 fotografie realizzate tra il 1992 e il 2003.


 


© Rineke Dijkstra

FRANCIA


Praz-Delavallade
28, rue Louise Weiss, 75013





Parigi

Marnie Weber
Fino al 26 febbraio 2005




L'accento è messo sul collage fotografico con dei lavori di Marnie Weber e i clichés di Roderick Buchanan.
Marnie Weber vive e lavora a Los Angeles, il suo universo di foto-collage è un mondo di "seta" costituito da favole e apparizioni strane, di pelochue, bambole o figure di animali fantastici che trasformano il paesaggio americano in un universo infantile e surrealista. Roderick Buchanan propone una nuova serie di fotografie di paesaggi considerata una riflessione sulla nostra società urbana nel suo rapporto con la natura.

 


 


© Marnie Weber

FRANCIA

Le Chateau d'eau . Galerie municipale
1, place Laganne, 31300

Toulouse


Jean Dieuzaide
fino al 16 gennaio 2005



Le Château d’Eau presenta una vasta selezione di immagini inedite dell’attività e della vita Jean Dieuziade, fondatore dalla galleria che nel 1974 era una delle prime gallerie fotografiche di Francia. Tra i grandi artisti che Jean Dieuziade accolse nel suo spazio ricordiamo Jean Dieuzaide: R. Doisneau, H. Cartier-Bresson, JL.Sieff, E. Boubat, J. Lartigue, E. Weston, J.O. Etchagüe, Brassaï...

 

 


GERMANIA

Gruner+Jahr Galerie 11
Am Baumwall 11
20459

Amburgo


Lin Lambert
Il mastro della foresta
Fino all’1 marzo 2005

Lin Lambert ha creato, attraverso conoscenze fotografiche e tipografiche, una serie di immagini di grande formato di paesaggi forestali, resi mistici o giocosi dalla scelta dei colori di base


Foto aus der Ausstellung "Waldmeister" © Lin Lambert

GERMANIA

Galerie der Stadt Backnang
Stiftshof 2
71522

Backnang

xcultural codes
fino al 23 gennaio 2005

L'artista Susana Hefuna vive tra il Cairo e la Germania, espone una serie di fotografie, disegni e oggetti che rappresentano la sua personale esperienza di incontro di culture. Le fotografie raccontano in particolare da un lato le contrapposizioni, dall'altro le stupefacenti somiglianze tra questi due codici culturali.


© Susan Hefuna

GERMANIA


Martin-Gropius-Bau
Niederkirchnerstr. 7
10963


Berlino


Prego sorridere, si scatta!
arte fotografica dai 10 nuovi paesi europeri
fino al 14 febbraio 2005

 


Nell'ambito della rassegna intitolata "anno culturale dei dieci" vengono presentate le opere di artisti provenienti dai 10 paesi che di recente sono entrati a far parte dell'Unione Europea. La fotografia dei nostri vicini dell'est si basa su una lunga tradizione di concetti estetici, difficili da far collimare con i parametri occidentali. Negli stati dell'ex blocco sovietico la fotografia serviva ufficialmente a documentare le conquiste del socialismo, meno ufficialmente come mezzo per la creazione di realtà private e fittizie. Gli artisti: Agostino Baldacchino (Malta), Imre Benkö (Ungheria), Frantisek Dostál (Repubblica Ceca), Andrej Grants (Lettonia), Martin Kollár (Repubblica di Slovacchia), Borut Peterlin (Slovenia), Maciej Skawinski (Polonia), Rimaldas Viksraitis (Lituania), Mart Viljus (Lettonia), Ioannis Yerou (Cipro).

 


Bitte lächeln, Aufnahme!
© Frantisek Dostal

GERMANIA


Martin-Gropius-Bau
Niederkirchnerstr. 7
10963


Berlino


Robert Capa - retrospettiva
fino al 18 aprile 2005

 



F ondatore della Agenzia Magnum insieme a David Seymour e Henri Cartier-Bresson, Robert Capa, grazie alla sua sensibilità ed al suo coraggio nel rappresentare gli orrori della guerra e la disperazione della popolazione civile, già nel '38 veniva acclamato dalla stampa internazionale come miglior reporter di guerra. Ha documentato la guerra civile spagnola ('36-'39), l'opposizione cinese all'occupazione giapponese ('38), la seconda guerra mondiale in Europa ('41-'45), lo sbarco degli alleati in Normandia, il primo conflitto arabo-israeliano ('48), e la guerra in Indocina ('54), dove, solo quarantenne, fu colpito a morte da una mina. I reportage di guerra, sicuramente un parte essenziale della sua opera, che in qualche modo ha sicuramente influenzato la coscienza collettiva, hanno oscurato altri aspetti della sua opera. Oltre 300 fotografie, più o meno note, ripercorrono, a cinquant'anni dalla sua morte, la brillante carriera di Capa.

 

 


Norimberga,
aprile 1945
© 2001 Cornell Capa / Magnum Photos

GERMANIA


Martin-Gropius-Bau
Niederkirchnerstr. 7
10963


Berlino


Stanley Kubrick
fino all'11 aprile 2005

 

Il Deutsches Filmmuseum di Francoforte presenta una esposizione dedicata all’opera del regista americano Stanley Kubrick, capace di affacinare e al contempo alienare il suo pubblico come pochi altri artisti. L’autore di capolavori della cinematografia come 2001: Odissea nello spazio, Shining, Full Metal Jacket, Dr.Stranamore e Arancia Meccanica viene raccontato attraverso foto, lettere, costumi di scena, sceneggiature e documenti vari, raccolti dalla vedova Christiane e dal suo fedele collaboratore Jan Harlan.


Stanley Kubrick nella navicella spaziale »Discovery« 2001: A SPACE ODYSSEY GB/USA 1965-68
© Stanley Kubrick Estate

GERMANIA


Linden-Museum Stuttgart
Hegelplatz 1
70174


Stuttgart





Con altri occhi
Hugo A. Bernatzik
dal 24 febbraio al 19 marzo 2005

L'opera fotografica dell etologo austriaco Hugo A. Bernatzik (1897-1953) ha accompagnato le sue pubblicazioni scientifiche.
Le 89 immagini selezionate per questa esposizione sono state scattate durante un viaggio, avvenuto ormai settanta anni fa, in Nuova Guinea. Le immagini sono un connubio tra esperienza fotografica e documentaione etologica.


© Hugo Adolf Bernatzik
donna nomade

 

GERMANIA


Jüdisches Museum Berlin
Lindenstraße 9-14, 10969


Berlino


Stil(l)halten
Immagini famigliari nella borghesia ebraica berlinese
fino al 10 febbraio 2005

 

Sei famiglie di tre epoche diverse – Biedermeier, dopoguerra e modernità - si sono lasciate ritrarre in momenti rappresentativi della loro vita, per raccontare, attraverso la fotografia, i valori, il gioco di ruoli e le identità di questi nuclei, sia come ebrei, sia come cittadini berlinesi. Le immagini ed il messaggio sono valorizzati dagli “allestimenti” del regista Fred Berndt. Il fotografo Udo Hesse aggiunge a queste rappresentazioni di immagini di famiglie della borghesia ebraica della Berlino attuale.


© Guillaume Herbaut
extrait de la série Shkodra, sur la Vendetta en Albanie
2003-2004

 

GERMANIA


NBK Neuer Berliner Kunstverein
Chausseestr. 128/129, 10115


Berlino

Fotografia contemporanea in Canada
fino al 27 febbraio 2005

 

Nicolas Baier, Lynne Cohen, Stan Douglas, Isabelle Hayeur, Vid Ingelevics, Scott McFarland, Emmanuelle Léonard, Mark Lewis, Louise Noguchi, Alain Paiement, Carlos und Jason Sanchez e Michael Snow, fotografi canadesi, sono stati selezionati dalla curatrice di questa mostra, Marie-Josée Jean del Centro di Fotografia VOX di Montreal, come rappresentanti della fotografia contemporanea canadese.


 

GERMANIA


Cafè Aroma
Hochkirchstrasse 8, 10829


Berlino

Franca Sferlazza:
"Io, Franca"
fino al 31 gennaio 2005

 

Il punto chiave dell´attività artistica di Franca Sferlazza consiste nella ricerca di identità tra le culture, in particolare tra quella tedesca e quella italiana, e nella conoscenza del ”sé” in tutte le sue manifestazioni espressive. Attraverso Polaroid la fotografa descrive una metamorfosi che ha luogo nell´intervallo di spazio tra queste due culture, dove nuovi concetti si profilano prendendo il posto dei vecchi. Le immagini sono state scattate tra il 2000 e il 2004, in Germania e in Italia. Esse testimoniano tanto lo smembramento del proprio io quanto la scoperta di nuovi moduli di vita, ritraendone i processi in frammenti congelati di realtà.
Franca Sferlazza è nata nel 1968 a Haan, vicino a Düsseldorf e ha trascorso la sua infanzia e giovinezza a fasi alterne in Germania e in Italia. Nel 1990 si è trasferita a Berlino laureandosi in pedagogia dell´arte alla Universität der Künste Berlin. Oggi è attiva come insegnante di educazione artistica alla Scuola Europea italo-tedesca di Berlino.


© Franca Sferlazza

GERMANIA

Deutsche Historisches Museum
Unter den Linden 2
10117

Berlino

Per le strade di Berlino
Il fotografo Billy Römer
1887 - 1979
fino al 27 febbraio 2005

 

Willy Römer, pur essendo finora sconosciuto come fotografo, ha lasciato un’impressionante archivio di oltre 70.000 immagini e 50.000 negativi. Alcune sue foto, soprattutto quelle degli anni della rivoluzione ’18 e ’19, sono presenti in molti libri di storia, ma l’autore si è nascosto dietro al nome della sua agenzia fotografica , “Photothek”, chiusa dal regime nazista perché attività ebraica nel ’35. La produzione di Römer e della Photothek percorre l’intero periodo della repubblica di Weimar, dalla rivoluzione di novembre del 1918 fino all’incendio del Reichstag nel ’33, con oltre 7000 ritratti di che rappresentano la prima repubblica tedesca, Römer ha proseguito la sua opera fotografica fino agli anni del dopoguerra, concludendola con le immagini dei paesaggi delle macerie di Berlino.
In questa mostra le il racconto fotografico di Römer sulla sua Germania è suddiviso in diciassette capitoli:
1. Lavoro e artigianato
2. Dietro al fronte 1916
3. La rivoluzione 1918/19
4. La vita in strada ed il traffico
5. La repubblica di Weimar 1918 - 1933
6. LA fine della democrazia 1932/33
7. Inflazione e povertà 1918 – 1923
8. Musica di cortile e ambulanti
9. Bambini per la strada
10. Vita da negozio
11. LA vecchia Berlino
12. La moderna Meteropoli
13. I tempi nuovi
14. Fuori nel vrede
15. Berlino in macerie
16. Personaggi
17. In viaggio in Europa


„Der Gänsehirt ist da!“
Artist mit hölzernen Gänsen und
Drehorgelspieler im Hinterhof.
Berlin, 1930 © ABZ

GERMANIA

Kunstforum der Berliner Volksbank
Budapester Str. 35
10787

Berlino


Eva Kemlein
Ein Leben mit der Kamera
dal 21 gennaio al 3 aprile 2005

Attraverso circa quattrocento immagini questa mostra onora la carriera della fotografa Eva Kemleins (1909-2004). Fotoreporter dal ‘45 in poi l’artista si concentra sulla scena teatrale, creando foto in bianco e nero in cui riesce a comprimere l’umore delle rappresentazioni e le espressioni dei maggiori protagonisti.


Eva Kemlein fotografiert um 1935
(Fotograf unbekannt)

GERMANIA

Museum für Photographie
Helmstedter Str. 1
38102
Braunschweig


Berlino


Hans Steffens
Braunschweig in immagini - Fotografia giornalistica e documetaristica dal ’46 all’80
fino al 13 febbraio

Originario della regione tedesca del Braunschweig, Steffens, fotografo autodidatta dal’ 46, che ha lavorato come fotoreporter per giornali e enti pubblici locali, ha creato una vastissima opera documentaristica sulla sua terra d’origine, composta da oltre 60.000 immagini, in forma di negativi, negativi a vetro e stampe vintage.


© Museum für Photographie,
Braunschweig 2004

GERMANIA

NRW-FORUM
Kultur und Wirtschaft
Ehrenhof 2
40479

Düsseldorf

Der Traum vom Turm (Il sogno della torre)
Grattacieli: mito – arte dell’ingegneria – cultura della costruzione
fino al 30 gennaio 2005

 

Il mito del grattacielo non è un fenomeno recente, ma segna trasversalmente diverse culture da molto tempo: dalle piramidi degli antichi egizi agli eleganti minareti del mondo islamico sino alle medievali torri Europee. Questa esposizione raccoglie una selezione di edifici di tutte le epoche che illustrano l’utilizzo di grattacieli come rappresentazione di potenza, spiritualità, forza economica e sviluppo tecnico


Düsseldorf (August-Thyssen-Straße),
Deutschland, 1955-60
©NRW-FORUM Kultur und Wirtschaft

GERMANIA

Sprengel Museum Hannover
Kurt-Schwitters-Platz
30169

Hannover

Helga Paris
fino al 13 febbraio 2005

 

Helga Paris, fotografa tedesca tra le più note del dopoguerra, ha sviluppato come autodidatta un’ampia opera fotografica molto vicina alla sua personale esistenza ed al contempo carica di forza comunicativa per quel che riguarda la vita quotidiana della ex Germania dell’est.
Questa mostra si concentra sulle sue prime opere, quasi tutte ambientate nei dintorni di Berlino, come le serie “Pub di Berlino” (1974), "Siebenbürgen" (1980), "Giovani Berlinesi" (1981-82), "Georgien" (1982) e il lavoro "Autoritratti" (1981-1989).


Helga Paris, Ahrenshop 1984, 18 x 24 cm, Silbergelatine Baryt © Helga Parisi

GERMANIA

Sprengel Museum Hannover
Kurt-Schwitters-Platz
30169

Hannover



Fantasmi
Dennis Del Favero
Dal 19 gennaio al 29 maggio 2005


L’artista australiano Dennis Del Favero (1953) presenta otto lavori che analizzano il rapporto tra violenza e memoria, in cui si interroga su guerra, distruzione, dolore, sessualità, desiderio, sulla funzione del racconto e sui mezzi che questa società usa per comunicare.
Attraverso una videoinstallazione, l’artista rappresenta la crisi di comunicazione che attraversa il nostro tempo


 

 


 



GERMANIA


Hamburger Kunsthalle
Glockengießerwall 20095


Hamburg


attualmente: auto rappresentazione
fino al 27 febbraio 2005

 

La questione dell’identità della persona è parte del pensiero dell'uomo , e nell’arte questa domanda ha trovato una equivalenza espressiva nell’autoritratto. Questa esposizione riflette modi propri in cui l’artista si è messo in scena attraverso l’autoritratto dagli anni ’60 ad oggi. L’arte del XX secolo, crsciutra insieme alla psicanalisi freudiana,è intrisa dei concetti di rappresentazione e scissione dell ”io”. Da Warhol a Jeff Coons a Cindy Sherman, l’esposizione diventa una scena teatrale, in cui gli artisti si rappresentano e reinterpretano come attori.


 

GERMANIA

Badisches Landesmuseum
Karlsruher Schloss
76131


Karlsruhe




Georg Gerster
Volo nel passato
dal 12 marzo al 3 luglio 2005

 

Il fotografo svizzero Georg Gerster già dagli anni '60 documenta dall'alto le splendide eredità che le culture di tutto il mondo hanno lasciato in giro per il pianeta. Un viaggio aereo e temporale dalla muraglia Cinese all Hadrianswall, dalle piramidi del Messico fino al Pont du Gard del sud della Francia, dall'antica Gerico alla torre di Babele. L'esposizione è composta da immagini di 250 siti archeologici di 51 paesi e suddivisa in dodici aree tematiche, tra cui "Insediamenti", "Palazzo", "Tombe", “edifici sacri,” e “campi di battaglia”.


© Gerster Borobodur auf Java, Indonesien, 1989

GERMANIA

Sprengel Museum Hannover
Kurt-Schwitters-Platz
30169

Hannover



If not now, when?
Martha Rosler
Dal 30 gennaio al 16 maggio 2005

Con l’assegnazione del Premio Internazionale di Fotografia “Spectrum” a Martha Mosler, lo Sprengel Museum di Hannover organizza una retrospetiva sulla carriera della fotografa, iniziata negli anni ’60. La Mosler lavora con diversi media artistici: fotografia, video, testi, installazioni e performance, attraverso cui rappresenta una quotidianità ritualizzata. La sua opera è caratterizzata da un umorismo amaro e beffardo.

 

 



Cleaning the Drapes, aus: • Bringing the War Home: House Beautiful • 1967-72, Collage, 26 x 35,6 cm • © Martha Rosle


GERMANIA

vhs photogalerie
Rotebühlplatz 28
70173

Stuttgart







La Habana - visión interior
Juan Manuel Díaz Burgos
dal 14 gennaio al 23 marzo 2005

 

I fotografi amano Cuba, ne amano gli abitanti, che quotidianamante recitano la loro cubanità, e le colorate immagini di quotidianità. Il fotografo spagnolo Díaz Burgos ha spinto il suo obiettivo oltre la facciata , investigando la vita intima dell’isola ed ritraendone cortili interni, scale, salotti, cucine. Dal ’97 al 2000 l’artista ha girato Cuba alla ricerca della sua anima nascosta, creando fotografie che sono al contempo poesie e complesse composizioni e raccontano scene di vitale autenticità attraverso giochi di contrasti tra luce ed ombra.


 

 




Juan Manuel Díaz Burgos - La Habana - visión interior (3)

INGHILTERRA


Horniman Museum
100 London Road, Forest Hill
SE23 3PQ



Londra

Spirit of Sufi Music: Troubadours of Allah
Horst A. Friedrichs
fino al 27 febbraio 2005

Quaranta spettacolari fotografie a colori esplorano le tradizioni del Sufismo, praticato da oltre cinquanta milioni di persone dal Marocco alla Malesia, tra cui immagini di musicisti e dei loro strumenti all’interno di templi Sufi, che mostrano questo affascinante mondo della musica spirituale.
Le fotografie sono state scattate dal tedesco Horst A. Friedrichs nella Indus Valley, Sindh, la provincia più a sud del Pakistan. Nato nel ’66 a Francoforte, Friedrichs ha viaggiato attraverso il Pakistan, il Sudafrica, la Namibia ed il Venezuela.

 


© Horst A. Friedrichs

INGHILTERRA

V&A South Kensington
Cromwell Road
London SW7 2RL



Londra

Diane Arbus
Revelations
fino al 15 gennaio
2006

Diane Arbus, una delle più importanti artiste del XX secolo, ha ridefinito, attraverso le sue immagini, universali e sorprendenti, hanno ridefinito le problematiche e la sfera della fotografia. Nata nel ’23 a New Yoprk, la Arbus si è avvicinata alla fotografia grazie al marito, è stata apprendista presso Lisette Model negli anni ’50, ha insegnato fotografia in varie scuole degli Stati Uniti ed è stata più volte premiata dal Guggenheim di New York per le sue opere. Questa mostra presenta l’intera opera della Arbus attraverso oltre duecento immagini.

 


Woman with a veil on Fifth Avenue, N.Y.C. 1968 Copyright ©1972 The Estate of Diane Arbus LLC

INGHILTERRA

Tate Modern
Bankside
London SE1 9TG


Londra

Robert Frank
Storylines
fino al 23 gennaio 2005


 

Robert Frank, uno dei più importanti fotografi al mondo, ha sfidato per oltre cinquant’anni le regole non scritte della fotografia e della cinematografia. Nel 1996 è stato premiato con l’Hasselblad Award per il suo contributo allo sviluppo della fotografia del dopoguerra.
A partire dal ’49 Robert Frank ha attraversato il Sud America e l’Europa, realizzando fotografie che rivelano la sua ricerca di libertà artistica. Da questi viaggi sono nate le serie fotografiche “Peru” (’49), un ritratto della regione sudamericana; “Londra” (’51-’52), in cui Frank ci offre uno sguardo affascinante su un’era passata della storia della capitale inglese; e Wales(’53), serie che racconta la faticosa vita di un minatore e della sua famiglia.
Nel ’54 Frank si cimentò in un viaggio attraverso gli Stati Uniti, da cui naqcuero lo storico libro The Americans, che cambiò radicalmente il linguaggio della narrativa fotografica; la serie Chicago (‘56), che ritrae la città nelle giornate frenetiche delle elezioni del congresso, e Detroit (‘55) che racconta la quotidianità dei dipendenti di una delle più famose catene di montaggio della Ford.
La Tate Modern Gallery espone una retrospettiva di centocinquanta fotografie e tre film dell’artista svizzero, offrendo un’opportunità irripetibile di esplorare l’opera di uno dei più grandi autori del mondo della fotografia.

 

 


Charleston, South Carolina
From The Americans, © Robert Frank

INGHILTERRA

Tate Modern
Bankside
London SE1 9TG


Londra

Storie dalla Russia
Melanie Manchot
Storylines
fino al 27 febbraio 2005


 

La Photographers’ Gallery mostra la nuova opera di Melanie Manchot, creata negli ultimo diciotto mesi a Mosca. La parte fotografica della mostra, costituita da una serie di immagini a colori , è intitolata "Groups and Locations", inoltre la Manchot ha creato un video dal titolo "Hotel Moscow". L'artista cerca e vuole esplorare le tracce, lasciate dalla storia russa, nella memoria delle persone e dei luoghi della capitale Russa.

 

Storie dalla russa

Collezione David King

fino al 27 febbraio 2005

 

Per celebrare la pubblicazione in Russia del libro di David King The Commissar Vanishes, sulla falsificazione di fotografia ed arte nella Russia di Stalin, la Photographer's Gallery espone una installazione di impressionanti immagini ritrovate di recente dall'autore in Russia. King racconta come coloro che eseguivano i ritocchi passassero ore a lavorare sulle immagini per nascondere la realtà, soprattutto dell volto butterato di Stalin. Nel '30, durante le "grandi purghe", venivano completamente cancellati dalle foto di tutta la Russia, gli oppositori politici di Stalin.



© Melanie Manchot

 

Yan Rudzutak

 

 

 

INGHILTERRA

Gloucester Road Underground Station 4

Londra

To me
Paola Pivi
fino al 7 febbraio 2005


Paola Pivi, artista milanese che attualmente vive e lavora a Londra, espone meravigliose immagini di grande formato in cui sono immortalate zebre all'interno di paesaggi di montagna e neve.


 

 


© 2005 Paola Pivi

INGHILTERRA

Impressions Gallery
29 Castlegate
YO1 9RN
York



Ffacing East: Contemporary Landscape Photography from Baltic Areas
fino al 22 gennaio 2005

 

Petter Magnússon, John S. Webb, Remigijus Treigys, Juha Suonpää, Gatis Rozenfelds, Jari Silomäki, Riitta Päiväläinen, Joakim Eskildsen, Ane Hjort Guttu, Ritva Kovalainen, Sanni Seppo, Herkki-Erich Merila, Marja Pirilä, Mara Brasmane, Margareta Klingberg, Olav Torgnesskar

Deturpando l’est: fotografia paesaggistica contemporanea da aree baltiche.
I cambiamenti sociali hanno i loro effetti anche sul paesaggio, in Finlandia: ad esempio il taglio della legna sta distruggendo la foresta, in Lettonia i giardini sono diventati spazi ricreativi. La fotografia paesaggistica contemporanea estende la nostra visione della relazione con l’ambiente, sfidando l’estetica ed i soggetti tradizionali. Questa esposizione mostra le le differenze tra storia culturale, temi sociali e approcci estetici che caratterizzano le regioni baltiche.


Juha Suonpaa

POLONIA


Victoria Miro Gallery
16 Wharf Road
N1 7RW


Londra

Photography 2005
fino al 12 febbraio 2005

Sei giovani artisti della fotografia, tra cui virtuosi della fotogtrafia digitale che lavorano ai confini del medium per incrementarne la concettualità e amanti delle forze originarie delle fotografia nel catturare il fremito d’un momento significativo, presentano le loro opere. Gli artisti, Florian Maier-Aichen's (1973) Idris Khan (1978) Brandon Lattu (1970) Stephen Gill (1971) Dan Holdsworth (1974) Bettina von Zwehl's (1971), rappresentano la versatilità della fotografia, la sua costante importanza come forma d’arte e documentaristica, capace di raccontare la realtà e di affrontare i temi del tempo e dello spazio.


 

IRLANDA

Gallery of Photography
Meeting House Square
Temple Bar


Dublino


iWITNESS
Tom Stoddart
fino al 30 gennaio 2005


 

iWITNESS è un’imortante mostra del fotoreporter di fama mondiale Tom Stoddart. Attraverso oltre settanta immagini in bianco e nero, questa mostra è una testimonianza di alcuni dei più gravi disastri umanitari che il mondo ha vissuto negli ultimi quindici anni. Tra le foto alcune immagini delle tragiche conseguenze della carestia nelle regioni meridionali del Sudan, l’assedio di Sarajevo, la situazione dei rifugiati del Rwanda, la “pulizia etnica” in Kosovo, le alluvioni in Mozambico e il devastante terremoto in India del 2001, New York dopo l’undici settembre, il conflitto in Iraq, a cui Stoddard partecipò stando con i Royal Marines, ed immagini della catastrofe dell'AIDS che sta devastando ' Africa subsahariana.
Le fotografie sono un tributo alla dignità ed al coraggio di persone comuni, che si ritrovano in situazioni terribili senza averne colpa.

 

A Dinka mother and her children at Ajiep, Sudan
from iWITNESS, © Tom Stoddart

ISLANDA


Reykjavík Museum of Photography
Tryggvagata 15
101

Reykjavik



Prima e dopo
fino al 6 febbraio 2005

Prima e dopo è il titolo di una esposizione che fa riferimento al look, alle modelle, o all’immagine di una persona che è in posa davanti ad una macchina fotografica. Sin dagli albori della fotografia uno degli scopi del medium, della ritrattistica tradizionale, è stato mostrare l’uomo nella sua più splendente bellezza. Le immagini doppie raffigurano lo stesso ritratto di persone prima e dopo i ritocchi digitali.

Madonnas ('99-'01)

ISLANDA


Reykjavik Art Museum
Kjarvalsstadir
Flokagata, 105

Reykjavik



Influences
Brian Griffin

fino al 27 febbraio 2005

In questa personale viene presentata la carriera trentennale del fotografo di Birmingham Brian Griffin. La disposizione delle opere non è in ordine cronologico, ma secondo le influenze che hanno formato la visione artistica di Griffin. Espressionismo, Surrealismo, i dipinti di Casper David Friedrich, la guerra fredda, i romanzi di Kafka, e l’Islanda, terra della compagna dell’artista.

Madonnas ('99-'01)

OLANDA

Hague Museum of Photography
Stadhouderslaan 43, 2517 HV

Den Haag



Twins
Mary Ellen Mark
fino al 20 febbraio 2005

 

Mary Ellen Mark è considerata una delle poche artiste in grado di lavorare in perfetto equilibrio tra arte, documentazione sociale e fotogiornalismo. Il progetto Twins è il risultato di quattro anni di visite al "Twins days festival" dell'Ohio.


© Mary Ellen Mark
Don and Dave Wolf
2002
Unique Polaroid
20 x 24 inches

OLANDA

foam - Fotografiemuseum Amsterdam
Keizersgracht 609
1017 DS


Amsterdam

 

Document the Netherlands: Justin Jin
fino al 6 febbraio 2005

 

In collaborazione con il giornale NRC Handelsblaad, il Rijksmuseum organizza la settima edizione di Document the Netherlands, esibizione associata ad un premio fotografico. L'evento di quest'anno si concentra sulla vita dei giovani nel mondo scolastico. Il fotografo Justin Jin ha seguito per alcuni mesi tre studenti di tre scuole diverse: in classe coi compagni, dopo la scuola a casa con la famiglia, al lavoro e nel tempo libero con gli amici. Il risultato sono tre ritratti, affascinanti e interessanti, composti da cinquanta foto, che ci aiutano a riflettere su quegli sconosciuti che gli adolescenti sono per gli adulti .

 

fino al 27 febbraio
Ellen Mandemaker


Una selezione di still-lives di Ellen Mandemaker, che a fianco di immagini minimaliste di fiori, fotografa situazioni bizzarre ricreate con animali giocattolo e bambole di gesso.



 

 



© Ellen Mandemaker

OLANDA

foam - Fotografiemuseum Amsterdam
Keizersgracht 609
1017 DS

Amsterdam

Gabriel Bauret e Erik Kessels
Fino al 20 marzo 2005


Per questa mostra due curatori, uno francese, Gabriel Bauret, l’altro olandese, hanno selezionato le migliori produzioni delle giovani avanguardie fotografiche dei reciproci paesi d’oroigine.Il risultato è un interessante confronto culturale tra i due paesi.

 

Garry Winogrand and american street photographers
fino al 30 marzo

Il Foam propone una retrospettiva unica di uno dei maggiori movimenti della fotografia del dopoguerra: la “Street Photography” americana degli anni ’60 e ’70. Winogrand è stato sicuramente il più importante rappresentante di questo movimento, oltre che uno dei migliori fotografi del XX secolo. Avverso a tradizioni e convenzioni, lui e la sua generazione hanno portato una nuova forma di ordine visivo nel caos della vita di strata della città di New York. Oltre alle immagini di Winogrand sono esposte opere di altri quattro esponenti della “street photography”: Mitch Epstein, Lee Friedlander, Joel Meyerowitz e Henry Wessel




© Garry Winogrand

OLANDA

Huis marseille foundation
Keizersgracht 401
1016 EK

Amsterdam

Il patrimonio di un impero (“Il mio condannato paese”)
La Russia fotografata da Oleg Klimov
1989-2004
fino al 27 febbraio 2005


La crescita personale di Klimov come fotografo ha coinciso con la Perestroica e la Glasnost della fine degli anni ’80, con il crollo dell’Unione Sovietica e con le conseguenti riforme. L’artista ha fotografato i suoi connazionali, cercandoli in tutti gli angoli del paese: i giovani di Mosca, i pellegrinaggi, la vita lungo il Volga.
Klimov ha un concetto molto chiaro del significato della fotografia nella sua vita : la macchina fotografica è innanzitutto uno strumento per la ricerca della propria realtà.


Oleg Klimov Dynamo against Celtic, during the war in Georgia
1996

 

OLANDA

Wereldmuseum Rotterdam
Willemskade 25, 3016 DM


Rotterdam

National Geographic "People in their world"
fino al 25 gennaio 2005

 

Questa mostra è un viaggio di scoperta attraverso varie culture e tradizioni del mondo e offre un vasto panorama di varietà etniche. Attraverso più di sessanta fotografie, tratte dall’omonimo libro, questa esposizione racconta, tra gli altri, gli Aborigeni d’Australia, i Sami scandinavi, gli Zapotec del Messico e i Dogon di Mali. La National Geographic Society è la più grande organizzazione scientifica ed educativa no profit di tutto il mondo, la cui missione è “incrementare e diffondere la conoscenza geografica” .


© Eric Valli

POLONIA
Gallery of Contemporary Art BUNKIER SZTUKI
Plac Szczepañski 3a
31-011
Krakóvia

Enrique Metinides
Glorious accident
fino al 13 marzo 2005

 

Enrique Metinides è un fotografo messicano che ha documentato molti terrribili eventi intorno a Mexico City tra il ’48 e il ’79. L’artista pone al centro della sua opera incidenti e violenza umana, incendi, alluvioni, incidenti d'auto , treni o aerei, omicidi e suicidi, creando immagini che sembrano frammenti di film, irreali e drammaticamente reali. Metinides inquadra anche i soccorritori e chi i invece accorre solo per osservare l’evoluzione del dramma, finendo per diventare parte della scena.


 

POLONIA


Gallery of Contemporary Art BUNKIER SZTUKI
Plac Szczepañski 3a
31-011


Krakóvia

Happy Birthday.
Katarzyna Górna 1994-2004
fino al 23 gennaio 2005

Katarzyna Gorna, artista polacca nata nel ’68, espone nove opere (fotografie di grande formato ) e presenta un video concepito come accompagnamento alla mostra. Le immagini affrontano il tema dell’identità sessuale affrontando il tema della femminilità e dei relativi stereotipi sociali ed iconografici.

Madonnas ('99-'01)

PORTOGALLO

Museu do Chiado - National Museum of Contemporary Art
Rua Serpa Pinto, 4
1200-444

Lisbona

 

James Coleman

Parte 1: Opere di James Coleman
fino al 20 febbraio 2005

Partet 2: Premiere di un nuovo lavoro
fino al 20 febbraio 2005


Il museo d’arte contemporanea di Lisbona presenta una doppia esposizione dell’opera di uno dei più importanti artisti contemporanei, il fotografo irlandese James Coleman, rappresentato dagli anni ’70 in poi in musei e gallerie di tutto il mondo.
Coleman emerge alla fine degli anni ’60 in un periodo di profondi cambiamenti e di spiccato interesse per una nuova definizione del’oggetto artistico.
La prima parte dell’esposizione si concentra sui primi lavori di Coleman, in cui ridefinisce il concetto di rappresentazione dell’immagine, sviluppando implicitamente un discorso sulla nuova natura della fotografia.
In opere come Playback of a Daydream, 1974, e Seagull, 1973 , presenti in questa mostra, Coleman espande questi concetti esplorando il modo in cui le teorie contemporanee di psicologia percettiva, filosofia linguistica e teatro letterario possano essere usate per mettere in discussione i soggetti e gli oggetti dell’arte.
La seconda parte della mostra si concentra invece su immagini di Coleman degli anni ’80 e ’90, in cui l’artista esprime i suoi pensieri sulla comunicazione, sottolineando il ruolo della fotografia nella costruzione della memoria, sociale e personale, e mettendo in dubbio l’autenticità documentaristica del mezzo.


James Coleman
Seagull, 1973 (2002)
Image courtesy of the artist

REPUBBLICA CECA

Leica Gallery Prague o. p. s.
Nejvyšší purkrabství Pražského hradu
119 08

Praga

Leni Riefenstahl
Un mito morto in bellezza
fino al 6 febbraio 2005

Il mito di Leni Riefenstahl, una delle personalità artistiche più controverse del XX secolo, viene raccontata attraverso sue immagini in questa mostra, la prima dopo la sua morte.
La tragedia dell’artista è rinchiusa nel suo credo: “La realtà non mi interessa”. Grazie al suo cocciuto rifiuto della realtà ed alla sua totale mancanza di riflessioni critiche sui suoi legami con il regime nazista di Hitler, la Riefenstahl fu considerata persona ingrata e boicottata come produttrice cinematografica in Germania. La considerò una punizione ingiusta, ancora poco prima della sua morte nel 2002 disse con grande rancore di non aver mai capito l’accanimento contro di lei. Anziché processare il proprio passato, la Riefenstahl creò una nuova storia, di un artista apolitica, interessata esclusivamente alla bellezza,


REPUBBLICA CECA

Jiri Svestka Gallery
Jungmannova 30

Praga

Turning off the lights
fino al 28 gennaio 2005

"Turning off the lights" è una mostra che nasce da una serie di fotografie, autoritratti di una bambina, dal nome Anja. In quanto autoritratti non fanno parte del lavoro di Ryan Mendoza e danno vita alla sezione dell'esposizione intitolata,"Photos for which I am not responsable". Cinque immagini, cinque gigantografie, cinque buoni motivi per spegnere le luci. Un unico soggetto, una bambina di dodici anni. Ma chi è? Difficile spiegarlo. E i dipinti di Mendoza, pittore che non si è mai sentito fotografo, invece di offrire la chiave di lettura ci fanno perdere ancora di più nell'oblio della ricerca della verità.


 

REPUBBLICA CECA

PHP Prague House of Photography
Vaclavske namesti 31
110 00



Praga

Everyday Lithuania
Antanas Sutkus
fino al 6 febbraio 2005

Antanas Sutkus, fortografo Lituano apprezzato in tutto il mondo,soprattutto per i suoi famosi cicli e reportage creati in nome di una fotografia documentaristica umanista. Nato nel’39 in Lituania, Sutkus ha studiato giornalismo all’università di Vilnius, e dal ’59 in poi ha lavorato come fotografo free-lance. Questa mostra racconta la carriera dell’artista dagli esordi attraverso quarantacinque fotografie in bianco e nero. Sutkus porta avanti il progetto “People from Lithuania” dal ’79, al centro delle sue immagini sono gli uomini, le storie delle loro vite, e le tracce lasciate sulla terra.

Marathon in Univeristy Street. Vilnius, 1959

SPAGNA

FNAC Triangle Plaza Cataluna

Barcellona



Yann Mingard e Alban Kakulya
Al este del nuevo edèn, las fronteras exteriores de Europa
fino al 30 gennaio 2005

 

Il nuovo Eden è la neonata Unione Europea con 25 membri, a est le sue frontiere sono grandi distese innevate, immense pianure, laghi, fiumi e foreste; in questi luoghi la presenza dell’uomo è minima, per lo più rappresentata dalle strutture e della polizia di frontiera. In modo surreale recinzioni e fili spinato separano questi paesaggi bucolici che costituiscono i confini di questa nuova identità Europa in costruzione, una realtà protetta da pochi ufficiali di polizia che nei loro sguardi riflettono gli spazi vuoti e quasi desertici nei quali svolgono il loro lavoro. Forte è il contrasto tra la rigidità architettonica delle anonime strutture di frontiera e le loro severe restrizioni burocratiche, con il paesaggio circostante che sembra al contrario alieno a qualsiasi tipo di regola. La durezza del clima e il fascino della natura relegano l’ attività dell’uomo all' indispensabile, la neve avvolge e quasi dissolve le frontiere per divenire silenzioso testimone delle trasformazioni sociali dentro e fuori la nuova Europa.

In home page l'intervista ai due fotografi


 

N 57 35' 13.8" E 27 31' 17.6"
© Yann Mingard e Alban Kakulya

SPAGNA

Fnac Diagonal,
Av. Diagonal 3 Barcelona

Barcellona



« Sessiò Truffaut »
François Truffaut
fino al 17 febbraio 2005

 

L’esposizione è un omaggio a François Truffaut (1932-1984), le immagini ci portano con indiscrezione nei dietro le quinte dei suoi film, nell’imperturbabile sguardo degli attori e nei loro atteggiamenti schivi. Attraverso gli intensi primi piani e le stravaganti scene di '400 colpi', 'Jules y Jim' e 'L’ultimo metro', riviviamo per un momento il fascino e le sottili emozioni della Nouvelle Vague e di opere che hanno segnato un’epoca importante nella storia del cinema moderno.


 

 

SPAGNA

Galeria dels Angels
C/ dels Angels 08001


Barcellona



Tan Lejos Tan Cerca”
Mayte Vieta
fino al 26 febbraio 2005

 

La maggior parte delle opere esposte riprendono paesaggi, grandi pianure e laghi che assumono diverse gradazioni e sfumature cromatiche in base ai cambiamenti climatici e al trascorrere delle stagioni. Davanti all’obbiettivo di Mayte la luce gioca un ruolo fondamentale, l’artista spagnola la insegue, la interpreta come un sentiero e una guida, i suoi riflessi sono un fattore in costante mutazione che paradossalmente ci propongono le coordinate per interagire con i luoghi e le immagini.
Le foto sono di grande formato, ogni loro dettaglio è curato e definito in base a uno specifico significato relazionato con i segni visibili lasciati dal passaggio del tempo. Gli spazi aperti, le distanze tra uomo e natura sono i protagonisti delle immagini, le loro forti tonalità e i contrasti rispecchiano la ricerca di Mayte Vieta, che si lascia trasportare dalla corporeità e dall’intensità della luce per modellare gli orizzonti e i colori dei suoi paesaggi.


 

 

SPAGNA


MUVIM
MUSEU VALENCIÀ DE LA ILLUSTRACIÓ I LA MODERNITAT
GUILLEM DE CASTRO 8
46001

VALENCIA



Alguien nos mira
La collezione fotografica della FNAC
A cura di Laura Serani
fino al 3 aprile 2005

 

In mostra le immagini apparteneti alla collezione FNAC: 350 fotografie scattate dei maggiori artisti fotografi del 900: Ansel Adams, Cecil Beaton, Man Ray, Willia Klein, Robert Doisneau, Martin Parr, Nick Waplington, Mimmo Jodice, Cristina García Rodero, Gisele Freund, Leonard Freed e Cartier-Bresson.

 

 

Per saperne di più: vedi in home page la rubrica Infotografia di Giovanna Calvenzi e la photogallery



Virginia Woolf
Gisèle Freund/Nina Beskow Agency
Courtesy Collection Fnac

SPAGNA

Spagna
Fundació Joan Miró
Parc de Montjuïc, s/n
08038

Barcellona



Woman. Metamorphosis of modernity
fino al 6 febbraio 2005

 

Il tema di questa mostra trova le sue radici negli anni ’20 e ’30, quando le regole generali di comportamento e il processo artistico subirono i primi significativi cambiamenti, e l’atto creativo divenne sempre più un’incarnazione dei desideri dell’artista. Le opere esposte sono sia di uomini che di donne con approcci molto diversi, mentre gli uomini hanno a che fare con una “diversità”, le donne trattano la loro identità, e questa divergenza di visione rappresenta la base per la strutturazione dell’esposizione in cinque aree tematiche: Auto-rappresentazione attraverso maschere e identità sessuali, Donne come “diversità” in un mondo maschile, Archetipo femminile: contro-cultura e integrazione nel presente, Nudo femminile e la gioia della creazione, Arte in cerca di immagini femminili.

© Michael Martin

SVEZIA

Moderna Museet
Box 16382
SE-103 27
Slupskjulsvägen 7-9

Stoccolma

Fashination
fino al 23 gennaio 2005

 

Nel XX secolo, moda e arte si sono spesso incrociate con fertili risultati e questo scambio ha altissimi livelli espressivi in particolare durante tre periodi: negli anni ’20 con il surrealismo, negli anni ’60 con la pop art e infine dall’inizio degli anni ’90. E’ proprio questo il periodo preso in considerazione da Fashination, non perché ormai la moda è spesso considerata arte o l’arte una moda, ma semplicemente per porre alcune domande sulla linea di confine tra questi due mondi.
Alla mostra , supportata dal British Council e dall’ ambasciata olandese, partecipano Vanessa Beecroft, Bless, Hussein Chalayan , Philip-Lorca diCorcia, Alicia Framis, Anne Valérie Hash, Martina Ivanow-Hoogland
Inez van Lamsweerde & Vinoodh Matadin , Martin Margiela, Alexander McQueen , Steven Meisel, Benoît Méléard, Lars Nilsson, Terry Richardson, Yinka Shonibare , Jun Takahashi e Viktor & Rolf


Hair Brush
Bless Beauty Products, 1999
© Bless

SVIZZERA

Galleria
Cons Arc
Via F.
Borromini 2


Chiasso

Kurt Blum
Cornigliano 1958
fino al 31 gennaio 2005

Una mostra del fotografo bernese Kurt Blum che presenta una selezione di immagini realizzate nel 1958 alla fonderia di Cornigliano, con un allestimento originale dove la stampa fotografica è montata su una lastra metallica che riprende il tema dell’industria. Atmosfere crude con bianchi e neri contrastati documentano un ambiente di lavoro dove l’uomo sembra essere inghiottito dalle fornaci. Immagini che raccontano gli anni del boom economico italiano e di un ambiente di lavoro non facile.

© Kurt Blum

SVIZZERA

Fotomuseum Winterthur
Grüzenstrasse 44 + 45
CH-8400

Winterthur


The last picture show
Artisti usano la fotografia 1960–1982
fino al 20 febbraio 2005



„The Last Picture Show“ mette in mostra un importante ventennio per l’arte della fotografia, partendo da immagini dei primi artisti concettuali come Bernd e Hilla Becher, Bruce Nauman ed Edward Ruscha ed approdando alle opere di fotografi degli anni ’70 e dei primi ’80, come Martha Rosler, Richard Prince e Cindy Sherman. Sono esposte le opere di cinquantasette artisti che, oltre a fare fotografia, hanno usato questa forma d’arte con grande libertà espressiva.

 


© Charles Ray
Plank Piece, 1973.
2 Silbergelatine-Abzüge /Lwd. /Holz aufgezogen, je 100 x 68,5 cm
Collection Kiki Smith, New York

SVIZZERA


Musée de l'Elysée
18, avenue de l'Elysée
1014
Losanna


Werner Jeker
PhotoGraphisme
fino al 30 gennaio 2005


Mostra dedicata al grafista - fotografo Werner Jeker. Lavora regolarmente con la Cinémathèque Suisse, la Collection de l’Art Brut, il Théâtre Vidy-Lausanne. Dal 1985 collabora con il Musée de l'Elysée per il quale ha realizzato un centinaio di manifesti e cartelloni pubblicitari.

© Cinémathèque suisse, Lausanne. 50 ans de la Cinémathèque Suisse. Photographie : Archives de la Cinémathèque suisse. Graphisme : Werner Jeker, 1998

SVIZZERA


Musée de l'Elysée
18, avenue de l'Elysée
1014
Losanna


Jean-Pascal Imsand
La Voie lactée
fino al 30 gennaio 2005


Esposizione dedicata al fotografo svizzero Jean-Pascal Imsand (1960-1994).Ha realizzato numerosi reportage sulla sua città natale, Losanna, e su Zurigo, città dove ha vissuto dal 1988, mostrandone tutti gli aspetti, anche quelli più tristi come la condizione degli handicappati o il fenomeno della droga. Jean-Pascal Imsand si è dedicato anche alla tecnica del fotomontaggio e questo fa di lui un fotografo "completo",(nel 1988 riceve il Gran Prix di Arles) forse il maggior esponente della fotografia svizzera del XX secolo .

 

 


© 2000 Fondation Jean-Pascal Imsand. Cache-nez, vers 1990

SVIZZERA


Musei Nazionali Svizzeri
Museumstrasse 2
8023

Zurigo


Swiss Press Photo 04
fino al 23 febbraio 2005


Il premio per le migliori fotografie giornalistiche svizzere, istituito tredici anni fa dalla „Espace media„, quest’anno è stato assegnato al fotografo libero Pierre-Yves Massot. Vengono premiate immagini su temi di attualità, di quotidianità e ambiente, di arte e cultura, sport e estero. L’esposizione presenta una selezione delle immagini inviate, pubblicate anche in un catalogo.

 


© Pierre-Yves Massot, Fribourg
"Porträts von Asylbewerbern und Flüchtlingen"

SVIZZERA

Kunsthaus Zürich
Heimplatz 1
CH-8001


Zurigo




Parkett
20 anni di artisti e collaborazioni
fino al 13 febbraio 2005


Per celebrare il ventesimo compleanno della rivista artistica "Parkett", il Kunsthaus Zurich ne espone la collezione di tutte le edizioni dall'84. Parkett nasce dall'idea di parlare di artisti attraverso una collaborazione diretta ed in tutto sono state pubblicate centocinquanta edizioni "d'artista", in cui sono trattate e presentate varie forme di arte (fotografia, stampa, pittura, e scultura) di artisti contemporanei tra cui Meret Oppenheim, Jeff Koons, Brice Marden, Alex Katz, Stephan Balkenhol, Pipilotti Rist, Olafur Eliasson, Daniel Buren, Gilbert & George.

 


 

UNGHERIA


Museum of ethnography
Kossuth Lajos tér 12
1055


Budapest




Urban Portraits
fino al 3 aprile 2005



Il quartiere Berriat di Grenoble e il distretto Terézváros di Budapest sono i soggetti di questa mostra di fotografie, testi e materiali audio. Le due città rappresentano due mondi distinti, separati da migliaia di chilometri, grande l’una e piccola l’altra, con culture e società diverse. Ma entrambi i territori, esterni alle città, sono diventati zone di fabbriche, alberghi malfamati, mercati marginali e ospitano tutto ciò che non era benvenuto nel centro della città. Solo più tardi furono inglobati fino ad essere considerati luoghi caratteristici.

 

Michel Gasarian

UNGHERIA


Museum of ethnography
Kossuth Lajos tér 12
1055


Budapest




Il villaggio di Boldog
Fino al 3 maggio 2005

 

Il museo etnografico di Budapest espone una serie di fotografie del villaggio di Boldog, distante pochi chilometri dalla capitale, scattate tra gli anni '20 e i primi anni '70. Immagini di giovani coppie, famiglie, matrimoni e quotidianità, alcune dell'archivio del museo, altre di privati, che hanno deciso di partecipare ad un'importante testimonianza di storia, costumi, tradizioni familiari e mentalità rurale di un'angolo di Bulgaria.

 


Woman on a bicycle
Photo: László Fényes
MTI Fotó, 1972

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