Seiichi Furuya, fotografo giapponese adottato dall’Austria, combina
nelle sue fotografie precisione documentaristica, caratteristiche concettuali
e formali ed esperienza umana.
Questo fotografo non si ferma alle convenzioni visive, considera la macchina
fotografica non solo come uno strumento visivo, ma soprattutto un modo
per mettere realtà, eventi e fatti in relazione con l’esperienza
e la memoria. Le sue immagini sono espressione di un' interpretazione
visiva autonoma econvincente della realtà.
Atelier Augarten
Centro d’arte contemporanea della Galleria Belvedere
Scherzergasse 1a
Vienna
Serien
Valie Export fino al 20 febbraio 2004
Il concetto di serie e la ripetizione sono i temi ricorrenti nell’opera
di Valie Export, fotografa e disegnatrice austriaca, il cui soggetto preferito
è la nozione di evoluzione. La mostra presenta 90 opere che, partendo
dagli anni ’70, mostrano il percorso artistico della Export.
MUMOK
Museum Moderner Kunst Stiftung Ludwig Wien
MuseumsQuartier
Museumsplatz 1, A-1070
Vienna
John Cage fino al 13 febbraio 2005
Attraverso partiti, schizzi, fotografie, film e registrazioni audio,
questa esposizione offre uno sguardo sul processo compositivo secondo
John Cage (1912-1992).
La sua concezione del silenzio e della casualità ha portato, negli
anni’50, una nuova linfa vitale nel mondo dell’arte, influenzando
artisti come Robert Rauschenberg, Jasper Johns e Cy Twombly. Alla fine
degli anni ’50 Cage teneva corsi di musica sperimentale, negli anni
’60, ispirato dalle nuove tendenze interpretative, Cage si avvicinò
alla musica elettronica, per tornare, all’inizio degli anni’70,
alle forme tradizionali della musica.
AUSTRIA
Fotogalerie Wien
Währinger Str. 59
A-1090
Vienna
Stills III fino al 26 gennaio 2005
Il tema centrale delle opere dei sei fotografi di questa mostra sono
le qualità tattili e la superficie del medium. Gli artisti sono
Judith Huemer, Walter Mirtl Wolfgang Reichman, Geert Saman e Tamara Horáková
con Ewald Maurer.
Walter Mirtl Videostill aus LOOP: Loop Nr. 53, 2003 („jo“,
orange Bälle)
AUSTRIA
Austria
Albertina
Albertinaplatz 1
A-1010
Vienna
Los Alamos
William Eggleston dal 26 gennaio al 24 aprile 2005
Uno dei più importanti contributi alla fotografia di William Eggleston,
nato nel ’39 a Memphis, Tennessee, è stato preferire la quotidianeità
di un’America senza trucco come oggetto della sua arte, anzichè
la lussuosa glamour di star e dive. La serie “Los Alamos”,
esposta per la prima volta in Austria, è nata tra il ’66
e il ’74 da numerosi viaggi attraverso gli stati meridionali dell’America.
Museum der Moderne Salzburg
Wiener-Philharmoniker-Gasse 9
5020
Salzburg
Un mondo di macerie: Vienna '45-'48
Ernst Haas fino al 1 maggio2005
Ernst Haas (1912-1986), uno dei più significativi fotografi austriaci,
ha condotto una sorta di ricerca fotografica sulla Vienna post-bellica
tra il '45 ed il '51, creando un importante documento poetico su una città
ferita. Haas osserva e racconta con molta sensibilità un periodo
molto difficile della storia austriaca ed europea, in cui, tra depressione
e speranza, le persone hanno cominciato a ricostruirsi una vita, una società
e una città tra le macerie e la povertà. Oltre 150 stampe
vintage ripercorrono quegli anni.
Storia delle migrazioni in Europa
Meinrad Schade fino al 24 marzo2005
L’Europa è una meta ambita per molti emigranti, che cercano
sicurezza e fortuna. Il fotografo svizzero Meinrad Schade ha scattato
fotografie ai confini dell’Unione Europea, a Fuerteventura, luogo
d’approdo di immigranti illegali dall’Africa, in Ucraina,
dove ogni anno si arenano alcune migliaia di persone che arrivano da Afghanistan,
Cina, Caucaso, Iraq e Iran.
BELGIO
Galerie Périscope
20, rue du Mouton Blanc,
4000 Liège
Berthold Steinhilber
Ghost towns fino al 27 gennaio 2005
"Città fantasma" è il titolo della mostra personale
di Berthold Steinber che ha realizzato un reportage sulla cittadina abbandonata
di Bodie, nel west californano. Steinhiber utilizza una particolare tecnica
d'illuminazione che richiede molte ore di esposizone e spesso permette
la realizzazione di una sola fotografia in un giorno, data la breve durata
del crepuscolo in California.
Musée de la photographie à Charleroi
11 avenue Paul Pastur
6032
Charleroi
Christian Carez
Le jour se rêve fino al 27 febbraio 2005
In mostra le fotografie che Christian Carez raccoglie dal 1996 in Belgio
documentando le condizioni di precarietà delle persone che vivono
in condizioni economiche e umane ai limiti della sopravvivenza. La mostra
è divisa in tre temi: Le Bonheur, La violence tranquille e La Guerre.
Nella prima serie immagini che raffigurano momenti e espressioni di felicità
sono accompagnate da brevi testi di Raoul Vaneigem che si interroga domandandosi
e rivolgendo al pubblico la domanda "Per voi che cos'è la
felicità?". La seconda serie propone dei paesaggi deserti,
luoghi dimenticati e incompleti, zone industriali abitate dalla gente
comune.
La sezione dedicata alla guerra è composta da un trittico di tre
immagini, fotografie che denunciano il mito dell'oggettività nella
fotografia
Musée de la photographie à Charleroi
11 avenue Paul Pastur
6032
Charleroi
Métiers du temps jadis en Wallonie fino al 27 febbraio 2005
Mostra dedicata ai mestieri di una volta, agli animali che erano complici
dell'uomo nel lavoro della terra, agli utensili e agli attrezzi da lavoro
che una volta venivano utilizzati ma che ormai sono stati sostituiti dalle
macchine industriali.
Le immagini esposte ricordano il periodo dal 1880 al 1940 anche attraverso
documenti di Gustave Marissiaux, Louis Pion, Emilie Chavepeyer e altri
anonimi. La mostra, organizzata con gli Archives de Wallonie, è
accompagnata da un libro pubblicato dalla casa editrice Racine con testi
di Daniel Polet e René-Pierre Hasquin.
FRANCIA
Musée Nicéphore Niépce
28 quai des messageries
71100
Chalon sur Saone
Gérard Collin-Thiébaut
Les yeux noirs fino al 30 gennaio 2005
Mostra realizzata in collaborazione con l'Association Française
d'Action Artistique a partire da nove album di fotografie realizzate in
Giappone alla fine del XIX° che secolo. Ogni album di fotografie potrà
essere sfogliato grazie all'utilizzo di nove computer portatili installati
nel museo.
FRANCIA
Musée Nicéphore Niépce
28 quai des messageries
71100
Chalon sur Saone
Christian Milovanoff
Conversation Pieces - prenez donc la peine d'entrer indulgents spectateurs
fino al 30 gennaio 2005
Prodotta nel 2002 per il Frick Art Museum, questa mostra è presentata
per la prima votla in Europa con 48 fotografie a colori, di grande formato.
Norbert Desaphy
Deux séries des portraits fino al 26 febbraio 2005
Raccolta di fotografie scattate da Noorbert Desaphy in Africa del Nord
e in Africa occidentale, in Asia minore e orientale. Queste immagini vogliono
documentare la presenza di luoghi non ancora alterati dal turismo.
Jean-Pierre Favreau
Voyages à Tokyo
fino al 26 febbraio 2005
Jean-Pierre Favreau ha realizzato la sua ricerca fotografica in Giappone
tra il 2001 e il 2004. Con le sue fotografie l'artista vuole mostrarci
le condizioni di vita e gli stati d'animo degli abitanti delle megalopoli
orientali.
G alerie Périscope
20, rue du Mouton Blanc, 4000 Liège, (dans le cinéma Churchill)
Pierre Houcmant dal 28 gennaio al 7 aprile 2005
Mostra personale di Pierre Houcmant. Nato nel 1953 a Pépinster
(Belgio) entra subito in contatto con il mondo della fotografia grazie
all'attivtà del padre, professore di fotografia, e sfogliando le
riviste specializzate come la rivista svizzera Camera dove scopre le opere
di Atget, Julia Margaret Cameron, Josef Sudek, l'iconografia del Bauhaus
e artisti contemporanei. A diciannove anni si iscirve all'Istituto Superiore
di Belle Arti di Saint-Luc a Liegi dove segue il corso di fotografia tenuto
da Hubert Grooteclaes. Pierre Houcmant è attratto dalla fotografia
creativa in particolare applicata al ritratto e al reportage, avendo come
modello di riferimento le fotografie panoramiche di Josef Sudek. Dopo
un soggiorno in India si trasferisce a Amsterdam poi a Anversa, successivamente
a Liegi. Agli inizi degli anni '90, Pierre Houcmant si dedica a creare
immagini frammentate di corpi e parallelamente realizza una serie di ritratti
di scrittori accostati a brani di manoscritti originali.
FRANCIA
Maison de la Photographie
18 rue Fremy, 59000 Lille-Fives
PIB - DDTF
Lisboa, Atrevès os Parede fino al 28 gennaio 2005
"Lisbona attraverso le mura" è un reportage realizzato
in diversi anni di lavoro. Progetto cominciato con l'intenzione di mettere
in risalto la bellezza e il fascino dell'architettura urbana di questa
città. Lisbona è una città insaziabile, in continuo
movimento : si dilata e si contrae, in certi momenti sembra essere baciata
dal sole quasi africano e in altri velata da una acquerugiola nordica.
"Lisbona futtua come un miraggio, che si dimena per non farsi afferrare,
che si fraziona in una moltitudine di dettagli e microcosmi infiniti".
Déplacés : Spostati
Rip Hopkins fino al 19 febbraio 2005
"Invenzione sovietica, paese strano, dimenticato e relegato in secondo
piano dalla storia , l’Uzbekistan somiglia a quelle comunità
dalle radici e dai percorsi intrecciati.: tedeschi, polacchi, greci, russi,
coreani, tartari, deportati per molti anni dsal regime sovietico nel periodo
staliniano.
Sono proprio questi non uzbeki che Rip Hopkins, fotografo dell’Agenzia
VU, ha cercato di mettere in scena.L’Uzbekistan qui è un
pretesto per continuare il suo lavoro sulle popolazioni deportate. ( Hopkins
ha già realizzati un lavoro sugli tzigani). Oggi i venti gruppi
etnici che abitano il paese, “ immigrati malgrado loro”, emigrano
nei loro paesi d’origine che essi cercano di rappresentarsi con
l’aiuto di notizie variamente raccolte e di realtà mai personalmente
vissute. Rip Hopkins mescola l’approccio della documentazione a
quello della rappresentazione artistica. 99 fotografie a colori, ripropongono
l’itinerario di queste genti in partenza , attraverso l’interpretazione
del ritratto e della situazione creata”.
Ogni fotografia è accompagnata da una frammento biografico dei
soggetti fotografati.
Rip Hopkins sviluppa in questo modo una scrittura ai margini dei codici
tradizionali dell’estetica documentaria, inscrivendo il suo lavoro
in una temporalità narrativa. Nelle sue fotografie si coglie un
sentimento inquietante di perdita."
FRANCIA
Galerie Vrais Rêves
6 Rue Dumenge 69004
Lyon
Jean-Baptiste Carhaix
" Les Soeurs de la Perpétuelle indulgence " et "
Danses macabres " dal 20 gennaio al 12 marzo
Jean-Baptiste Carhaix ha realizzato le immagini di questa serie partendo
da personaggi da lui creati mettendo in scena situazioni barocche dove
la gioia e la morte sono convocate in vista di una esplorazione fotografica.
Questa esplorazione si svolge con una serie di immagini "pietose",
come le definisce l'artista, realizzate in dieci anni attraverso un percorso
mistico che analizza le ossessioni dell'uomo, prima tra tutte la morte.
Le grand sommeil - 1989 -
The Sisters of Perpetual Indulgence
FRANCIA
Le Triage
1, Rue Noël Pons, 92 000 Nanterre
Sur le Front
fino al 28 febbraio 2005
Questa mostra ci invita a ripensare al nostro rapporto con l'altro, a
ridefinire i nostri spazi, a rimettere in questione i nostri punti di
riferimento e "codici" sociali. Pitture, fotografie, disegni
e installazioni di : Christophe Baudson, Marc Chevalier, Sandrine Fallet,
Luc Léotoing, Florent Mattei, Mounir Fatmi, Audrey Nervi, Jean-Rémy
Papleux, Eric Tabuchi, Cédric Teisseire e Richard Tronson.
FRANCIA
Bibliothèque-musée de l’Opéra
Palais Garnier, pl. de l’Opéra, Paris Ier
Parigi
Gérard Uféras en fantôme de l’Opéra fino al 30 gennaio 2005
Gérard Uféras presenta il reportage che ha realizzato
tra il 1988 e il 2001 sul mondo dell'Opera in Europa.
Théâtre
du Bolchoï, Moscou, 2001
Gérard Uféras / agence Rapho
FRANCIA
Bibliothèque Nationale de France - Site Richelieu
58, rue de Richelieu
Parigi
Agence France-Presse - Photographies 1944-2004 fino al 12 febbraio 2005
L' Agence France Presse è una delle tre maggiori agenzie mondiali
di informazione. Con uffici in 165 paesi, 2000 collaboratori stabili (di
cui 1200 giornalisti e 250 fotografi) e altrettanti giornalisti freelance
dislocati nei cinque continenti, AFP è un'agenzia fotogiornalistica
che tratta ogni tipo di argomento.
Copre tutta l'attualità mondiale in tempo reale con fotografie,
testi, infografica e video.
Organizzata per continenti, con cinque poli principali (Parigi, Hong-Kong,
Montevideo, Washington e Nicosia) AFP pubblica 10.000 informative al giorno.
I clienti di AFP dispongono di un servizio completo in sei lingue (francese,
inglese, arabo, spagnolo, portoghese, tedesco).
Il servizio fotografico internazionale di AFP diffonde via satellite in
tempo reale più di mille foto al giorno in tutto il mondo che vanno
ad aggiungersi ai 7 milioni di immagini già presenti negli archivi
AFP.
Oltre al ruolo importante svolto in Europa, AFP è leader dell'informazione
in Asia. Essa è anche la prima agenzia del mondo arabo e del continente
africano
Per saperne di più leggi l'Intervista in home pagea
Michel Scotto, deputy photo director dell' Agenzia France Presse
FRANCIA
La Maison Rouge - Fondation Antoine de Galbert
10 bd de la Bastille, 75012
Parigi
Central Station fino al 23 gennaio 2005
In mostra fotografie appartenenti alla Harald Falckenberg Collection.
Fotografie di Wolfgang Tillmans , Martin Parr , Anna Oppermann , Thomas
Hirschhorn , Nam June Paik , Peter Welz , Jonathan Meese , ...
FRANCIA
Pavillon des Arts
101 rue de Rambateau
Parigi I°
Parigi
Vu d'Italie, 1841-1941. La photographie italienne dans les collections
du musée Alinari fino al 6 marzo 2005
Mostra allestita con una delle più vaste e prestigiose collezioni
di fotografia italiana. Cento anni di
immagini, centomila tirature provenienti dall'archivio Alinari. L'esposizione,
suddivisa cronologicamente e tematicamente, mescola fotografie inedite
con le più belle icone, come l' "autoportrait hybride"
di Wanda Wulz o immagini di Carlo Mollino, Vincenzo Balocchi, Wilhelm
Von Gloeden, Filippo Belli, Antonio Trombetta, Felice Beato, Gioacchino
Altobelli...
La Maison Européenne de la Photographie
82 rue François Miron
75 004
Parigi
L'utopie Photographique - Regard sur la collection de la Societé
Française de la Photographie fino al 6 febbraio 2005
Fondata nel 1854, la Societé Française de Photographie
è la più antica società fotografica esistente e in
occasione del suo centocinquantesimo anniversario la Maison Européenne
de la Photographie, in collaborazione con il Ministère de la Culture
e de la Communication, ne accoglie 140 immagini datate tra il 1839 e il
1939
Le troisième oeil - La photographie et l'occulte fino al 6 febbraio 2005
Organizzata in collaborazione con il Metropolitan Museum di New York
questa esposizione presenta straordinari documenti che illustrerebbero
l'esistenza di fantasmi, spettri e altri fenomeni occulti.
FRANCIA
Fondation Cartier pour l’Art contemporain
Parigi
Hiroshi Sugimoto fino al 27 febbraio 2005
Il fotografo giapponese Hiroshi Sugimoto ha scelto la Fondation Cartier
pour l’Art Contemporain per presentare per la prima volta in Europa
la sua nuova serie di fotografie realizzate in omaggio a Marcel Duchamp.
Questa mostra inedita include una selezione di 18 fotografie in bianco
e nero di grande formato con un allestimento creato dall'artista.
Instituto de México à Paris,119 rue Vieille du Temple
-
75003
Parigi
Régard et Mémoire. Les Archives Photographiques Casasola,
Mexique 1900 - 1940 fino al 19 febbraio 2005
In occasione del venticinquesimo anniversario dell'Istituto de Mexico
è stata allestita una mostra fotografica che ripercorre la storia
messicana. Le foto sono tratte dall'archivio di Agustín Víctor
Casasola. Agustín Víctor Casasola (1874-1938) cominciò
a creare l'archivio nel 1890 quando era giornalista de "El Tiempo".
FRANCIA
Fnac Montparnasse
136 rue de Rennes, 75006
Parigi
L'Amérique furtivement :
Hommage à Henri Cartier-Bresson à la Fnac Montparnasse fino al 29 gennaio 2005
Viene riproposta l’eccezionale mostra presentata per la prima volta
in occasione dell’inaugurazione della Fnac Etoile nel 1991. Cinquantaquattro
fotografie di Henri Cartier-Bresson che propongono un ritratto dell’America
degli anni: un viaggio nel tempo attraverso le immagini del fondatore
della presitgiosa agenzia Magnum.
Anna et Bernhard Blume
Travaux d’Art abstrait fdal 26 febbraio al 2 marzo 2005
Dopo una pausa durata dieci anni Anna e Bernhard Blume propongono una
serie di fotografie di grande formato (126x84 ) divise in sequenza di
2 o 3 immagini realizzate con una macchina fotografica digitale.
Le Plateau / FRAC Ile de France
Angle de la rue des alouettes et de la rue carducci 75019
Parigi
Ralentir vite fino al 20 febbraio 2005
Jennifer Allora & Guillermo Calzadilla, Michel Blazy, David Claerbout,
Sebastian Diaz Morales, Michel François, Dominique Gonzalez-Foerster,
Felix Gonzalez-Torres, David Hammons, Anne-Marie Jugnet & Alain Clairet,
Judit Kurtág, Santu Mofokeng e Bruce Nauman.
I quindici artisti, tutti provenienti da paesi diversi, con le loro opere
vogliono ricordarci che lo spazio espositivo è prima di tutto un
luogo di riflessione, scuotendo le nostre certezze ci viene proposta una
singolare visione della nostra epoca. "Immersi in una società
consumistica senza limiti, satura di immagini, nella quale i messaggi
si susseguono con una rapidità sfrenata, ci è parso essenziale
proporre al pubblico un tentativo di rallentamento del tempo dello sguardo".
Galerie Agathe Gaillard
3, rue du Pont-Louis-Philippe, 75004
Parigi
Hervé Guibert
Les Garçons fino al 28 gennaio 2005
Hervé Guibert ha cominciato a fotografare nel 1972 a 17 anni con
una piccola Rollei 35 regalata da suo padre; allo stesso tempo scriveva,
il suo secondo romanzo pubblicato, era un roman-photo "Suzanne
et Louise". Hervé Guibert mescolava testi e fotografie per
raccontare le sue relazioni amorose con le due donne. Nel 1977, dopo essere
stato critico cinematografico per diverse riviste, entra nella redazione
del quotidiano francese "Le Monde" dove gli viene affidata la
critica fotografica. E' l'inizio dell'espasione della fotografia che si
sviluppa proprio in quegli anni e viene quindi scoperta contemporaneamente
dagli artisti, dai critici e dal pubblico. Ma la critica fotografica e
cinematografica non sono per Hervé Guibert che un primo stadio
della sua vita professionale, poichè la sua attività si
sposta nelle gallerie e nel cinema; Hervé Guibert comincia infatti
a realizzare film e fotografie. Le sue fotografie ricordano Kertesz, sono
immagini eleganti, fresche, illuminanti...
Wind in the House, Wind in the Trees‹
Stephen Vitiello fino al 26 febbraio 2005
Mostra personale della giovane artista newyorkese che ha cominciato la
sua carriera artistica negli anni Settanta a fianco dell'artista multimediale
Tony Oursler. Dal 1990 le sue opere hanno come centro il suono, non tanto
il suono musicale ma il suono prodotto dallo spazio fisico. L'installazione
fotografica "World Trade Center Recordings: Winds After Hurricane
Floyd" è stata realizzata in vari mesi di lavoro durane i
quali l'artista ha "registrato" fotograficamente i suoni all'interno
a all'esterno dei grattacieli. L'installazione e la serie fotografica
prodotta sono stati recentemente acquistati dal Whitney Museum (NYC)
Barbarie: Regards et Gestes d'artistes fino al 27 febbraio 2005
Il caos e la violenza del mondo contemporaneo toccano ognuno di noi e
gli artisti non ne sono esenti. Al contrario alcuni di loro dedicano la
propria attività alla realizzazione di opere che interpretano,
analizzano gli avvenimenti storici e di attualità per proprprre
agli spettatori una loro lettura del mondo.
Le équipes artistiche e tecniche di Confluences (Paris XXème)
e del Collectif 12 (Mantes la Jolie) si sono associate con il Bouquin
Affamé e l’Atelier du Plateau per presentare un evento pluridisciplinare
: 'Barbarie: Regards et Gestes d'Artistes'.
"Barbarie: Regards sur la barbarie" si articola intorno a
due spettacoli teatrali : uno tratta "la vita nei goulag " e
l'altro è il monologo di un bambino soldato in Liberia. Attorno
a questi due spettacoli si elaborano diversi progetti tra cui una installazione
"De l'eau passera sous les ponts" proposta dal videoartista
"Laurent Vergnaud" una pièce teatrale messa in scena
da Eric Garmirian : « Coupures de presse » e una installazione
fotografica di Rémi Vinet et Philippe Chateau.
FRANCIA
Galerie Kamel Mennour
60 & 72, rue Mazarine, 75006
Parigi
American Surfaces
Stephen Shore
fino al 13 febbraio 2005
Shore è conosciuto come uno dei pionieri della fotografia a colori.
Ha scattato la sua prima fotografia quando era ancora un bambino e tre
di queste fotografie sono state acquistate dal Museum of Modern Art di
New York quando lui aveva solo 14 anni. Quando era ancora un teenager
frequentava la Silver Factory di Andy Warhol fotografando l'artista e
l'ambiente. Durante il 1970 affrontò un viaggio attraverso gli
Stati Uniti documentando gli angoli delle strade, le stazioni di servizio,
i motel; queste fotografie compongono la serie "American Surfaces
(1999)". Stephen Shore Inizialmente utilizzò una macchina
di piccolo formato e successivamente una macchina di grande formato con
il cavalletto.
Jeu de Paume, site Concorde
1 Place de la Concorde, 75008
Parigi
Rineke Dijkstra
fino al 20 febbraio 2005
Artista olandese nata nel 1959, Rineke Dijkstra è principalmente
conosciuta per le sue serie di ritratti a colori di grande formato, il
Jeu de Paume presenta un insieme di circa 75 fotografie realizzate tra
il 1992 e il 2003.
L'accento è messo sul collage fotografico con dei lavori di Marnie
Weber e i clichés di Roderick Buchanan.
Marnie Weber vive e lavora a Los Angeles, il suo universo di foto-collage
è un mondo di "seta" costituito da favole e apparizioni
strane, di pelochue, bambole o figure di animali fantastici che trasformano
il paesaggio americano in un universo infantile e surrealista. Roderick
Buchanan propone una nuova serie di fotografie di paesaggi considerata
una riflessione sulla nostra società urbana nel suo rapporto con
la natura.
Le Chateau d'eau . Galerie municipale
1, place Laganne, 31300
Toulouse
Jean Dieuzaide fino al 16 gennaio 2005
Le Château d’Eau presenta una vasta selezione di immagini
inedite dell’attività e della vita Jean Dieuziade, fondatore
dalla galleria che nel 1974 era una delle prime gallerie fotografiche
di Francia. Tra i grandi artisti che Jean Dieuziade accolse nel suo spazio
ricordiamo Jean Dieuzaide: R. Doisneau, H. Cartier-Bresson, JL.Sieff,
E. Boubat, J. Lartigue, E. Weston, J.O. Etchagüe, Brassaï...
GERMANIA
Gruner+Jahr Galerie 11
Am Baumwall 11
20459
Amburgo
Lin Lambert
Il mastro della foresta
Fino all’1 marzo 2005
Lin Lambert ha creato, attraverso conoscenze fotografiche e tipografiche,
una serie di immagini di grande formato di paesaggi forestali, resi mistici
o giocosi dalla scelta dei colori di base
L'artista Susana Hefuna vive tra il Cairo e la Germania, espone una serie
di fotografie, disegni e oggetti che rappresentano la sua personale esperienza
di incontro di culture. Le fotografie raccontano in particolare da un
lato le contrapposizioni, dall'altro le stupefacenti somiglianze tra questi
due codici culturali.
Prego sorridere, si scatta!
arte fotografica dai 10 nuovi paesi europeri fino al 14 febbraio 2005
Nell'ambito della rassegna intitolata "anno culturale dei dieci"
vengono presentate le opere di artisti provenienti dai 10 paesi che di
recente sono entrati a far parte dell'Unione Europea. La fotografia dei
nostri vicini dell'est si basa su una lunga tradizione di concetti estetici,
difficili da far collimare con i parametri occidentali. Negli stati dell'ex
blocco sovietico la fotografia serviva ufficialmente a documentare le
conquiste del socialismo, meno ufficialmente come mezzo per la creazione
di realtà private e fittizie. Gli artisti: Agostino Baldacchino
(Malta), Imre Benkö (Ungheria), Frantisek Dostál (Repubblica
Ceca), Andrej Grants (Lettonia), Martin Kollár (Repubblica di Slovacchia),
Borut Peterlin (Slovenia), Maciej Skawinski (Polonia), Rimaldas Viksraitis
(Lituania), Mart Viljus (Lettonia), Ioannis Yerou (Cipro).
Robert Capa - retrospettiva fino al 18 aprile 2005
F ondatore della Agenzia Magnum insieme a David Seymour e Henri Cartier-Bresson,
Robert Capa, grazie alla sua sensibilità ed al suo coraggio nel
rappresentare gli orrori della guerra e la disperazione della popolazione
civile, già nel '38 veniva acclamato dalla stampa internazionale
come miglior reporter di guerra. Ha documentato la guerra civile spagnola
('36-'39), l'opposizione cinese all'occupazione giapponese ('38), la seconda
guerra mondiale in Europa ('41-'45), lo sbarco degli alleati in Normandia,
il primo conflitto arabo-israeliano ('48), e la guerra in Indocina ('54),
dove, solo quarantenne, fu colpito a morte da una mina. I reportage di
guerra, sicuramente un parte essenziale della sua opera, che in qualche
modo ha sicuramente influenzato la coscienza collettiva, hanno oscurato
altri aspetti della sua opera. Oltre 300 fotografie, più o meno note,
ripercorrono, a cinquant'anni dalla sua morte, la brillante carriera di
Capa.
Il Deutsches Filmmuseum di Francoforte presenta una esposizione dedicata
all’opera del regista americano Stanley Kubrick, capace di affacinare
e al contempo alienare il suo pubblico come pochi altri artisti. L’autore
di capolavori della cinematografia come 2001: Odissea nello spazio, Shining,
Full Metal Jacket, Dr.Stranamore e Arancia Meccanica viene raccontato
attraverso foto, lettere, costumi di scena, sceneggiature e documenti
vari, raccolti dalla vedova Christiane e dal suo fedele collaboratore
Jan Harlan.
Con altri occhi
Hugo A. Bernatzik dal 24 febbraio al 19 marzo 2005
L'opera fotografica dell etologo austriaco Hugo A. Bernatzik (1897-1953)
ha accompagnato le sue pubblicazioni scientifiche.
Le 89 immagini selezionate per questa esposizione sono state scattate
durante un viaggio, avvenuto ormai settanta anni fa, in Nuova Guinea.
Le immagini sono un connubio tra esperienza fotografica e documentaione
etologica.
Stil(l)halten
Immagini famigliari nella borghesia ebraica berlinese fino al 10 febbraio 2005
Sei famiglie di tre epoche diverse – Biedermeier, dopoguerra e
modernità - si sono lasciate ritrarre in momenti rappresentativi
della loro vita, per raccontare, attraverso la fotografia, i valori, il
gioco di ruoli e le identità di questi nuclei, sia come ebrei,
sia come cittadini berlinesi. Le immagini ed il messaggio sono valorizzati
dagli “allestimenti” del regista Fred Berndt. Il fotografo
Udo Hesse aggiunge a queste rappresentazioni di immagini di famiglie della
borghesia ebraica della Berlino attuale.
NBK Neuer Berliner Kunstverein
Chausseestr. 128/129, 10115
Berlino
Fotografia contemporanea in Canada fino al 27 febbraio 2005
Nicolas Baier, Lynne Cohen, Stan Douglas, Isabelle Hayeur, Vid Ingelevics,
Scott McFarland, Emmanuelle Léonard, Mark Lewis, Louise Noguchi,
Alain Paiement, Carlos und Jason Sanchez e Michael Snow, fotografi canadesi,
sono stati selezionati dalla curatrice di questa mostra, Marie-Josée
Jean del Centro di Fotografia VOX di Montreal, come rappresentanti della
fotografia contemporanea canadese.
GERMANIA
Cafè Aroma
Hochkirchstrasse 8, 10829
Berlino
Franca Sferlazza:
"Io, Franca" fino al 31 gennaio 2005
Il punto chiave dell´attività artistica di Franca Sferlazza
consiste nella ricerca di identità tra le culture, in particolare
tra quella tedesca e quella italiana, e nella conoscenza del ”sé”
in tutte le sue manifestazioni espressive. Attraverso Polaroid la fotografa
descrive una metamorfosi che ha luogo nell´intervallo di spazio
tra queste due culture, dove nuovi concetti si profilano prendendo il
posto dei vecchi. Le immagini sono state scattate tra il 2000 e il 2004,
in Germania e in Italia. Esse testimoniano tanto lo smembramento del proprio
io quanto la scoperta di nuovi moduli di vita, ritraendone i processi
in frammenti congelati di realtà.
Franca Sferlazza è nata nel 1968 a Haan, vicino a Düsseldorf
e ha trascorso la sua infanzia e giovinezza a fasi alterne in Germania
e in Italia. Nel 1990 si è trasferita a Berlino laureandosi in
pedagogia dell´arte alla Universität der Künste Berlin.
Oggi è attiva come insegnante di educazione artistica alla Scuola
Europea italo-tedesca di Berlino.
Deutsche Historisches Museum
Unter den Linden 2
10117
Berlino
Per le strade di Berlino
Il fotografo Billy Römer
1887 - 1979 fino al 27 febbraio 2005
Willy Römer, pur essendo finora sconosciuto come fotografo, ha lasciato
un’impressionante archivio di oltre 70.000 immagini e 50.000 negativi.
Alcune sue foto, soprattutto quelle degli anni della rivoluzione ’18
e ’19, sono presenti in molti libri di storia, ma l’autore
si è nascosto dietro al nome della sua agenzia fotografica , “Photothek”,
chiusa dal regime nazista perché attività ebraica nel ’35.
La produzione di Römer e della Photothek percorre l’intero
periodo della repubblica di Weimar, dalla rivoluzione di novembre del
1918 fino all’incendio del Reichstag nel ’33, con oltre 7000
ritratti di che rappresentano la prima repubblica tedesca, Römer
ha proseguito la sua opera fotografica fino agli anni del dopoguerra,
concludendola con le immagini dei paesaggi delle macerie di Berlino.
In questa mostra le il racconto fotografico di Römer sulla sua Germania
è suddiviso in diciassette capitoli:
1. Lavoro e artigianato
2. Dietro al fronte 1916
3. La rivoluzione 1918/19
4. La vita in strada ed il traffico
5. La repubblica di Weimar 1918 - 1933
6. LA fine della democrazia 1932/33
7. Inflazione e povertà 1918 – 1923
8. Musica di cortile e ambulanti
9. Bambini per la strada
10. Vita da negozio
11. LA vecchia Berlino
12. La moderna Meteropoli
13. I tempi nuovi
14. Fuori nel vrede
15. Berlino in macerie
16. Personaggi
17. In viaggio in Europa
Kunstforum der Berliner Volksbank
Budapester Str. 35
10787
Berlino
Eva Kemlein
Ein Leben mit der Kamera dal 21 gennaio al 3 aprile 2005
Attraverso circa quattrocento immagini questa mostra onora la carriera
della fotografa Eva Kemleins (1909-2004). Fotoreporter dal ‘45 in
poi l’artista si concentra sulla scena teatrale, creando foto in
bianco e nero in cui riesce a comprimere l’umore delle rappresentazioni
e le espressioni dei maggiori protagonisti.
Eva Kemlein fotografiert um 1935
(Fotograf unbekannt)
GERMANIA
Museum für Photographie
Helmstedter Str. 1
38102
Braunschweig
Berlino
Hans Steffens
Braunschweig in immagini - Fotografia giornalistica e documetaristica
dal ’46 all’80
fino al 13 febbraio
Originario della regione tedesca del Braunschweig, Steffens, fotografo
autodidatta dal’ 46, che ha lavorato come fotoreporter per giornali
e enti pubblici locali, ha creato una vastissima opera documentaristica
sulla sua terra d’origine, composta da oltre 60.000 immagini, in
forma di negativi, negativi a vetro e stampe vintage.
Der Traum vom Turm (Il sogno della torre)
Grattacieli: mito – arte dell’ingegneria – cultura della
costruzione fino al 30 gennaio 2005
Il mito del grattacielo non è un fenomeno recente, ma segna trasversalmente
diverse culture da molto tempo: dalle piramidi degli antichi egizi agli
eleganti minareti del mondo islamico sino alle medievali torri Europee.
Questa esposizione raccoglie una selezione di edifici di tutte le epoche
che illustrano l’utilizzo di grattacieli come rappresentazione di
potenza, spiritualità, forza economica e sviluppo tecnico
Sprengel Museum Hannover
Kurt-Schwitters-Platz
30169
Hannover
Helga Paris fino al 13 febbraio 2005
Helga Paris, fotografa tedesca tra le più note del dopoguerra,
ha sviluppato come autodidatta un’ampia opera fotografica molto
vicina alla sua personale esistenza ed al contempo carica di forza comunicativa
per quel che riguarda la vita quotidiana della ex Germania dell’est.
Questa mostra si concentra sulle sue prime opere, quasi tutte ambientate
nei dintorni di Berlino, come le serie “Pub di Berlino” (1974),
"Siebenbürgen" (1980), "Giovani Berlinesi" (1981-82),
"Georgien" (1982) e il lavoro "Autoritratti" (1981-1989).
Sprengel Museum Hannover
Kurt-Schwitters-Platz
30169
Hannover
Fantasmi
Dennis Del Favero Dal 19 gennaio al 29 maggio 2005
L’artista australiano Dennis Del Favero (1953) presenta otto lavori
che analizzano il rapporto tra violenza e memoria, in cui si interroga
su guerra, distruzione, dolore, sessualità, desiderio, sulla funzione
del racconto e sui mezzi che questa società usa per comunicare.
Attraverso una videoinstallazione, l’artista rappresenta la crisi
di comunicazione che attraversa il nostro tempo
GERMANIA
Hamburger Kunsthalle
Glockengießerwall 20095
Hamburg
attualmente: auto rappresentazione fino al 27 febbraio 2005
La questione dell’identità della persona è parte
del pensiero dell'uomo , e nell’arte questa domanda ha trovato una
equivalenza espressiva nell’autoritratto. Questa esposizione riflette
modi propri in cui l’artista si è messo in scena attraverso
l’autoritratto dagli anni ’60 ad oggi. L’arte del XX
secolo, crsciutra insieme alla psicanalisi freudiana,è intrisa
dei concetti di rappresentazione e scissione dell ”io”. Da
Warhol a Jeff Coons a Cindy Sherman, l’esposizione diventa una scena
teatrale, in cui gli artisti si rappresentano e reinterpretano come attori.
GERMANIA
Badisches Landesmuseum
Karlsruher Schloss
76131
Karlsruhe
Georg Gerster
Volo nel passato dal 12 marzo al 3 luglio2005
Il fotografo svizzero Georg Gerster già dagli anni '60 documenta
dall'alto le splendide eredità che le culture di tutto il mondo
hanno lasciato in giro per il pianeta. Un viaggio aereo e temporale dalla
muraglia Cinese all Hadrianswall, dalle piramidi del Messico fino al Pont
du Gard del sud della Francia, dall'antica Gerico alla torre di Babele.
L'esposizione è composta da immagini di 250 siti archeologici di
51 paesi e suddivisa in dodici aree tematiche, tra cui "Insediamenti",
"Palazzo", "Tombe", “edifici sacri,” e
“campi di battaglia”.
Sprengel Museum Hannover
Kurt-Schwitters-Platz
30169
Hannover
If not now, when?
Martha Rosler
Dal 30 gennaio al 16 maggio 2005
Con l’assegnazione del Premio Internazionale di Fotografia “Spectrum”
a Martha Mosler, lo Sprengel Museum di Hannover organizza una retrospetiva
sulla carriera della fotografa, iniziata negli anni ’60. La Mosler
lavora con diversi media artistici: fotografia, video, testi, installazioni
e performance, attraverso cui rappresenta una quotidianità ritualizzata.
La sua opera è caratterizzata da un umorismo amaro e beffardo.
La Habana - visión interior
Juan Manuel Díaz Burgos dal 14 gennaio al 23 marzo2005
I fotografi amano Cuba, ne amano gli abitanti, che quotidianamante recitano
la loro cubanità, e le colorate immagini di quotidianità.
Il fotografo spagnolo Díaz Burgos ha spinto il suo obiettivo oltre
la facciata , investigando la vita intima dell’isola ed ritraendone
cortili interni, scale, salotti, cucine. Dal ’97 al 2000 l’artista
ha girato Cuba alla ricerca della sua anima nascosta, creando fotografie
che sono al contempo poesie e complesse composizioni e raccontano scene
di vitale autenticità attraverso giochi di contrasti tra luce ed
ombra.
Juan Manuel Díaz Burgos - La Habana - visión interior (3)
INGHILTERRA
Horniman Museum
100 London Road, Forest Hill
SE23 3PQ
Londra
Spirit of Sufi Music: Troubadours of Allah
Horst A. Friedrichs fino al 27 febbraio2005
Quaranta spettacolari fotografie a colori esplorano le tradizioni del
Sufismo, praticato da oltre cinquanta milioni di persone dal Marocco alla
Malesia, tra cui immagini di musicisti e dei loro strumenti all’interno
di templi Sufi, che mostrano questo affascinante mondo della musica spirituale.
Le fotografie sono state scattate dal tedesco Horst A. Friedrichs nella
Indus Valley, Sindh, la provincia più a sud del Pakistan. Nato
nel ’66 a Francoforte, Friedrichs ha viaggiato attraverso il Pakistan,
il Sudafrica, la Namibia ed il Venezuela.
Diane Arbus, una delle più importanti artiste del XX secolo, ha
ridefinito, attraverso le sue immagini, universali e sorprendenti, hanno
ridefinito le problematiche e la sfera della fotografia. Nata nel ’23
a New Yoprk, la Arbus si è avvicinata alla fotografia grazie al
marito, è stata apprendista presso Lisette Model negli anni ’50,
ha insegnato fotografia in varie scuole degli Stati Uniti ed è
stata più volte premiata dal Guggenheim di New York per le sue
opere. Questa mostra presenta l’intera opera della Arbus attraverso
oltre duecento immagini.
Robert Frank, uno dei più importanti fotografi al mondo, ha sfidato
per oltre cinquant’anni le regole non scritte della fotografia e
della cinematografia. Nel 1996 è stato premiato con l’Hasselblad
Award per il suo contributo allo sviluppo della fotografia del dopoguerra.
A partire dal ’49 Robert Frank ha attraversato il Sud America e
l’Europa, realizzando fotografie che rivelano la sua ricerca di
libertà artistica. Da questi viaggi sono nate le serie fotografiche
“Peru” (’49), un ritratto della regione sudamericana;
“Londra” (’51-’52), in cui Frank ci offre uno
sguardo affascinante su un’era passata della storia della capitale
inglese; e Wales(’53), serie che racconta la faticosa vita di un
minatore e della sua famiglia.
Nel ’54 Frank si cimentò in un viaggio attraverso gli Stati
Uniti, da cui naqcuero lo storico libro The Americans, che cambiò
radicalmente il linguaggio della narrativa fotografica; la serie Chicago
(‘56), che ritrae la città nelle giornate frenetiche delle
elezioni del congresso, e Detroit (‘55) che racconta la quotidianità
dei dipendenti di una delle più famose catene di montaggio della
Ford.
La Tate Modern Gallery espone una retrospettiva di centocinquanta fotografie
e tre film dell’artista svizzero, offrendo un’opportunità
irripetibile di esplorare l’opera di uno dei più grandi autori
del mondo della fotografia.
Storie dalla Russia
Melanie Manchot
Storylines fino al 27 febbraio 2005
La Photographers’ Gallery mostra la nuova opera di Melanie Manchot,
creata negli ultimo diciotto mesi a Mosca. La parte fotografica della
mostra, costituita da una serie di immagini a colori , è intitolata
"Groups and Locations", inoltre la Manchot ha creato un video
dal titolo "Hotel Moscow". L'artista cerca e vuole esplorare
le tracce, lasciate dalla storia russa, nella memoria delle persone e
dei luoghi della capitale Russa.
Storie dalla russa
Collezione David King
fino al 27 febbraio 2005
Per celebrare la pubblicazione in Russia del libro di David King The
Commissar Vanishes, sulla falsificazione di fotografia ed arte nella Russia
di Stalin, la Photographer's Gallery espone una installazione di impressionanti
immagini ritrovate di recente dall'autore in Russia. King racconta come
coloro che eseguivano i ritocchi passassero ore a lavorare sulle immagini
per nascondere la realtà, soprattutto dell volto butterato di Stalin.
Nel '30, durante le "grandi purghe", venivano completamente
cancellati dalle foto di tutta la Russia, gli oppositori politici di Stalin.
Paola Pivi, artista milanese che attualmente vive e lavora a Londra,
espone meravigliose immagini di grande formato in cui sono immortalate
zebre all'interno di paesaggi di montagna e neve.
Ffacing East: Contemporary Landscape Photography from Baltic Areas fino al 22 gennaio 2005
Petter Magnússon, John S. Webb, Remigijus Treigys, Juha Suonpää,
Gatis Rozenfelds, Jari Silomäki, Riitta Päiväläinen,
Joakim Eskildsen, Ane Hjort Guttu, Ritva Kovalainen, Sanni Seppo, Herkki-Erich
Merila, Marja Pirilä, Mara Brasmane, Margareta Klingberg, Olav Torgnesskar
Deturpando l’est: fotografia paesaggistica contemporanea da aree
baltiche.
I cambiamenti sociali hanno i loro effetti anche sul paesaggio, in Finlandia:
ad esempio il taglio della legna sta distruggendo la foresta, in Lettonia
i giardini sono diventati spazi ricreativi. La fotografia paesaggistica
contemporanea estende la nostra visione della relazione con l’ambiente,
sfidando l’estetica ed i soggetti tradizionali. Questa esposizione
mostra le le differenze tra storia culturale, temi sociali e approcci
estetici che caratterizzano le regioni baltiche.
Juha
Suonpaa
POLONIA
Victoria Miro Gallery
16 Wharf Road
N1 7RW
Londra
Photography 2005 fino al 12 febbraio 2005
Sei giovani artisti della fotografia, tra cui virtuosi della fotogtrafia
digitale che lavorano ai confini del medium per incrementarne la concettualità
e amanti delle forze originarie delle fotografia nel catturare il fremito
d’un momento significativo, presentano le loro opere. Gli artisti,
Florian Maier-Aichen's (1973) Idris Khan (1978) Brandon Lattu (1970) Stephen
Gill (1971) Dan Holdsworth (1974) Bettina von Zwehl's (1971), rappresentano
la versatilità della fotografia, la sua costante importanza come
forma d’arte e documentaristica, capace di raccontare la realtà
e di affrontare i temi del tempo e dello spazio.
IRLANDA
Gallery of Photography
Meeting House Square
Temple Bar
Dublino
iWITNESS
Tom Stoddart fino al 30 gennaio2005
iWITNESS è un’imortante mostra del fotoreporter di fama
mondiale Tom Stoddart. Attraverso oltre settanta immagini in bianco e
nero, questa mostra è una testimonianza di alcuni dei più
gravi disastri umanitari che il mondo ha vissuto negli ultimi quindici
anni. Tra le foto alcune immagini delle tragiche conseguenze della carestia
nelle regioni meridionali del Sudan, l’assedio di Sarajevo, la situazione
dei rifugiati del Rwanda, la “pulizia etnica” in Kosovo, le
alluvioni in Mozambico e il devastante terremoto in India del 2001, New
York dopo l’undici settembre, il conflitto in Iraq, a cui Stoddard
partecipò stando con i Royal Marines, ed immagini della catastrofe
dell'AIDS che sta devastando ' Africa subsahariana.
Le fotografie sono un tributo alla dignità ed al coraggio di persone
comuni, che si ritrovano in situazioni terribili senza averne colpa.
Reykjavík Museum of Photography
Tryggvagata 15
101
Reykjavik
Prima e dopo fino al 6 febbraio 2005
Prima e dopo è il titolo di una esposizione che fa riferimento
al look, alle modelle, o all’immagine di una persona che è
in posa davanti ad una macchina fotografica. Sin dagli albori della fotografia
uno degli scopi del medium, della ritrattistica tradizionale, è
stato mostrare l’uomo nella sua più splendente bellezza.
Le immagini doppie raffigurano lo stesso ritratto di persone prima e dopo
i ritocchi digitali.
Madonnas
('99-'01)
ISLANDA
Reykjavik Art Museum
Kjarvalsstadir
Flokagata, 105
Reykjavik
Influences
Brian Griffin
fino al 27 febbraio 2005
In questa personale viene presentata la carriera trentennale del fotografo
di Birmingham Brian Griffin. La disposizione delle opere non è
in ordine cronologico, ma secondo le influenze che hanno formato la visione
artistica di Griffin. Espressionismo, Surrealismo, i dipinti di Casper
David Friedrich, la guerra fredda, i romanzi di Kafka, e l’Islanda,
terra della compagna dell’artista.
Madonnas
('99-'01)
OLANDA
Hague Museum of Photography
Stadhouderslaan 43, 2517 HV
Den Haag
Twins
Mary Ellen Mark fino al 20 febbraio 2005
Mary Ellen Mark è considerata una delle poche artiste in grado
di lavorare in perfetto equilibrio tra arte, documentazione sociale e
fotogiornalismo. Il progetto Twins è il risultato di quattro anni
di visite al "Twins days festival" dell'Ohio.
Document the Netherlands: Justin Jin fino al 6 febbraio 2005
In collaborazione con il giornale NRC Handelsblaad, il Rijksmuseum organizza
la settima edizione di Document the Netherlands, esibizione associata
ad un premio fotografico. L'evento di quest'anno si concentra sulla vita
dei giovani nel mondo scolastico. Il fotografo Justin Jin ha seguito per
alcuni mesi tre studenti di tre scuole diverse: in classe coi compagni,
dopo la scuola a casa con la famiglia, al lavoro e nel tempo libero con
gli amici. Il risultato sono tre ritratti, affascinanti e interessanti,
composti da cinquanta foto, che ci aiutano a riflettere su quegli sconosciuti
che gli adolescenti sono per gli adulti .
fino al 27 febbraio
Ellen Mandemaker
Una selezione di still-lives di Ellen Mandemaker, che a fianco di immagini
minimaliste di fiori, fotografa situazioni bizzarre ricreate con animali
giocattolo e bambole di gesso.
Gabriel Bauret e Erik Kessels Fino al 20 marzo 2005
Per questa mostra due curatori, uno francese, Gabriel Bauret, l’altro
olandese, hanno selezionato le migliori produzioni delle giovani avanguardie
fotografiche dei reciproci paesi d’oroigine.Il risultato è
un interessante confronto culturale tra i due paesi.
Garry Winogrand and american street photographers
fino al 30 marzo
Il Foam propone una retrospettiva unica di uno dei maggiori movimenti
della fotografia del dopoguerra: la “Street Photography” americana
degli anni ’60 e ’70. Winogrand è stato sicuramente
il più importante rappresentante di questo movimento, oltre che
uno dei migliori fotografi del XX secolo. Avverso a tradizioni e convenzioni,
lui e la sua generazione hanno portato una nuova forma di ordine visivo
nel caos della vita di strata della città di New York. Oltre alle
immagini di Winogrand sono esposte opere di altri quattro esponenti della
“street photography”: Mitch Epstein, Lee Friedlander, Joel
Meyerowitz e Henry Wessel
Huis marseille foundation
Keizersgracht 401
1016 EK
Amsterdam
Il patrimonio di un impero (“Il mio condannato paese”)
La Russia fotografata da Oleg Klimov
1989-2004 fino al 27 febbraio2005
La crescita personale di Klimov come fotografo ha coinciso con la Perestroica
e la Glasnost della fine degli anni ’80, con il crollo dell’Unione
Sovietica e con le conseguenti riforme. L’artista ha fotografato
i suoi connazionali, cercandoli in tutti gli angoli del paese: i giovani
di Mosca, i pellegrinaggi, la vita lungo il Volga.
Klimov ha un concetto molto chiaro del significato della fotografia nella
sua vita : la macchina fotografica è innanzitutto uno strumento
per la ricerca della propria realtà.
Oleg
Klimov
Dynamo against Celtic, during the war in Georgia
1996
OLANDA
Wereldmuseum Rotterdam
Willemskade 25, 3016 DM
Rotterdam
National Geographic "People in their world" fino al 25 gennaio 2005
Questa mostra è un viaggio di scoperta attraverso varie culture
e tradizioni del mondo e offre un vasto panorama di varietà etniche.
Attraverso più di sessanta fotografie, tratte dall’omonimo
libro, questa esposizione racconta, tra gli altri, gli Aborigeni d’Australia,
i Sami scandinavi, gli Zapotec del Messico e i Dogon di Mali. La National
Geographic Society è la più grande organizzazione scientifica
ed educativa no profit di tutto il mondo, la cui missione è “incrementare
e diffondere la conoscenza geografica” .
POLONIA
Gallery of Contemporary Art BUNKIER SZTUKI
Plac Szczepañski 3a
31-011
Krakóvia
Enrique Metinides
Glorious accident fino al 13 marzo2005
Enrique Metinides è un fotografo messicano che ha documentato
molti terrribili eventi intorno a Mexico City tra il ’48 e il ’79.
L’artista pone al centro della sua opera incidenti e violenza umana,
incendi, alluvioni, incidenti d'auto , treni o aerei, omicidi e suicidi,
creando immagini che sembrano frammenti di film, irreali e drammaticamente
reali. Metinides inquadra anche i soccorritori e chi i invece accorre
solo per osservare l’evoluzione del dramma, finendo per diventare
parte della scena.
POLONIA
Gallery of Contemporary Art BUNKIER SZTUKI
Plac Szczepañski 3a
31-011
Krakóvia
Happy Birthday.
Katarzyna Górna 1994-2004 fino al 23 gennaio 2005
Katarzyna Gorna, artista polacca nata nel ’68, espone nove opere
(fotografie di grande formato ) e presenta un video concepito come accompagnamento
alla mostra. Le immagini affrontano il tema dell’identità
sessuale affrontando il tema della femminilità e dei relativi stereotipi
sociali ed iconografici.
Madonnas
('99-'01)
PORTOGALLO
Museu do Chiado - National Museum of Contemporary Art
Rua Serpa Pinto, 4
1200-444
Lisbona
James Coleman
Parte 1: Opere di James Coleman fino al 20 febbraio 2005
Partet 2: Premiere di un nuovo lavoro fino al 20 febbraio 2005
Il museo d’arte contemporanea di Lisbona presenta una doppia esposizione
dell’opera di uno dei più importanti artisti contemporanei,
il fotografo irlandese James Coleman, rappresentato dagli anni ’70
in poi in musei e gallerie di tutto il mondo.
Coleman emerge alla fine degli anni ’60 in un periodo di profondi
cambiamenti e di spiccato interesse per una nuova definizione del’oggetto
artistico.
La prima parte dell’esposizione si concentra sui primi lavori di
Coleman, in cui ridefinisce il concetto di rappresentazione dell’immagine,
sviluppando implicitamente un discorso sulla nuova natura della fotografia.
In opere come Playback of a Daydream, 1974, e Seagull, 1973 , presenti
in questa mostra, Coleman espande questi concetti esplorando il modo in
cui le teorie contemporanee di psicologia percettiva, filosofia linguistica
e teatro letterario possano essere usate per mettere in discussione i
soggetti e gli oggetti dell’arte.
La seconda parte della mostra si concentra invece su immagini di Coleman
degli anni ’80 e ’90, in cui l’artista esprime i suoi
pensieri sulla comunicazione, sottolineando il ruolo della fotografia
nella costruzione della memoria, sociale e personale, e mettendo in dubbio
l’autenticità documentaristica del mezzo.
James Coleman
Seagull, 1973 (2002)
Image courtesy of the artist
REPUBBLICA CECA
Leica Gallery Prague o. p. s.
Nejvyšší purkrabství Praského hradu
119 08
Praga
Leni Riefenstahl
Un mito morto in bellezza fino al 6 febbraio 2005
Il mito di Leni Riefenstahl, una delle personalità artistiche
più controverse del XX secolo, viene raccontata attraverso sue
immagini in questa mostra, la prima dopo la sua morte.
La tragedia dell’artista è rinchiusa nel suo credo: “La
realtà non mi interessa”. Grazie al suo cocciuto rifiuto
della realtà ed alla sua totale mancanza di riflessioni critiche
sui suoi legami con il regime nazista di Hitler, la Riefenstahl fu considerata
persona ingrata e boicottata come produttrice cinematografica in Germania.
La considerò una punizione ingiusta, ancora poco prima della sua
morte nel 2002 disse con grande rancore di non aver mai capito l’accanimento
contro di lei. Anziché processare il proprio passato, la Riefenstahl
creò una nuova storia, di un artista apolitica, interessata esclusivamente
alla bellezza,
REPUBBLICA CECA
Jiri Svestka Gallery
Jungmannova 30
Praga
Turning off the lights fino al 28 gennaio 2005
"Turning off the lights" è una mostra che nasce da una
serie di fotografie, autoritratti di una bambina, dal nome Anja. In quanto
autoritratti non fanno parte del lavoro di Ryan Mendoza e danno vita alla
sezione dell'esposizione intitolata,"Photos for which I am not responsable".
Cinque immagini, cinque gigantografie, cinque buoni motivi per spegnere
le luci. Un unico soggetto, una bambina di dodici anni. Ma chi è?
Difficile spiegarlo. E i dipinti di Mendoza, pittore che non si è
mai sentito fotografo, invece di offrire la chiave di lettura ci fanno
perdere ancora di più nell'oblio della ricerca della verità.
REPUBBLICA CECA
PHP Prague House of Photography
Vaclavske namesti 31
110 00
Praga
Everyday Lithuania
Antanas Sutkus fino al 6 febbraio 2005
Antanas Sutkus, fortografo Lituano apprezzato in tutto il mondo,soprattutto
per i suoi famosi cicli e reportage creati in nome di una fotografia documentaristica
umanista. Nato nel’39 in Lituania, Sutkus ha studiato giornalismo
all’università di Vilnius, e dal ’59 in poi ha lavorato
come fotografo free-lance. Questa mostra racconta la carriera dell’artista
dagli esordi attraverso quarantacinque fotografie in bianco e nero. Sutkus
porta avanti il progetto “People from Lithuania” dal ’79,
al centro delle sue immagini sono gli uomini, le storie delle loro vite,
e le tracce lasciate sulla terra.
Marathon
in Univeristy Street. Vilnius, 1959
SPAGNA
FNAC Triangle Plaza Cataluna
Barcellona
Yann Mingard e Alban Kakulya
Al este del nuevo edèn, las fronteras exteriores de Europa fino al 30 gennaio 2005
Il nuovo Eden è la neonata Unione Europea con 25 membri, a est
le sue frontiere sono grandi distese innevate, immense pianure, laghi,
fiumi e foreste; in questi luoghi la presenza dell’uomo è
minima, per lo più rappresentata dalle strutture e della polizia
di frontiera. In modo surreale recinzioni e fili spinato separano questi
paesaggi bucolici che costituiscono i confini di questa nuova identità
Europa in costruzione, una realtà protetta da pochi ufficiali di
polizia che nei loro sguardi riflettono gli spazi vuoti e quasi desertici
nei quali svolgono il loro lavoro. Forte è il contrasto tra la
rigidità architettonica delle anonime strutture di frontiera e
le loro severe restrizioni burocratiche, con il paesaggio circostante
che sembra al contrario alieno a qualsiasi tipo di regola. La durezza
del clima e il fascino della natura relegano l’ attività
dell’uomo all' indispensabile, la neve avvolge e quasi dissolve
le frontiere per divenire silenzioso testimone delle trasformazioni sociali
dentro e fuori la nuova Europa.
« Sessiò Truffaut »
François Truffaut fino al 17 febbraio 2005
L’esposizione è un omaggio a François Truffaut (1932-1984),
le immagini ci portano con indiscrezione nei dietro le quinte dei suoi
film, nell’imperturbabile sguardo degli attori e nei loro atteggiamenti
schivi. Attraverso gli intensi primi piani e le stravaganti scene di '400
colpi', 'Jules y Jim' e 'L’ultimo metro', riviviamo per un momento
il fascino e le sottili emozioni della Nouvelle Vague e di opere che hanno
segnato un’epoca importante nella storia del cinema moderno.
SPAGNA
Galeria dels Angels
C/ dels Angels 08001
Barcellona
Tan Lejos Tan Cerca”
Mayte Vieta fino al 26 febbraio 2005
La maggior parte delle opere esposte riprendono paesaggi, grandi pianure
e laghi che assumono diverse gradazioni e sfumature cromatiche in base
ai cambiamenti climatici e al trascorrere delle stagioni. Davanti all’obbiettivo
di Mayte la luce gioca un ruolo fondamentale, l’artista spagnola
la insegue, la interpreta come un sentiero e una guida, i suoi riflessi
sono un fattore in costante mutazione che paradossalmente ci propongono
le coordinate per interagire con i luoghi e le immagini.
Le foto sono di grande formato, ogni loro dettaglio è curato e
definito in base a uno specifico significato relazionato con i segni visibili
lasciati dal passaggio del tempo. Gli spazi aperti, le distanze tra uomo
e natura sono i protagonisti delle immagini, le loro forti tonalità
e i contrasti rispecchiano la ricerca di Mayte Vieta, che si lascia trasportare
dalla corporeità e dall’intensità della luce per modellare
gli orizzonti e i colori dei suoi paesaggi.
SPAGNA
MUVIM
MUSEU VALENCIÀ DE LA ILLUSTRACIÓ I LA MODERNITAT
GUILLEM DE CASTRO 8
46001
VALENCIA
Alguien nos mira
La collezione fotografica della FNAC
A cura di Laura Serani fino al 3 aprile 2005
In mostra le immagini apparteneti alla collezione FNAC: 350 fotografie
scattate dei maggiori artisti fotografi del 900: Ansel Adams, Cecil Beaton,
Man Ray, Willia Klein, Robert Doisneau, Martin Parr, Nick Waplington,
Mimmo Jodice, Cristina García Rodero, Gisele Freund, Leonard Freed
e Cartier-Bresson.
Per saperne di più: vedi in home page la rubrica Infotografia
di Giovanna Calvenzi e la photogallery
Virginia Woolf
Gisèle Freund/Nina Beskow Agency
Courtesy Collection Fnac
SPAGNA
Spagna
Fundació Joan Miró
Parc de Montjuïc, s/n
08038
Barcellona
Woman. Metamorphosis of modernity fino al 6 febbraio2005
Il tema di questa mostra trova le sue radici negli anni ’20 e
’30, quando le regole generali di comportamento e il processo artistico
subirono i primi significativi cambiamenti, e l’atto creativo divenne
sempre più un’incarnazione dei desideri dell’artista.
Le opere esposte sono sia di uomini che di donne con approcci molto diversi,
mentre gli uomini hanno a che fare con una “diversità”,
le donne trattano la loro identità, e questa divergenza di visione
rappresenta la base per la strutturazione dell’esposizione in cinque
aree tematiche: Auto-rappresentazione attraverso maschere e identità
sessuali, Donne come “diversità” in un mondo maschile,
Archetipo femminile: contro-cultura e integrazione nel presente, Nudo
femminile e la gioia della creazione, Arte in cerca di immagini femminili.
Moderna Museet
Box 16382
SE-103 27
Slupskjulsvägen 7-9
Stoccolma
Fashination fino al 23 gennaio 2005
Nel XX secolo, moda e arte si sono spesso incrociate con fertili risultati
e questo scambio ha altissimi livelli espressivi in particolare durante
tre periodi: negli anni ’20 con il surrealismo, negli anni ’60
con la pop art e infine dall’inizio degli anni ’90. E’
proprio questo il periodo preso in considerazione da Fashination, non
perché ormai la moda è spesso considerata arte o l’arte
una moda, ma semplicemente per porre alcune domande sulla linea di confine
tra questi due mondi.
Alla mostra , supportata dal British Council e dall’ ambasciata
olandese, partecipano Vanessa Beecroft, Bless, Hussein Chalayan , Philip-Lorca
diCorcia, Alicia Framis, Anne Valérie Hash, Martina Ivanow-Hoogland
Inez van Lamsweerde & Vinoodh Matadin , Martin Margiela, Alexander
McQueen , Steven Meisel, Benoît Méléard, Lars Nilsson,
Terry Richardson, Yinka Shonibare , Jun Takahashi e Viktor & Rolf
Kurt Blum
Cornigliano 1958 fino al 31 gennaio 2005
Una mostra del fotografo bernese Kurt Blum che presenta una selezione
di immagini realizzate nel 1958 alla fonderia di Cornigliano, con un allestimento
originale dove la stampa fotografica è montata su una lastra metallica
che riprende il tema dell’industria. Atmosfere crude con bianchi
e neri contrastati documentano un ambiente di lavoro dove l’uomo
sembra essere inghiottito dalle fornaci. Immagini che raccontano gli anni
del boom economico italiano e di un ambiente di lavoro non facile.
The last picture show
Artisti usano la fotografia 1960–1982 fino al 20 febbraio 2005
„The Last Picture Show“ mette in mostra un importante ventennio
per l’arte della fotografia, partendo da immagini dei primi artisti
concettuali come Bernd e Hilla Becher, Bruce Nauman ed Edward Ruscha ed
approdando alle opere di fotografi degli anni ’70 e dei primi ’80,
come Martha Rosler, Richard Prince e Cindy Sherman. Sono esposte le opere
di cinquantasette artisti che, oltre a fare fotografia, hanno usato questa
forma d’arte con grande libertà espressiva.
Musée de l'Elysée
18, avenue de l'Elysée
1014
Losanna
Werner Jeker
PhotoGraphisme fino al 30 gennaio 2005
Mostra dedicata al grafista - fotografo Werner Jeker. Lavora regolarmente
con la Cinémathèque Suisse, la Collection de l’Art
Brut, il Théâtre Vidy-Lausanne. Dal 1985 collabora con il
Musée de l'Elysée per il quale ha realizzato un centinaio
di manifesti e cartelloni pubblicitari.
Musée de l'Elysée
18, avenue de l'Elysée
1014
Losanna
Jean-Pascal Imsand
La Voie lactée fino al 30 gennaio 2005
Esposizione dedicata al fotografo svizzero Jean-Pascal Imsand (1960-1994).Ha
realizzato numerosi reportage sulla sua città natale, Losanna,
e su Zurigo, città dove ha vissuto dal 1988, mostrandone tutti
gli aspetti, anche quelli più tristi come la condizione degli handicappati
o il fenomeno della droga. Jean-Pascal Imsand si è dedicato anche
alla tecnica del fotomontaggio e questo fa di lui un fotografo "completo",(nel
1988 riceve il Gran Prix di Arles) forse il maggior esponente della fotografia
svizzera del XX secolo .
Il premio per le migliori fotografie giornalistiche svizzere, istituito
tredici anni fa dalla „Espace media„, quest’anno è
stato assegnato al fotografo libero Pierre-Yves Massot. Vengono premiate
immagini su temi di attualità, di quotidianità e ambiente,
di arte e cultura, sport e estero. L’esposizione presenta una selezione
delle immagini inviate, pubblicate anche in un catalogo.
Parkett
20 anni di artisti e collaborazioni fino al 13 febbraio 2005
Per celebrare il ventesimo compleanno della rivista artistica "Parkett",
il Kunsthaus Zurich ne espone la collezione di tutte le edizioni dall'84.
Parkett nasce dall'idea di parlare di artisti attraverso una collaborazione
diretta ed in tutto sono state pubblicate centocinquanta edizioni "d'artista",
in cui sono trattate e presentate varie forme di arte (fotografia, stampa,
pittura, e scultura) di artisti contemporanei tra cui Meret Oppenheim,
Jeff Koons, Brice Marden, Alex Katz, Stephan Balkenhol, Pipilotti Rist,
Olafur Eliasson, Daniel Buren, Gilbert & George.
UNGHERIA
Museum of ethnography
Kossuth Lajos tér 12
1055
Budapest
Urban Portraits fino al 3 aprile 2005
Il quartiere Berriat di Grenoble e il distretto Terézváros
di Budapest sono i soggetti di questa mostra di fotografie, testi e materiali
audio. Le due città rappresentano due mondi distinti, separati
da migliaia di chilometri, grande l’una e piccola l’altra,
con culture e società diverse. Ma entrambi i territori, esterni
alle città, sono diventati zone di fabbriche, alberghi malfamati,
mercati marginali e ospitano tutto ciò che non era benvenuto nel
centro della città. Solo più tardi furono inglobati fino
ad essere considerati luoghi caratteristici.
Michel
Gasarian
UNGHERIA
Museum of ethnography
Kossuth Lajos tér 12
1055
Budapest
Il villaggio di Boldog Fino al 3 maggio 2005
Il museo etnografico di Budapest espone una serie di fotografie del villaggio
di Boldog, distante pochi chilometri dalla capitale, scattate tra gli
anni '20 e i primi anni '70. Immagini di giovani coppie, famiglie, matrimoni
e quotidianità, alcune dell'archivio del museo, altre di privati,
che hanno deciso di partecipare ad un'importante testimonianza di storia,
costumi, tradizioni familiari e mentalità rurale di un'angolo di
Bulgaria.
Woman on a bicycle
Photo: László Fényes
MTI Fotó, 1972