Fotografie di : Esaias Baitel, Serge Bois-Prévost, Alain Dagbert,
Michel Delluc, Claude Dityvon, Jean-Pierre Favreau,
Martine Franck, Frédéric Gallier, Hervé Gloaguen, François Hers,
Yves Jeanmougin, Richard Kalvar, Xavier Lambours,
Jean Lattes, François Le Diascorn, Guy Le Querrec, Daniel Nouraud,
Anders Petersen, Homer Sykes, Patrick Toth, Koen Wessing
Questa mostra traccia la storia e mette in evidenza le singolarità dell’Agenzia Viva (1972-1982), presentando una selezione di 150 fotografie, immagini che hanno segnato momenti fondamentali di questa agenzia e il percorso di alcuni dei suoi membri. La mostra, che ripercorre la storia dell’agenzia Viva e del gruppo che ne fece parte, pone particolarmente in rilievo lo stile e la pratica fotografica propria di ciascuno degli autori presentati, oltre che di un’epoca, quella della Francia degli anni Settanta.
Fondata con spirito e ideali comunitari da otto fotografi, quasi tutti appartenenti alla generazione del Maggio 1968 (Alain Dagbert, Claude Dityvon, Martine Franck, Hervé Gloaguen, François Hers, Richard Kalvar, Jean Lattes, Guy Le Querrec), Viva, come la sorella maggiore Magnum, si ispira alla formula della cooperativa. Espressione di un gruppo di autori-artisti più che Agenzia di stampa, Viva si distingue per una produzione di immagini che, tra l’attualità immediata, il reportage e un’attitudine puramente creativa, testimonia un voluto distacco nel rapporto con gli avvenimenti d’attualità. Viva offre soggetti autonomi, rivendicando un impegno sociale, morale e politico, filtrato da un approccio estetico personale.
La mostra è divisa nelle seguenti sezioni.
I fondatori
Alain Dagbert, Claude Dityvon, Martine Franck, Hervé Gloaguen, François Hers, Richard Kalvar, Jean Lattes, Guy Le Querrec
E’ presso l'agenzia Vu (1970-1971) allora diretta da Pierre de Fenoÿl che la maggior parte dei fondatori di Viva si incontrano. Di nazionalità e di origini sociali diverse, gli otto fondatori di Viva hanno tutti una esperienza come fotografi. Anche se l’agenzia viene costituita in forma di Società Anonima, riflette tuttavia più gli ideali comunitari di quegli anni che un vero progetto commerciale. Viva si pone come un’alternativa alle grandi Agenzie come Sipa o Gamma.
Come luogo in cui si esprimevano visioni personali, dibattiti sulla forma e sul ruolo della fotografia, l’agenzia adotta una posizione militante, contestando la diffusione dell’immagine come semplice oggetto per illustrare e trasmettere l’attualità. Viva è un luogo d’incontro e di confronto di autori e di personalità diverse, talvolta opposte, piuttosto che un collettivo che esprime uno stile omogeneo e principi comuni.
La mostra intende mettere in evidenza lo sguardo attraverso cui questi fotografi hanno raccontato quel periodo storico: dalla “scrittura coreografica” delle immagini di Claude Dityvon, alle proposte plastiche di François Hers, alla ricerca di una efficace testimonianza da parte di Hervé Gloaguen, all’humour di Richard Kalvar…
Famiglie in Francia
Alain Dagbert, Claude Dityvon, Martine Franck, Hervé Gloaguen, François Hers, Richard Kalvar, Jean Lattes, Guy Le Querrec
“Familles en France” è il titolo di una sezione specifica nel percorso della mostra, poiché rappresenta il solo vero progetto comune realizzato dall’agenzia. Proposto da François Hers, nel tentativo di creare un obiettivo comune in seno al gruppo, “Familles en France” cercò di offrire un’immagine alternativa della famiglia, rispetto a quella stereotipata diffusa dalla stampa dell’epoca. Focalizzati sul quotidiano, i réportages realizzati propongono una riflessione sulla struttura familiare; struttura in piena mutazione in quegli anni, dopo il maggio ’68. Questo lavoro di gruppo, che non rispondeva a una committenza precisa e che non aveva il pretesto di un legame con l’attualità, fu accolto male dalla stampa.
Giudicato perturbante poiché, ovviamente, non corrispondente all’immagine tradizionale della famiglia, “Familles en France” si rivelò un fallimento dal punto di vista commerciale. Ma calamitò l’attenzione di molti e divenne oggetto di numerose mostre.
L'Esprit Viva
Esaias Baitel, Serge Bois-Prévost, Michel Delluc, Yves Jeanmougin, François Le Diascorn, Xavier Lambours
La storia dell’agenzia è segnata da abbandoni (quello di Jean Lattès nel 1973, di Richard Kalvar e di Guy Le Querrec nel 1975, per esempio) ma anche dall’arrivo di personalità nuove, fotografi o membri e azionisti. I fotografi (per esempio Michel Delluc e Yves Jeanmougin, distribuiti dal 1973), nutrono il dibattito sulla natura dell’agenzia. Lo “spirito Viva” si distingue soprattutto per il suo approccio empirico e per il confronto sulle iniziative. L’agenzia costruisce la propria immagine con la pubblicazione di portfolios, di servizi sui magazines e attraverso la ricerca di nuovi metodi di diffusione dell’immagine (alcuni membri partecipano alle proiezioni dei Rencontres Internationales d'Arles. Gli studi dei fotografi ( animati - tra gli altri - da Claude Dityvon e Guy Le Querrec) hanno un ruolo stimolante, e favoriscono incontri e discussioni.
Le diverse iniziative del gruppo sono anche ben accolte da alcune redazioni (Zoom, Objectif Reporter…) che descrivono l’agenzia come una nuova scuola fotografica.
Corrispondenti stranieri
Hervé Gloaguen, Anders Petersen, Homer Sykes, Koen Wessing
Sotto l’impulso di Martine Franck, d'Alain Garnier (redattori poi PDG di Viva) ma soprattutto di Hervé Gloaguen l’agenzia entra in contatto con la stampa anglosassone (un reportage di Alain Garnier e di Hervé Gloaguen sulla caduta di Saigon nel 1975 sarà largamente diffuso).
Cosciente della necessità economica di allargare il campo di azione dell’agenzia, Hervé Gloaguen cerca corrispondenti stranieri, che condividano lo stesso spirito nei confronti degli avvenimenti , per costituire una rete internazionale. L’inglese Homer Sykes, l’olandese Koen Wessing e lo svedese Anders Petersen ( quest’ultimo allora membro del gruppo Saftra, un collettivo paragonabile a Viva) ed altri ancora, si uniscono all’agenzia.
1980-1982 : la fine dell’agenzia, un laboratorio di forme
Claude Dityvon, Frédéric Gallier, Jean-Pierre Favreau, Daniel Nouraud, Patrick Toth
Durante tutta la sua esistenza, Viva mostra di essere una struttura commerciale fragile, inadatta a competere con i mezzi più consistenti della concorrenza. D’altro canto, il gruppo soffre di mancanza di coesione e non trova lo slancio, né gli sbocchi sufficienti, per essere redditizio. Nel 1980, dopo l’abbandono di Hervé Gloaguen, la guida dell’agenzia passa nelle mani di Claude Dityvon e Daniel Nouraud. Viva si impegna deliberatamente in una tendenza poco commerciale, che ne accelera il fallimento. L’agenzia diventa centro di una ricerca soprattutto formale e di promozione di una nuova fotografia ( nascono progetti editoriali e progetti espositivi) che attira numerosi giovani di talento, prefigurando agenzie come Vu (1986) o Métis (1989). L’approccio fotografico di questi nuovi autori non corrisponde tuttavia alle richieste della stampa di quel tempo. Viva è rilevata nel 1982 dalla Compagnie des Reporters. La mostra è essenzialmente costituita da stampe recenti realizzate per questa occasione, insieme a documenti d’epoca (pubblicazioni, portfolio…) e diaporama realizzati tra il 1977 e il 1982.
Les années Viva, 1972-1982
Catalogo Edizioni Marval / Jeu de Paume, Paris, gennaio 2007